lunedì 28 settembre 2009

Internet: i numeri sono importanti!

Questa è l'ultima versione dei video "Shift happens" aggiornata all'autunno 2009, sviluppata da XPLANE in collaborazione con The Economist.
I numeri sono spesso indice indiscutibile di ciò che avviene intorno a noi. Per quanto riguarda internet ed i fenomeni ad esso connessi, i numeri in cui ci imbattiamo sono davvero impressionanti:
più di 300 milioni di persone sono iscritte a Facebook, più di 200 milioni a MySpace. Se consideriamo gli utenti di questi Social Network, una nazione, avremmo a che fare rispettivamente con la quarta e sesta potenza mondiale, dietro a Cina, India e Stati Uniti e con l'Indonesia nel mezzo...
Ogni mese su Google si registrano 31 miliardi di ricerche! Per raggiungere un'audience di mercato di 50 milioni di persone, la radio ci ha impiegato 38 anni, la TV 13, Internet 4, l'I-Pod 3, Facebook...2!!! YouTube dichiara qualcosa come 350 milioni di visitatori al mese. Quasi 10 milioni di utenti registrati hanno contribuito a Wikipedia, 160.000 dei quali sono considerati attivi. Più di 35 milioni di persone hanno postato e taggato 3 miliardi di foto e video su Flickr. Yahoo ospita 7.8 milioni di gruppi che parlano di ogni possibile argomento. Google ne ha 3.9 milioni.

Le rivoluzioni sono partite da numeri molto più piccoli! Cosa ne pensate???

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Ottime osservazioni e ottimi presupposti, ma quando andiamo a parlare di contatti al giorno bisogna stare attenti a vedere se sono contatti di IP diversi o se sono solamente persone che refreshano le pagine (ogni refresh è un contatto).
E soprattutto non è tutto così raggruppabile come una nazione perchè sicuramente un account a fecebook non esclude che la stessa persona abbia account in youtube, myspace o qualsiasi altro network.
Premettendo questo non credo che la "rivoluzone" possa avvenire nonostante numeri tanto grossi e nonostante la massima informazione che si può ottenere tramite web e tramite i social network...vedo solo un mucchio di gente che scrive tramite una tastiera comodamente da casa o magari in orario di lavoro, quindi pagati.
Tutte cose che fanno pensare che il singolo individuo stà bene...prima i numeri erano minori ma ci si guardava in faccia e si condivideva il malcoltento e scattava quel non sò che....ora ogni persona scrive commenta si informa ma alla fine si tiene strette le sue piccole gioie e tira avanti coltivando il suo piccolo orticello.....mi duole dirlo ma ci stiamo ( o ci stanno???) isolando.
Buon articolo di discussione continua con queste argomentazioni ;)

villa9 ha detto...

Desde luego tu eres el "number 1"!

Paolo Ratto ha detto...

Sicuramente è una forzatura paragonare gli utenti di un social network ad una nazione, in quanto a numeri, però rende bene l'idea. Spesso parliamo appunto di numeri in modo relativo non rendendoci conto del loro valore assoluto(il nostro capo del governo per esempio è un mago in questo!). Certo non bisogna dimenticare la distinzione tra visite e visitatori unici; ma il punto secondo me è un altro.
Vedo in questo eccezionale strumento che è INTERNET una serie di potenzialità che possono sicuramente migliorare il mondo (la parola "rivoluzione" era usata come provocazione!). Mi riferisco soprattutto alla forte spinta alla "condivisione" delle risorse attraverso la rete, strumento partecipato di conoscenza. Clay Shirky in "here comes everybody" suggerisce un utile gerarchia per catalogare i nuovi ordinamenti sociali venuti fuori dalla rivoluzione internettiana: i gruppi di persone iniziano semplicemente con la condivisione (sharing), poi passano alla cooperazione (folksonomia, creative commons, aggregatori) alla collaborazione (linux) e infine al collettivismo (wikipedia, open office...). Tutti concetti che richiamano una sorta di socialismo digitale.
Ciò che mi chiedo io è se il prossimo passo (...magari ci vorrà parecchio tempo!) possa essere una trasposizione di questo socialismo digitale in qualcosa di politico.
Considero comunque tutti questi network, CALDI. Cioè io non credo che ci stiamo isolando...anzi sono convinto del contrario ma solo il tempo potrà dimostrare se ho ragione o torto.

Anonimo ha detto...

Aggregano di certo ma non fisicamente...non in modo da avere una "rivoluzione" , aggregano l'intelletto e gli ideali...ma di concreto poco, si è provato con petitionline con risultati ottimi ma in termini concreti risultati pressochè inutili...con questo non voglio dire che sia in atto una grandissima rivolluzione sociale....ma tutto questo mi fà paura perchè non la vedo come cosa molto positiva visto che come ho detto sopra mi sembra di vedere tanti uccellini che cinguettano ogniuno nella propria comoda ed accogliente gabbia che ci si è autocreati....
Per quanto riguarda linux attenzione perchè è nato come software libero (prima di tutto il resto) ed è stato il primo esempio di collaborazione globale ma non di "socialismo" perchè il kernel è libero le librerie con i pacchetti no...infatti esistono delle distro che sono a pagamento tanto quanto i prodotti microsoft.
lo sharing viene molto dopo, quando il pc diventa uso comune di ogni persona....quando esisteva linux si girava ancora con le cassettine e qui si potrebbe aprire un altro argomento.....copiare un cd uppandolo e scaricandolo non è la stessa cosa di quando andavi dall'amichetto a copiarti la cassettina?????

=)

Roberto Mocerino ha detto...

Certo Paolo,tutto corretto ma l'Italia è ultima in europa nell'utilizzo di Internet,mi sembra che solo il 13% della popolazione visiti abitualmente la Rete...anche questi son numeri....purtroppo

Paolo Ratto ha detto...

No robi non cosi pochi... Proprio in un articolo di ansa.it di ieri la cifra si aggira sul 47 % che se consideri tutte le fasce di età non è poco.
Per il resto non mi trovo d'accordo sul fatto che questi strumenti non aggreghino...basti pensare nel pratico a siti/servizi come car polling e couch surfing. Inoltre anche attraverso SN come facebook, friendfeed e twitter vengono organizzati eventi a cui può partecipare un sacco di gente che prima non ne sarebbe venuta neppure a conoscenza. La chiave è proprio nell'informazione...io sono ottimista...il mezzo c'è; ora sta a noi usarlo correttamente!

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