giovedì 30 luglio 2009

Microhoo Vs Google: è sfida finale sull'advertising

Era nell'aria da un pò di tempo, ora è ufficiale: Yahoo! e Microsoft hanno raggiunto un accordo "that will improve the Web search experience for users and advertisers, and deliver sustained innovation to the industry. In simple terms, Microsoft will now power Yahoo! search while Yahoo! will become the exclusive worldwide relationship sales force for both companies' premium search advertisers" (così recita l’attacco del comunicato stampa ripreso dal sito ufficiale dedicato all’accordo).

Anche se non c'è stata una vera fusione o una acquisizione, il matrimonio ha un'importanza enorme per l'obiettivo dichiarato di condividere la piattaforma Web per la pubblicità e calibrare la sfida a Google.
La grande G al momento controlla circa il 65 % dei motori di ricerca ed ha una sorta di monopolio nel settore dell'advertising; a breve si troverà di fronte ad un nuovo motore di ricerca Yahoo powered by Bing (che comunque dalla sua uscita non ha raccolto pareri proprio negativi).
E se Microsoft potrà approfittare della pluriennale esperienza di Yahoo in fatto di web search, quest'ultima si garantirà la maggior parte dei proventi pubblicitari
.
E mentre Twitter, il social network più in voga al momento, ha chiaramente virato verso la Social Search, siamo in attesa della risposta di Google, che non tarderà ad arrivare.
La sfida è appena cominciata...

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mercoledì 29 luglio 2009

Twitter ufficialmente... Social Searcher!

Un nuovo tassello nella storia di Twitter: questa la nuova home page, dopo l'annuncio di restyling da parte dei responsabili del servizio di microblogging. Appare subito molto evidente nel nuovo layout, l'importanza che viene assegnata alla barra di ricerca "piazzata" al centro della pagina. Siamo in un momento fondamentale in cui l'azienda vuole in qualche modo sottolineare un cambiamento negli obiettivi: la nuova filosofia prevede un'avvicinamento del navigatore al sito dettato dalla ricerca di notizia e non dalla ricerca di contatti personali.

Il servizio, nato per far comunicare dei conoscenti attraverso piccoli messaggi sul Web si è lentamente trasformato in uno strumento di comunicazione di massa usato da milioni di persone e ha dimostrato tutte le sue potenzialità in situazioni quali il monitoraggio della situazione iraniana o, per tornare dalle nostre parti, il terremoto dell'Aquila. L'idea è mettere a disposizione dell’utente uno strumento che consenta, ricercando una specifica parola o un’intera frase, gli ultimi aggiornamenti sul tema cercato. Si capisce che l’intenzione dei gestori va nella direzione di far diventare Twitter un vero motore di ricerca in grado di fornire all’utente aggiornamenti costanti e soprattutto rapidi (e questo il vero fiore all'occhiello) su tutto quanto accade in giro. Probabilmente in questo modo si cercherà di monetizzare l'enorme successo che sta investendo la piattaforma che nel corso dei tre anni di vita non ha mai dimostrato di avere un modello di business specifico. Naturlamente c'è chi si dimostra molto critico verso questo cambio di rotta che sebbene si potesse già avvertire, ora è stato chiaramente dichiarato.

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lunedì 27 luglio 2009

L' incredibile evouzione nelle realtà del marketing


Interessante video didattico condiviso anche da Alberto D'Ottavi nel suo blog.
Si tratta di un riassunto dei cambiamenti nel mondo del marketing attraverso gli anni, con un focus soprattutto sui processi cognitivi che intervengono nella scelta del brand da parte del consumatore.

Paolo Ratto
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sabato 25 luglio 2009

Una carrellata di... Ambient Marketing!


Da Viralmente, ottimo blog, riprendo questa video/carrellata di ambient marketing.
Ma cos'è l'ambient marketing?
La tecnica dell'ambient marketing consiste nel raggiungere le persone al di fuori dei comuni canali di vendita quando la loro mente è sgombra dalle pressioni costanti dei consueti messaggi pubblicitari.
L'ambient marketing ha lo scopo di stupire, divertire e possibilmente coinvolgere. Spesso collima con le iniziative di street marketing, con cui condivide la creatività del messaggio, reso improvvisamente più visibile dal fatto di non essere "atteso".

Paolo Ratto
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venerdì 24 luglio 2009

Street Action Marketing... ad effetto


Direttamente dal blog dei Ninja, voglio sottolineare questa iniziativa di Street Action Marketing dell'AFAL, associazione spagnola per le famiglie con Alzheimer.
L'espressione dei passanti coinvolti è la prova del forte impatto emotivo.
E se il Fund Raising spesso si presenta davvero complicato, questa iniziativa ci dimostra che la creatività può venire in aiuto con grande efficacia.

Paolo Ratto
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giovedì 23 luglio 2009

Aziende e Social Network: problema sicurezza... ma ne siete sicuri?!?

Proprio stamattina mi sono imbattuto in un articolo di ansa.it secondo cui da un'indagine di Sophos (società di sicurezza), emergerebbe che un'azienda su quattro è stata vittima di attacchi di spam, phishing e malware attraverso i social network, e che adirittura due aziende su tre temono che questi strumenti (i SN) mettano a rischio l'incolumità aziendale.
Siamo in un periodo in cui al sempre forte e costante richiamo alla sicurezza (e alla privacy) si contrappongono le spinte del nuovo web marketing di apertura verso il consumatore.

Il problema che mi (e vi) pongo è che non vorrei che le aziende avessero la possibilità di nascondersi dietro a questi paraventi evitando il confronto con il pubblico 2.0 e restando chiuse nelle proprie "torri d'avorio".
Il fatto che l'apertura ai social media venga percepita come rischiosa (a prescindere dal problema sicurezza/privacy, azzarderei a dire), dimostra che è ancora lunga la strada verso ciò che Diegoli chiama trasparenza aziendale.

Paolo Ratto


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mercoledì 22 luglio 2009

Web Marketing Etnies: analisi di un brand e presenza on-line

Voglio segnalare un'ottima presentazione di Antonio Di Stefano, anche lui nel "Team" di STCI dell'Università di Genova.
Si tratta di un'analisi Web Marketing di Etnies, brand americano di scarpe, abbigliamento ed accessori per skaters, visibile e scaricabile a questo link.
Mi è sembrato opportuno segnalarla anche per poter proporre un confronto tra la situazione americana e quella italiana per quanto riguarda l'approccio alle nuove forme di marketing.
Anche se Mulino Bianco (di cui mi sono occupato nella mia analisi) e Etnies sono lontane anni luce in quanto a prodotti, target, e quant'altro, un paragone può, a mio avviso, essere molto utile.

Paolo Ratto
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Buzz Marketing ma... fino a che punto?!?

Questa è l'immagine che Federcaccia ha deciso di utilizzare per promuovere la sua campagna di tesserementi 2009: un bambino di 7-8 anni, stile militare, fischietto per richiamare i volatili e soprattutto...fucile al suo fianco...!
Alla ricerca di Buzz Marketing? Beh...ci sono riusciti! Ma i feedback saranno così positivi?!?

Paolo Ratto
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lunedì 20 luglio 2009

Altro che Pirate Bay...la chiamaremo Pay Bay!

Il popolare sito "The Pirate Bay", divenuto celebre per le battaglie legali in difesa del P2P e del file-sharing, è stato da poco acquistato da Global Gaming Factory che ha fin da subito dichiarato i suoi intenti di rendere "legale" il sito.
Immaginabile la pioggia di polemiche degli internauti che si considerano "traditi" dai fondatori contrapposte alla gioia delle associazioni delle major e dei difensori del copyright (importanti le parole di Enzo Mazza,presidente di FIMI, a Repubblica.it).
Come riportato in un articolo di Alfonso Mariuccia su Punto Informatico, chiunque vorrà utilizzare il portale dovrà pagare una sottoscrizione mensile, il cui costo non è per il momento noto. Inoltre è stato dichiarato dal nuovo management che il costo della sottoscrizione sarà inferiore per chi condividerà tanto e, quindi, metterà molta più banda a disposizione del sistema. "Più sono le risorse del tuo computer che usi per contribuire al network", dice Wayne Rosso (convocato nel nuovo CEO), minore è la cifra da corrispondere.
Rosso chiama ancora una volta in causa il fantomatico accordo con gli ISP (ancora tutto da provare) per "subappaltare" il traffico BitTorrent movimentato dal tracker della Baia (perlomeno quella attuale), e dice che i provider di contenuti e i pezzi grossi dell'industria con cui si è finora incontrato sono tutti molto eccitati per la prospettiva di trasformare The Pirate Bay in The Pay Bay.
Eccoci dunque di fronte ad un altro caso-Napster, che da baluardo del peer to peer si ritrova oggi a essere offerta legale (disponibile solo negli Usa) di scarso successo. Casi che ciclicamente, oserei dire, si ripropongono sulla sottile linea rossa che divide il file sharing dalla pirateria informatica.
Questa volta lo scalpore suscitato dalla notizia è molto elevato anche perchè The Pirate Bay aveva raggiunto uno status di simbolo della libertà degli internauti di condividere contenuti, tanto da ergersi a icona per la creazione di "Partiti dei Pirati" in mezza Europa. E proprio in Svezia, la patria del portale, uno di questi partiti si è guadagnato un seggio a Strasburgo, ottenendo uno storico quanto inaspettato successo.

Paolo Ratto

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mercoledì 15 luglio 2009

Diritto d'autore: la situazione si fa complicata

Nuove norme...vecchie dispute.Da quando è esplosa la web-mania, la normativa sul diritto d'autore è stata oggetto di forti dibattiti in ambito europeo e nazionale. Sicuramente il fenomeno del P2P e la possibilità di scaricare facilmente e senza controllo contenuti "protetti" ha incontrato (per ovvi motivi) la sempre maggiore avversione di major musicali e cinematografiche.
Hadopi si...Hadopi no...A livello europeo va segnalata la posizione della Francia in cui le spinte "protezionistiche" della Dottrina Sarkozy, caratterizzate dall' Hadopi (un'autorità pubblica indipendente incaricata della sorveglianza del diritto d'autore in rete e del sanzionamento di chi infrange la norma) e dal metodo della "risposta graduale" (3 avvertimenti prima di ritrovarsi "tagliato fuori" dal web) hanno sollevato aspre polemiche da parte degli internettiani. La normativa prevede, per coloro che siano sospettati di scaricare materiale protetto, la disconnessione da internet fino ad un anno con l'impossibilità di stipulare contratti con altri provider.
Dopo essere stata bocciata dal Consiglio Costituzionale francese, per le sue tendenze anti-costituzionali, la legge è tornata al Senato, parzialmente rivista e sembra proprio che questa volta possa superare tutto l'iter burocratico.
Una Hadopi italiana?
E mentre l'Olanda, pare essere in procinto di adottare una una sua Hadopi, e un partito di "Pirati" svedesi guadagna un seggio a Strasburgo, facendo leva proprio sulla web-freedom, il governo italiano e le associazioni per la tutela del diritto d'autore del nostro paese hanno speso parole d'apprezzamento per l'idea e lo spirito della dottrina Sarkozy. In Italia analizzando alcune tendenze e la trasformazione di alcuni principi normativi di questi ultimi anni (mi riferisco al Decreto Urbani e alle sue revisioni, e ai recenti DDL, su tutti il DDL Carlucci), si potrebbero ipotizzare modifiche normative tali da permettere l'introduzione di regole stringenti per la tutela del diritto d'autore.
Internet è un diritto! Non si può tralasciare il fatto che l’accesso ad internet in tutti i paesi sia ormai considerato essenziale, quasi un diritto dell’uomo, in quanto strumento principe per accedere ad informazioni e cultura. Nel momento in cui la protezione accordata alle opere divenisse tale da impedire l’accesso alla cultura, il sapere diverrebbe oggetto fruibile solo da pochi privilegiati.
Sulla base di queste premesse, sembra quantomeno eccessivo pensare di poter sospendere l’accesso ad internet per un anno per il solo fatto di aver scaricato due o tre brani musicali. Certo si è consapevoli del fatto che alla violazione del diritto d’autore deve conseguire una giusta punizione. La rete consente l’accesso alla cultura, laddove esiste anche un diritto all’informazione, essenziale per la realizzazione dell’individuo.
Se poi ci si mette anche la privacy... C'è anche un problema di privacy nel momento in cui si deve cercare chi realmente fa pirateria in rete. Fare delle indagini mirate è costoso e non è semplice, ecco che potrebbe venire spontaneo imporre un controllo a tutti, indipendentemente dal fatto se quei tutti commettono o meno reati. Prima si controllerebbe, poi si vedrebbe se effettivamente c’è il reato; cosa che sarebbe contraria ai principi di ogni Stato di diritto.

Insomma la situazione appare davvero nebulosa: il desiderio dei legislatori di punire in maniera dura il download incontrollato appare sempre più forte e, mentre The Pirate Bay, baluardo "storico" del P2P, viene venduto dai creatori per "legalizzarsi", la rete inquieta si interroga sul futuro.

Paolo Ratto

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martedì 14 luglio 2009

Web Marketing di un Brand: sito e presenza aziendale on-line di Mulino Bianco

Ho deciso di scrivere il primo post riguardo un elaborato che ho ultimato da poco per un esame universitario...
Ho parlato del Web Marketing di un'azienda "forte" come Barilla-Mulino Bianco, che sta cambiando in parte le sue strategie, avvicinandosi a nuove forme di marketing, grazie ad iniziative che stanno coinvolgendo la rete.
La presentazione che ho elaborato è presente su Slideshare a questo link. Sono circa 20 slide in cui dapprima ho analizzato come sia nato questo brand e come si sia evoluto negli anni ed in seguito partendo dalla home page (www.mulinobianco.it) mi sono soffermato sull'attuale politica di marketing on-line, sulle ultime azioni innovative (www.nelmulinochevorrei.it, www.pandistelle.it), le altre presenze on-line, il comportamento dei consumatori, le statistiche relative agli accessi e le risposte della concorrenza.
Credo di aver fatto un buon lavoro....
a voi il giudizio!

Paolo Ratto

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