venerdì 29 gennaio 2010

Il mio blog su Net1News!

Circa un mese fa sono stato contattato da Mauro Trolese, responsabile della categoria Tecnologia e Internet di Net1News, il primo canale di informazione trasparente del web. Mi è stato proposto di entrare a far parte di questo nuovo progetto, davvero avvincente ed innovativo. Si tratta di un nuovo modello di organizzazione delle informazioni già presenti in Rete che premierà gli autori più letti. Net1news (o Nettuno) è molto più di un semplice aggregatore: è la prima net news italiana. Mi è sembrata un'ottima idea ed ho accettato (infatti in alto a destra vedete il nuovo banner!). Perche? Sono convinto che grazie a questo strumento si possa dare visibilità a tutta una serie di piccoli blog, che producono dell'ottima informazione "dal basso", (il tanto invocato citizen journalism), portando benefici sia ai blogger sia ai lettori. Net1News aggregherà le notizie dei vari blog, dividendole per categorie e zone geografiche e fornirà sulle sue pagine brevi riassunti degli articoli, rimandando il lettore ai blog "originali" per la lettura completa.

Qui una demo di quella che sarà la prima pagina del sito, pronto per l'uscita tra pochi giorni!
Vi invito a consultare direttamente il blog di Net1News per ulteriori informazioni su questo stimolante progetto tutto italiano.
Ecco inoltre... (continua)
un video ed una presentazione che spiegano ulteriormente il progetto.





"Prima eravamo Nessuno... ora siamo Nettuno!"



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giovedì 28 gennaio 2010

I Cinesi copiano tutto! Anche Google...

Che i Cinesi siano dei maestri nell'arte della copia non è un segreto, ma Goojje sembra essere davvero un colpo "gobbo" che si inserisce nella crisi Google-Cina... Staremo a vedere...

Si chiama Goojje, letteralmente "sorella maggiore di fratello Google", ed è un nuovo motore di ricerca uscito in Cina 2 giorni dopo le tensioni tra Google stesso ed il governo cinese. Il nuovo motore di ricerca è molto simile al fratello americano sia nella grafica che nelle funzioni (anche i risultati delle ricerche prodotte sembrano essere molto simili a quelli di Mountain View) oltre che nel nome.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Henan Business Daily, Goojje e' stato creato da una studentessa della provincia meridionale del Guangdong. In realtà Goojje sembra essere la risposta (non del tutto scontata) della Repubblica cinese alle minacce della società statunitense di allontanarsi dal cyber mercato cinese. Google infatti, dopo i ripetuti tentativi d’intrusione in Gmail (posta elettronica) di utenti cinesi controllati dal governo, ha deciso di eliminare i filtri alle notizie, in precedenza censurate (conditio sine qua non per operare in accordo col governo cinese!) dichiarando di fatto "guerra" a Pechino e rendendosi papabile di esclusione forzata dal paese.
Interessante peraltro su questo tema la dichiarazione che appare sullo stesso sito cinese: "La sorella sarebbe molto felice se il fratello decidesse di abbandonare il progetto di lasciare il paese rimanendo con la sorella", una sorta di richiesta a Google di rimanere in Cina.

E c'è di più...(continua)

I Cinesi sono andati oltre e hanno deciso di proporre una versione copiata adirittura di Youtube (Youtube è stato messo "fuori gioco" in Cina nel 2008 a seguito della pubblicazione di alcuni video poco graditi al governo!). Peraltro il "nuovo sito" è stato messo in rete con il nome Youtubecn.com . Tutto ciò sembra veicolare intenti ancora più provocatori (e poco nobili aggiungo) nei confronti di Google, proprietaria del celebre servizio.
Ora possiamo solo attendere le prossime mosse di big G e del governo cinese, in quella che è la partita a scacchi sicuramente più rovente di questo inverno cibernetico.



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Un blog in giro per Strasburgo...

Chiedo scusa per la mia assenza prolungata dalla rete, ma la nuova avventura targata Strasburgo ha assorbito completamente tutte le mie energie e il mio tempo. Per oggi tralascio la comunicazione (magari in tanti sono anche più contenti!) e vi parlo un pò dei miei primi giorni in Alsazia...


Che dire di Strasburgo ora che sono qui da 2 settimane... beh sicuramente ci sono tante cose da dire...
La città, sovrastata da un'imponente cattedrale gotica è molto bella. La presenza del Reno è scenograficamente importante, tanti sono i parchi, belle le case del quartiere vecchio. Il capoluogo Alsaziano è interessante anche demograficamente per la sua popolazione quasi interamente composta da giovani e giovanissimi. Tutto da l'idea di essere pulito e funzionale in pieno stile mittle europeo...

Ci sono però alcune "petite chose" (alcune chicche diciamo) che mi sono rimaste particolarmente impresse nella memoria:
  1. Prima fra tutte sicuramente il grande freddo (difficilmente mi abituerò mai a queste temperature polari!) che sempre ti attanaglia, e soprattutto l'assenza assoluta del sole, in quindici giorni soltanto due pallide apparizioni, se così possono definirsi... Sorprende soprattutto il fatto che io sono coperto da una miriade di strati (maglietta o termica-maglietta maniche lunghe-maglioncino-maglione pesante-giacca-guanti-berretto) mentre coloro che mi circondano (a parte i sud americani, altri italiani o spagnoli) generalmente si schierano con maglietta, maglione e giacchettina primaverile!
  2. L'importanza delle monete... qui se sei un turista e non hai monete... sei assolutamente fregato. Vuoi prendere il tram, servono monete! Autobus? monete! Sei un barbone? Impossibile elemosinare! Nessuno ti darà mai una moneta! Come si può evitare tutto ciò? (leggi il punto 3!)
  3. Tutto è ricaricabile. Qui a Strasburgo tutto funziona con una qualche tessera ricaricabile.Se poi sei studente avrai la tua super tessera universitaria che ha dell'incredibile: la usi come tessera universitaria, come tessera dell'autobus, come tessera della mensa, come prepagata per lo sport... il tutto naturalmente dopo averla ricaricata... come? O con un bancomat francese (voilà al nuovo conto in banca...) o facendo delle ricariche, per intenderci come da noi per il telefonino, in appositi sportelli, spesso chiusi (da qui anche l'importanza delle monete!).
  4. Il Parlamento Europeo, il Consiglio Europeo, Il palazzo dei diritti dell'uomo? Che tristezza! Francamente ho passeggiato di fronte a queste imponenti costruzioni (soprattutto il Parlamento sembra un'astronave... non oso immaginare quanto possa essere costato...ah notre argente...) rimanendo sempre con una sorta di amaro in bocca. Una sensazione che si potrebbe provare di fronte ad una grande cattedrale nel deserto... (chi ha visto il S.Nicola di Bari da fuori forse mi può capire...). La sparuta presenza di turisti che fotografano questi gingilli di vetro e acciaio non può togliere dalla mente il fallimento nella tentata unificazione politica d'Europa... E questi palazzoni ultra futuristici che sembrano (e forse sono?!?) freddi e vuoti forse sono proprio li ironicamente a mostrarlo. Per carità, la mia è solo una sensazione... ma non è positiva...
  5. Le biciclette. E si è proprio la patria del "Tour", non c'è da meravigliarsi! Tutti hanno una bicicletta, tutti la usano per spostarsi ed ovunque vi sono biciclette legate (quando non addirittura interi parcheggi riservati alle bici!) Ciò che mi ha colpito più di tutto è però è la maestria di questa gente nel pedalare anche su un asfalto coperto da 5 cm di neve... altro che Valentino Rossi... Stoici!
Queste naturalmente sono solo le prime impressioni... Aspettiamo un pò di tempo per trarre dei giudizi d'altronde siamo solo all'inzio dell'avventura...

Au revoir!


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    sabato 16 gennaio 2010

    Twitter: social network per sportivi!

    Che Twitter avrebbe rivoluzionato il mondo dei Social Media lo si era capito fin dalla campagna politica di Obama, e ciò che a mio avviso colpisce è come stia diventando una sorta di agenzia di comunicazione personalizzata per politici, celebrità del mondo dello spettacolo ed ora anche sportivi.

    Negli Stati Uniti, ormai tutti i grandi sportivi della NBA, NHL ed NFL (ossia di basket, hockey e football americano.. roba da americani insomma...!) coltivano una presenza on-line continua tramite il servizio di microblogging, condividendo con i fan il proprio quotidiano pubblico e privato.
    Ora noto che il fenomeno si sta allargando anche agli sportivi del vecchio continente.
    Mi fa sorridere la notizie letta oggi sul sito della Gazzetta dello Sport, "Altri guai per Benitez, Babel si sfoga via Twitter", dimostraxione diretta che il fenomeno Twitter ha invaso anche il mondo dello sport europeo ed in questo caso del calcio. Benitez, allenatore del Liverpool, è stato pubblicamente criticato dal suo giocatore (l'olandese Babel appunto), che lo ha accusato di "lasciarlo fuori dalla formazione titolare, ormai da tempo e senza troppe spiegazioni".

    Tralsciando le divertenti risposte, al messaggio del calciatore, dei probabili fake (impostori) digitali del mister spagnolo, cariche di ironia e piccardia , mi sembra importante sottolineare la funzione di Twitter come personale agenzia di comunicazione. Soprattutto è curioso notare come rispetto a quelli che potevano essere, in epoche precedenti, i comunicati stampa ufficiali, il Social Network faccia trasparire anche situazioni maggiormente private e confidenziali che i vari personaggi decidono di rendere pubbliche ed accessibili a tutti i "followers".

    Tra gli italiani, il pioniere in ambito sportivo è il ciclista Ivan Basso che si è aperto alle possibilità del web 2.0, e aggiorna con continuità la sua pagina. Sicuramente a breve lo seguiranno in tanti... Vedremo chi si dimostrerà all'altezza di gestire la propria immagine virtuale!


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    martedì 12 gennaio 2010

    La blogosfera ha perso il padre

    Usiamo talmente tanto i blog che ormai le reti di connessioni tra i blog stessi sono tanto numerose ed ampie da costituire una galassia, un'universo. L'interconnessione è così speciale che celebrità diventano improvvisamente persone anonime in questa zona che dal 1999  ha un suo nome: blogosfera.

    Da Wikipedia: "Blogosfera (o, raramente, blogsfera) è un neologismo (calco dell'inglese blogosphere o blogsphere) che indica, nell'ambito di internet, l'insieme dei blog. I blog (o diari in rete) sono fortemente interconnessi: i bloggers (o blogghisti o blogonauti) leggono blog altrui, li linkano (creano dei collegamenti), e li citano nei propri post (messaggi). A causa di ciò i blog fra loro interconnessi hanno sviluppato una propria cultura. Si può notare una certa assonanza con il termine biosfera.
    Il termine inglese blogosphere è stato coniato il 10 settembre 1999 da Brad L. Graham, in quello che era uno scherzo. È stato poi "riscoperto" nel 2001 da William Quick".

    La settimana scorsa è morto B.L. Graham creatore di quella parola che oggi noi tutti usiamo con tanta frequenza. Questa la frase esatta che scrisse nel suo articolo:
    Goodbye, cyberspace! Hello, blogiverse! Blogosphere? Blogmos? (Carl Sagan: ‘Imagine billions and billions and billions of blogs.’)”.
    E se "blogosphere" lo scrisse per scherzo... Pensate a quanta strada ha fatto la sua parola e probabilmente quanta ancora ne farà...


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    lunedì 11 gennaio 2010

    I nuovi sviluppi di Google

    Super telefonini, energia, geolocalizzazione e riconoscimenti: a Goolge sembrano non dormire mai! Ecco gli ultimi sviluppi.

    Google Nexus One. E' uscito pochi giorni fa, dopo una lunga attesa ed una serie infinita di anticipazioni, il super cellulare, targato Google, destinato a concorrere con il celebre I-Phone (qui un video di comparazione). Nexus-One permette a Google di dare nuovo impeto ad Android, sistema operativo creato da Mountain View proprio per gli smartphone.

    Google Energy. E' notizia degli ultimi giorni anche l'apparentemente sorprendente (in realtà molti grandi gruppi si stanno muovendo verso questa direzione), entrata di Google nel mercato statunitense dell'energia. La Big G ha infatti chiesto alla Federal Energey Regulatory Commission di poter comprare e vendere energia sui mercati regolamentati statunitensi. Google investirà in iniziative e ricerche nell'ambito dell'energia e soprattutto delle fonti rinnovabili, strizzando così un occhio agli ambientalisti ed assicurandosi l'enrgia richiesta dai propri server, sempre in aumento. Inoltre si prefigura la possibilità di poter vendere sul mercato le eventuali produzioni extra, garantendosi un'altra eventuale possibilità di introiti economici.


    Google Near Me Now. Si tratta del nuovo servizio di ricerca geolocalizzata di Google. Lo strumento per smartphone, ci permetterà di scoprire se nelle vicinanze ci sono bar, ristoranti, hotel o quant'altro. Inoltre sarà possibile commentare con dei feedback la qualità degli esercizi, fornendo utili informazioni agli utenti. In un post sul blog, gli ingegneri di Google Mobile John Eric Hoffman e Jussi Myllymaki spiegano che "Near me now" è stato progettato per aiutare gli utenti a saperne di più su ciò che è intorno a loro e per rendere più facili ed immediate le ricerche più frequenti.


    Il riconoscimento dei linguisti. Sempre in questi giorni l'American Dialect Society, l'associazione di linguisti più importante degli USA, che studia le evoluzioni dell'inglese negli States da oltre cento anni ha stabilito che la parola "google" è la più importante del decennio. Un ulteriore riconoscimento per quella che è ormai una realtà insostituibile della nostra vita.


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    giovedì 7 gennaio 2010

    Web Semantico: una facile introduzione

    Web Semantico, Web 3.0... Ultimamente ne sentiamo spesso parlare. Ma di cosa si tratta? Questa è una breve introduzione per tutti, ai concetti fondamentali del Semantic Web, la nuova frontiera di Internet.

    Partiamo analizzando il termine "semantica". La semantica (dal greco sémeìon, segno) è quella parte della linguistica che studia il significato delle parole, degli insiemi delle parole, delle frasi e dei testi. In generale, la semantica è ciò che mette in relazione le espressioni linguistiche con quello che il contenuto di tali espressioni "vuole dire". Implica un processo di interpretazione.

    Il web com'è concepito attualmente rappresenta informazioni attraverso il linguaggio (inglese, italiano, spagnolo, ecc.) e contenuti non testuali (multimedia grafici, layout di pagine, ecc.). Ciò è funzionale per le persone, che possono interpretare le informazioni, ma non per le macchine per cui le informazioni sono semplici sequenze di bit, prive di significato.

    Continua...
    In un celebre articolo sul Web Semantico, T.Berners Lee, inventore del World Wide Web, scrive: "Il Web fu disegnato come uno spazio di informazioni, con l'obiettivo di essere utile non solo per la comunicazione uomo-uomo, ma affinché anche le macchine potessero avere la possibilità di partecipare e dare il loro contributo. Uno dei maggiori ostacoli è stato il fatto che la maggior parte dell'informazione sul Web è disegnata per essere fruita dall'uomo (...), la struttura dei dati non è riconoscibile per un robot che naviga il Web. (...) L'approccio del Web Semantico, invece, sviluppa linguaggi per esprimere le informazioni in una forma accessibile e processabile da una macchina".

    L'idea del Web Semantico quindi nasce dalla necessità di estendere l'attuale web (non sostituirlo!) in modo da favorire lo scambio di informazioni oltre che tra esseri umani anche tra programmi per computer, tramite una rappresentazione che anche questi ultimi siano in grado di utilizzare e, in un certo modo, di comprendere.
    Grazie a questa nuova concezione, la connessione fra i testi e le parole va al di là del legame sintattico, ma si basa soprattutto sul significato dei documenti pubblicati e sulla possibilità di metterli in relazione fra loro mediante parole-chiave che "sostengono" il testo scritto.
    Ma perchè, quale sarebbe la funzionalità? Sicuramente la possibilità di scambio di informazioni tra programmi aumenta indirettamente ed esponenzialmente la quantità di informazioni che possono utilizzare gli esseri umani.

    Come scrive Epifani, in una presentazione sul Web Semantico, "un browser (Internet Explorer, Firefox o Chrome) o un motore di ricerca (Google, Yahoo, Bing) sono in grado, secondo precise istruzioni, di disporre e visualizzare in una certa maniera delle informazioni ma non hanno la capacità di riconoscerle o attribuire loro un significato particolare per elaborarle. Infatti un motore di ricerca non distingue se la parola 'espresso' si riferisca ad un treno piuttosto che ad un caffè, oppure se 'verdi' sia riferito ad un colore o al compositore (lo stesso vale per i contenuti non testuali!). Il motore di ricerca può tentare di recepire i significati ricavandoli dal contesto della pagina, utilizzare sinonimi per espandere le ricerche, ma in ultima analisi il suo archivio è un elenco, certamente molto ben organizzato, di parole chiave. Se invece fosse in grado di comprendere il significato dei contenuti di una pagina, potrebbe accettare domande più complesse e fornire un'unica risposta altrettanto comnplessa e soprattutto efficace".

    Ma cosa è necessario per far si che le informazioni possano essere espresse in una forma "comprensibile" per una macchina? Una risorsa dovrebbe fornire informazioni su se stessa, i cosiddetti metadati. I metadati dovrebbero essere "scritti" in una forma leggibile universalmente dalle macchine.
    "Aggiungere" la semantica ai contenuti WEB richiede la creazione di linguaggi e tecnologie in grado di estrarre significati da informazioni, e, cosa ancor più complessa, esprimere dati e regole per ragionamenti. Non è questo il luogo per entrare nel dettaglio di tali tecnologie informatiche e matematiche. Questa vuole essere una minima introduzione a ciò che si prospetta essere il futuro della Rete.

    Il progetto del Web Semantico naturalmente è ancora un cantiere aperto, in continua e progressiva evoluzione. La sua costituzione procede un passo alla volta, con l’obiettivo finale di trasformare tutto il world wide web in un mondo in cui il computer non sarà più una semplice macchina che risponde a degli input standardizzati, ma uno strumento di aiuto concreto per l’essere umano, una mente pensante capace di supportare il lavoro e la ricerca delle persone.

    Di seguito un bel video, via Youtube in inglese, che introduce il Web Semantico in maniera molto semplice.



    Fonti:
    http://webdesign.html.it/articoli/leggi/258/cose-e-a-cosa-serve-il-web-semantico/
    http://www.tecnoteca.it/interviste/martinelli
    http://it.wikipedia.org/wiki/Web_semantico
    http://tci09.wordpress.com/2010/01/03/il-web-semantico/
    http://www.websemantico.org/articoli/semantico.php
    http://www.websemantico.org/websemantico/introwebsemantico.html
    http://websemantico.splinder.com/tag/semantic_web_for_dummies



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    martedì 5 gennaio 2010

    Social Network: rigetto e suicidio digitale

    E' un pò di tempo che rifletto sul "Rigetto da Social Network" e la decisione di abbandonare Facebook dopo 2 anni, presa ieri da una cara amica, mi ha portato a scrivere questo post.

    Diverse sembrano le motivazioni che portano al rifiuto dellla cosiddetta vita digitale. L'Unità di recente ha pubblicato un articolo in cui rivela che la fascia di età 15-25 starebbe lentamente snobbando Facebook perchè ormai invaso dai fratelli più grandi, dai genitrori e dagli insegnanti.
    Sicuramente la pervasività dello strumento e la mancanza di privacy (soprattutto se non vengono settate al meglio le specifiche impostazioni) sono le cause principali a cui si può imputare l'allontanamento da Facebook e simili.
    Io stesso ho "interrogato" alcuni amici sui perchè della decisione di cancellare il proprio account da Facebook.

    Alla domanda "quali sono stati i motivi che ti hanno spinto a lasciare Facebook?", queste sono state le risposte:
    • Mi scriveva troppa gente con la quale non avevo alcuna voglia e/o interesse a reinstaurare un rapporto;
    • Non avevo voglia di curare il mio profilo con foto e cavolate varie;
    • Non c'è rispetto della privacy, tutti possono sapere i fatti tuoi;
    • E' da stupidi 'parlare' con uno schermo...meglio uscire o fare dell'altro;
    • Gente che non mi salutava per strada chiedeva la mia 'amicizia' su FB;
    • Non avevo voglia che la gente di cui non me ne frega niente,vedesse le mie foto;
    • Ero saturo di leggere stati, gruppi e frasi da ignoranti. Non me ne importa niente se ad uno piacciono i pan di stelle, piuttosto che a un altro le gocciole, ecc. 
    Tutte, a mio avviso, sono risposte pratiche, ragionevoli e rispettabili. Credo però che i pregi che contraddistinguono lo strumento, se utilizzato con un minimo di sagacia, superino di gran lunga i difetti. Tra i pregi mi sembra quasi banale citare l'annullamento delle distanze, la condivisione e diffusione delle conoscenze, il fatto di aver avvicinato molte persone al Web e la possibilità di organizzare con efficacia eventi e altre "situazioni" della vita off-line.

    Per chi comunque fosse davvero deciso nell'abbandonare i Social Media e tutte le loro applicazioni, è da Internet stesso che arriva la soluzione più drastica. Si chiama Web 2.0 Suicide Machine ed è uno strumnento che sta facendo parlare molto di se negli ultimi tempi. Si tratta di un servizio gratuito che permettte di lasciare definitivamente Facebook, LinkedIn e Myspace, pratiche che spesso richiedono tempo e pazienza, in pochi minuti. E' molto interessante notare, nella home page del sito, come Facebook (evidentemente non indifferente alla perdita di qualche utente...) sia riuscito in qualche modo a bloccare la "macchina del suicidio", suscitando le ire dei proprietari e un pò di discussioni in rete.

    Un'altra soluzione è rappresentata dal sito Seppukoo, che porta il rituale suicida nel mondo del web 2.0, mettendo a disposizione la soluzione della morte digitale su Facebook. Tutto è però molto meno estremo di quanto accada con la "Suicide Machine" in quanto il profilo viene solo disattivato e basta effettuare di nuovo il login per ritornare ad usare tranquillamentele il proprio account. L'idea è quella di vedere la reazione dei propri contatti, avvertiti del proprio "gesto estremo", grazie ad una notifica automatica.

    Opzioni mi sembra ce ne siano: chi si vuole allontanare dai Social Network lo faccia tranquillamente; ora ha la possibilità di farlo adirittura in maniera coreografica. Chi vuole restare, ci resti, magari utilizzandoli con un pò più di equilibrio (per non dire cervello...alcuni gruppi, status, applicazioni ecc. persino io li "mando giù" a stento!). Occhio però alle "Social Network addiction" e "Friendship addiction", le dipendenze da connessione, aggiornamento e controllo della propria pagina web e da amicizia (o meglio la ricerca di nuove amicizie virtuali da poter registrare sul proprio profilo). Purtroppo anche tali dipendenze presentano preoccupanti sintomi di astinenza...
    Sareste in grado di staccarvi del tutto? O dopo poco tempo, magari di nascosto, tornereste on-line? Attendo impaziente resoconti delle vostre esperienze e riflessioni!




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    lunedì 4 gennaio 2010

    Social Network nel mondo

    Grazie all'ottimo lavoro di Vincenzo Cosenza e alla "World Map of Social Network" pubblicata sul suo blog possiamo renderci conto di quali siano i Social Network più utilizzati nei 127 paesi analizzati in giro per il mondo. Inoltre grazie alla nuova versione di dicembre 2009, si può fare un confronto molto interessante con ciò che invece era emerso dalla stessa ricerca a giugno 2009 (i dati sono basati sulle statistiche di Alexa.com e di Google Trends).


    Questa la mappa aggiornata a dicembre 2009 (clicca sull'immagine per ingrandire)

    Osservando la mappa non si può far altro che sottolineare il dominio di Facebook (100 paesi su 127) e l'importanza di QQ, il Social Network leader in Cina. Interessante anche la diffusione di V-Kontakte nell'area dell'ex Unione Sovietica.
    Altri Social Media utilizzati sono Orkut in Brasile, e Hi5 in alcuni paesi come la Romania, il Portogallo,la Thailandia e la Mongolia.


    Questa la mappa a giugno 2009 (clicca sull'immagine per ingrandire)

    Se raffrontiamo i dati di giugno con quelli di dicembre, ne possiamo evincere soprattutto che Facebook ha continuato la sua avanzata inarrestabile, diventando leader in India, a discapito di Orkut ed in molti paesi del Sud America e Centro America a discapito di Hi5.

    E meno male che ultimamente, secondo alcuni, sarebbe in calo la febbre di Facebook... Mi sembra che i dati dicano esattamente il contrario. Siamo probabilmente di fronte ad un'inesorabile colonizzazione mondiale. Adirittura dai dati della società di analisi Hitwise emergerebbe che Facebook sia stato il sito più visitato negli Stati Uniti la vigilia di Natale e il giorno di Natale. Un traguardo storico per il Social Network che per la prima volta potrebbe aver superato Google nella classifica dei siti più visitati...


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    sabato 2 gennaio 2010

    Il 2009 del blog di Paolo Ratto

    Apro il 2010 con un post dedicato a me stesso! Egoista? Egocentrico? Può anche essere, ma la mia idea, da (pseudo)blogger è quella di commentare l'esperimento che ho deciso di affrontare circa 5 mesi fa: la nascita di questo blog.

    E' finito un'anno, ne inizia una nuovo ed è tempo di bilanci anche per "Il blog di Paolo Ratto". Il sito si è evoluto piano piano, giorno per giorno, arricchendosi di contenuti, di "ghirigori" grafici (finalmente ho tolto lo sfondo che tanto faceva storcere il naso a qualcheduno che ne sa più di me...!) di esperienze "social", come la fan page su Facebook o la presenza su Twitter. Devo dire che posso ritenermi soddisfatto di quanto prodotto in questi mesi, soprattutto per alcuni articoli che hanno davvero suscitato riflessione, dibattito e dubbio, soddisfacendo l'obiettivo primario postomi quando ho iniziato a scrivere di web e comunicazione.

    60 gli articoli che ho scritto in questi mesi. Il più letto? "Il contatore dei Social Media", sicuramente aiutato da un buon posizionamento e dall'impressionante applicazione di Gary Hayes. Tantissime visite le ho ricevute pochi giorni fa quando ho scritto "Il lunedì nero di Facebook e dei gruppi modificati", resoconto di un pomeriggio di follia sul più popolare dei Social Network. Sul "podio" dei più letti ci finisce anche "Obama: a sorpresa premio Nobel per la pace", un commento sul premio (a dir poco curioso...) assegnato al presidente degli USA.


    Gli articoli invece più commentati (vi invito a "spulciare" i dibattiti perchè sollevano questioni molto interessanti!) sono stati: "Gli ultrà rispondono: No alla tessera del tifoso" che ha catalizzato l'attenzione dei molti tifosi presenti tra i miei contatti e "Il grande fratello non ci osserva. Canta e balla!", una riflessione sulla "strategia della disattenzione" stimolata dalle parole di Chuck Palahniuk. Molte sono state le reazioni anche a "Sardegna: una bella lezione di comunicazione", l'articolo che probabilmente ho scritto con più piacere, animato da ciò che quella terra ha saputo trasmettermi in pochi giorni.

    Concludo con quella che è stata la mia ricerca più apprezzata (un migliaio di visite e diversi apprezzamenti), "Web marketing di un brand: sito e presenza aziendale on-line di Mulino Bianco", pubblicata su Slideshare.


    View more presentations from Paolo Ratto.
    Auguro a tutti un 2010 ricco di soddisfazioni e... CONTINUATE A SEGUIRMI!

    Paolo Ratto


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