giovedì 29 luglio 2010

Quando Farmville entrò nel supermercato...

Il massiccio utilizzo di Facebook ha portato ad aumentare l'audience anche per tutta la miriade di giochi presenti al suo interno: uno fra tutti Farmville. Personalmente non sono mai stato un grande fan dei social game, uno dei fenomeni del momento in Internet. Nonostante ciò non posso far altro che sottolineare un'iniziativa (scovata su Brandlife) proveniente dagli USA, dove la ditta "Green Giant" ha lanciato una campagna promozionale "reale" basata proprio sul popolare gioco, che converte gli utenti in provetti contadini.
L'azienda, che distribuisce nei supermercati verdura e frutta di vario genere ha pensato a fidelizzare i propri clienti, ragalando dei crediti virtuali, utilizzabili proprio su Farmville, ad ogni acquisto di prodotto. E' il primo caso (che io sappia) di utilizzo offline del marchio Farmville, e l'idea sembra molto interessante anche per alcune peculiarità:

  • la marca non utilizza la sua presenza per sviluppare attività direttamente su Facebook, ma usa l'inclinazione dei propri clienti nei confronti del gioco, per donare un valore aggiunto, creando fidelizzazione;
  • l'azione di marketing è completamente offline. E' li che nasce e si sviluppa, per poi spostarsi sulla rete;
  • il brand da per scontato che i suoi clienti non solo siano utenti di Facebook, ma che per la maggiorparte siano "giocatori". In questo senso assistiamo anche ad un posizionamento nel mercato alla ricerca di un target ben definito.
So che fra i miei (pochi) lettori si nascondono ance degli accaniti Farmvilliani. Sarei curioso di sapere il vostro parere...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

mercoledì 28 luglio 2010

YouTube: tutti i numeri

In questo blog mi occupo spesso di numeri perchè sono convinto che i dati possano fotografare una situzione meglio di tanti "discorsi". Oggi mi voglio soffermare su tutte le statistiche relative a YouTube, colosso incontrastato per la pubblicazione e visione di video online. L'immagine che vi propongo è tratta da Flowtown e dimostra proprio attraverso i numeri, lo strapotere del servizio acquistato qualche anno fa da Google.

clicca sull'immagine per ingrandire
Ecco i numeri più strabilianti:
  • + 22 milioni di visitatori unici al mese da maggio 2009 a maggio 2010;
  • + di 2 miliardi di video visti al giorno;
  • quasi sei miliardi di video in totale (il suo concorrente più "vicino" negli Usa non arriva neanche a 1 miliardo!);
  • il 47% delle persone che utilizzano internet hanno visitato Youtube almeno una volta, ad Aprile 2010.
Strabiliante davvero!

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

lunedì 26 luglio 2010

La campagna più difficile (e bella) del mondo!

Attraverso lasblogenpunto, ottimo blog spagnolo di marketing, sono venuto a conoscenza di una campagna promozionale "diversa" dal solito e per questo estremamente interessante.
Il mondo della pubblicità resta spesso estraneo a questioni politiche difficili come il conflitto Isreale-Palestina, ma, questa volta, un'agenzia di comunicazione israeliana, BBR Group/Saatchi & Saatchi,  ha deciso di cimentarsi in una missione impossibile: conseguire la pace.

In che modo? Dando spazio ai propri clienti che possono proporre un'idea originale, cretiva ed ispiratrice, che permetta di avvicinare queste due nazioni logorate da una guerra che va avanti ormai da più di 60 anni. Le proposte verranno esaminate da una commissione formata da rappresentanti dei due paesi ed il vincitore riceverà in premio un'entratra al festival di Cannes 2011.

Di sicuro una bella campagna che mette il Web 2.0 al servizio della pace. Magari non servirà a risolvere il conflitto ma di sicuro farà riflettere e sensibilizzerà le persone. E chissà che non venga fuori qualche idea interessante.

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

venerdì 23 luglio 2010

Mentre Facebook fa 500 gli altri...

Era già nell'aria da qualche tempo... Ora è ufficiale: Facebook ha raggiunto il soprendente numero di 500 milioni di utenti. Per festeggiare questo evento, il team di  Facebakers.com ha pubblicato questa infografica con tutte le statistiche principali del "Gigante Blu".
clicca sull'immagine per ingrandire

Interessantissimi i dati proposti:

  • Stati Uniti, Regno Unito e Indonesia (a sorpresa!) sono i 3 paesi che forniscono il maggior numero di utenti;
  • l'Italia (più di 16 milioni di user) è al sesto posto, terza dopo UK e Francia, in Europa per numero di utenti, ma la prima del vecchio continente per crescita percentuale;
  • la fascia di età più presente nel Social Network è 18-24 anni (30%) anche se i più grandicelli (25-34) seguono a ruota;
  • maschi e femmine sono praticamente alla pari. Il social network si dimostra "unisex".
Ma mentre Facebook batte tutti i record cosa combinano gli altri?

Un'indagine di Nielsen (giugno 2009) ci offre una notevole quantità di dati che sembrano attestare la definitiva crisi di Myspace, il calo di Flickr e di Bebo ed il buono stato di salute di Twitter, Orkut e LinkedIn. Ecco l'insieme dei dati pubblicati:


 clicca sull'immaggine per ingrandire

In attesa della reazione di Mountain View che sembra volersi lanciare definitivamente, con l' "operazione GoogleMe", alla rincorsa di Facebook, la straordinaria invenzione di Mark Zuckerberg regna incontrastata in questo settore di mercato. Nonostante tutte le critiche che quotidianamente riceve, sembra impensabile che qualcheduno possa metterne in discussione l'assoluta egemonia.

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

sabato 17 luglio 2010

500 milioni di amici e qualche nemico...

Non c'è che dire, probabilmente Mark Zuckerberg ha inventato uno degli strumenti più rivoluzionari del decennio: Facebook. Hollywood non poteva restare insensibile al fenomeno e così qualche mese fa si è annunciata la produzione di un film che parlasse proprio del Social Network e del suo inventore.
Dopo un primo trailer molto "coperto" è uscito da pochi giorni quello nuovo, in cui si intravedono diverse scene del film, in uscita in Italia a novembre. Ricordiamo che la regia del film "The Social Network" sarà firmata da David Fincher, il regista di "Fight Club" e "Seven", il che promette davvero bene. A quanto sembra il film parlerà nello specifico delle vicissitudini legate alle accuse di "furto di idea" rivolte a Zuckerberg. Il motto del film è d'altronde chiarissimo: "Non puoi arrivare a 500 milioni di amici senza farti qualche nemico!"

Ecco, direttamente da Youtube, il trailer...


 
Il film sembrerebbe discostarsi parzialmente dalla realtà dei fatti. Staremo a vedere...

Nell'immagine che propongo di seguito (pubblicata da Gigaom), invece, la vera storia, passo per passo, dati alla mano, del cammino verso il successo di Facebook.

clicca sull'immagine per ingrandire

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

giovedì 15 luglio 2010

La prima candelina del mio blog!

Era luglio 2009, io ero in balia di alcuni esami all'università ed era un pò di tempo che riflettevo sul come addentrarmi veramente in quel mondo che da alcuni mesi andavo analizzando.  La smania di scrivere cominciava a farsi largo nei miei pensieri nello stesso momento in cui l'idea che una scalata professionale in questo mondo, doveva partire da una forte presenza online diventava una consapevolezza.

Una lampadina mi si accese nella testa. "Perchè non "aprire" un blog?". Pensato... Fatto! Due piccioni con una fava, passione e professione.

Così diedi alla luce "Il blog di Paolo Ratto", uno spazio personale pensato per condividere la curiosità che stava crescendo in me nei confronti di Internet, di quel piacevole caos che questo rivoluzionario strumento di comunicazione stava portando nella società attuale. Sapevo poco di blog, sapevo poco di scrittura, quasi niente di html, template e grafica, ma l'istinto mi diceva che la direzione era quella giusta.


Cominciai a documentarmi, a selezionare le fonti, a picchiarmi con il codice, ad entrare in contatto con la blogosfera italiana, ad utilizzare "non solo per il cazzeggio" i social network. L'idea che i miei articoli venissero letti e commentati mi elettrizzava. "Creare discussione, sollevare dubbio, generare dibattito" divenne la mia mission.


Un anno è passato, tante esperienze di vita (da incorniciare i 6 mesi trascorsi a Strasburgo), imparando ogni giorno qualcosa anche grazie alla rete di contatti derivata da quel mio piccolo spazio personale. Ho scritto tanto, 132 articoli con questo. Alcuni sono stati apprezzati, altri meno, alcuni letti da 1000 persone, altri da 4 gatti, ma ognuna di queste "produzioni" resta nel mio bagaglio culturale, formativo, professionale.


Nel frattempo il mio contributo alla blogosfera si è ampliato: ho collaborato con altri blog, con gli amici di CamminandoScalzi (grazie Carlo per l'opportunità), con Net1News (bel progetto davvero, Mauro), e da qualche mese posso considerarmi copywriter di una bella realtà genovese, Data for Business (a proposito, chi è interessato al Web Marketing dia un'occhiata a questo blog che sto curando davvero con molta passione).
Grazie a chi mi ha sostenuto, soprattutto gli amici che di Internet "non gliene può fregare di meno", ma si sono sorbiti i miei articoli, dandomi anche l'opinione di chi da fuori vede tutto con più chiarezza.
Grazie a chi nella blogosfera si è accorto della mia voce e mi ha fatto i complimenti.
Grazie a quelli che mi hanno criticato, perchè è principalmente grazie alle critiche che si impara, si migliora, si diventa grandi.

E' con tutti voi che spengo la candelina del primo anno da blogger, consapevole che l'anno prossimo non si sa dove saremo geograficamente, ma sicuramente in qualche modo saremo qui a festeggiare un'altro anniversario.

Paolo



LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

mercoledì 14 luglio 2010

Il primo mondiale "social"

E' finito da qualche giorno con il meritato trionfo delle "furie rosse", ma quello sudafricano verrà ricordato come il primo mondiale "social" della storia. La "Waka Waka", inno della competizione, targato Shakira, ha raggiunto su Youtube quasi 100 milioni di visite, diventando il video online più visto nella storia dei mondiali. Twitter ha dedicato una pagina speciale ai mondiali e a tutti i cinguettii ad essi riferiti. Facebook si è trasformato nel palcoscenico di infinite dispute, discussioni ed analisi a colpi di commenti e "like".

Interessantissima l'idea del NyTimes online che ha deciso di pubblicare un'infografica interattiva che indica giorno per giorno, durante tutto il mondiale, quali sono stati i giocatori più discussi su Facebook.
Il popolare giornale americano, per stilare questa sorta di classifica ha analizzato gli aggiornamenti di stato, i post sulle bacheche, le condivisioni, i commenti ed i like contenenti i nomi dei diversi giocatori all'interno del più popolare dei Social Network.
Gli appassionati possono addirittura riviviere la storia di questo mondiale grazie ai protagonisti più "cliccati" giorno per giorno.
Qui è disponibile l'infografica virtuale.

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

martedì 13 luglio 2010

Novità dal pianeta Facebook

Zuckerberg e soci sembra non abbiano nessuna voglia di arrestare la cavalcata che ha portato Facebook a 500 milioni di utenti sparsi per tutto il globo. Le ultime mosse "imperialiste" del gigante blu sembrano destinate a modificarne i piani di mercato.

Le novità riguardano principalmente:
  • acquisizione di Nextstop, una startup specializzata nei consigli "sociali" sui posti da visitare, che spinge Facebook sul mercato della geolocalizzazione e di conseguenza del turismo;
  • partnership con MOL, compagnia asiatica di microcredito, che permette a Facebook di aumentare la diffusione della sua moneta virtuale (Facebook Credit) e lo proietta verso l'ambiziosissimo progetto di rendere tale valuta anche in parte reale, superando i confini del commercio elettronico.
Se volete approfondire maggiormente le "novità del pianeta Facebook" leggete questo articolo pubblicato sul blog di Data for Business. Buona lettura!

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

lunedì 12 luglio 2010

Que viva España: cronaca di un successo annunciato

Oggi niente Web Marketing, niente Social Network, niente posizionamento. Oggi torno ad una delle mie passioni più vecchie, il calcio. Mi voglio concentrare sulla Coppa del Mondo, l'avvenimento mediatico dell'anno, e soprattutto sulla squadra che ha trionfato: la Spagna...

Nonostante il sottoscritto non abbia alcun legame (per lo meno noto!) con il polpo Paul (protagonista indiscusso insieme a Maradona di tutta la kermesse sudafricana...), consideravo la Spagna la favorita assoluta alla vittoria di questo mondiale, non solo perchè veniva da un Europeo trionfante e da una sfilza di risultati utili impressionanti ma anche perchè il calcio iberico è in questo momento rappresentato da una serie di fenomeni, raramente presenti nella stessa squadra, nello stesso momento (almeno che io mi ricordi).

Solo un fattore poteva, a mio avviso, fermare la corsa della "Roja", e cioè la presunzione di essere molto più forti degli altri, un certo narcisismo che si avvertiva alla vigilia. Tutto paradossalmente spazzato via dalla semi-figuraccia rimediata all'esordio contro i modesti svizzeri (ricordiamo comunque che la Spagna ha dominato quella partita in largo e in lungo e che ha perso in maniera che definire casuale è un eufemismo...). In quel momento ho capito che la Spagna poteva vincere, e da li in poi è stato tutto un crescendo di vittorie, anche sofferte, che li hanno portati meritatamente sul tetto del mondo. Per la verità c'è stato un frangente in cui ho sperato nell'Argentina, esaltatissimo dall'idea che fosse Blatter (o ancora meglio Platini) a depositare la coppa direttamente tra le braccia del Dio del calcio, sua maestà Diego. Ce n'è stato un altro in cui la terribile banda di Joachim Lowmi ha fatto pensare di poter mettere in difficoltà le furie rosse, con il suo gioco fresco e sbarazzino ma pur sempre condito dalla tipica solidità teutonica.

Ed invece no... ha vinto la Spagna, perchè è la più forte, perchè un centrocampo così non ce l'aveva neanche il Brasile del 70 (Xavi ed Iniesta di un altro pianeta), perchè ha un progetto che è partito nelle selezioni giovanili attorno al 2000, perchè il gruppo è lo stesso da diverso tempo ed i giocatori si conoscono a memoria, perchè Aragones prima e Del Bosque poi hanno cercato di snaturare il meno possibile le caratteristiche dei propri giocatori e hanno dato continuità al progetto, perchè se fai in media il 65/70 % di possesso palla, vuol dire che gli altri ti guardano mentre tu giochi, perchè se vinci anche quando uno dei tuoi punti di forza non sta in piedi (mi riferisco al Niño, controfigura di se stesso) significa che è il gruppo a far la differenza, perchè se hai in panchina gente come Fabregas, Mata, Silva e Jesus Navas, che giocherebbero titolari in qualsiasi altra nazionale (altro che Pepe, Bocchetti, Iaquinta e soci...) vuol dire che sei veramente la più forte...

Insomma complimenti a questa squadra che, grazie ad un'età media relativamente giovane può davvero fare la storia del calcio, dopo aver raggiunto la Germania di Beckenbauer e la Francia di Zidane... E non sembra che all'orizzonte ci sia qualcuno in gradi di fermarla...

Que viva España... a celebrarlo amigos!

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

mercoledì 7 luglio 2010

É LUI il testimonial della magica Italia...

In molti hanno pensato ad un fake, un falso creato ad arte su YouTube, per farsi due risate e per prenderLo un pò in giro... Ed invece no. Come aveva già annunciato la Brambilla (ministro del turismo) qualche mese fa, è proprio Sua la voce del nuovo spot promozionale del turismo in Italia, da oggi disponibile su Italia.it, il sito che tanto ha fatto discutere (tantissimi i soldi buttati via, tantissime le polemiche...) gli specialisti del Web italico. (continua...)

Ennesimo di una lunga serie di nefasti quanto celebri delirii di onnipotenza o strategia basata sul "in così tanti lo votano, magari qualcuno lo ascolta anche quando deve scegliere dove andare in vacanza"? A voi la risposta.

Intanto guardatevi il capolavoro (non vale togliere l'audio!), guardatevi la vostra magica Italia presentata dal vostro (magico?!?) presidente...



Naturalmente sono subito scattate anche le parodie...


Sono curioso di sapere cosa ne pensate...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

Mi presento... su Google!

I motori di ricerca sono ormai il mezzo più utilizzato per cercare numeri di telefono o mail di aziende e anche di privati. Possiamo tranquillamente sostenere che Google e compagni hanno parzialmente sostituito gli elenchi del telefono e le pagine gialle.

Questo il motivo che ha spinto Mister Jalopy a diffondere questo geniale biglietto da visita...
Morale della favola? Se volete avere delle informazioni su di lui basta cercarlo su Google... è li che Mr Jalopy si presenta. Davvero un'idea originale!

E voi avete mai provato a digitare il vostro nome su Google e vedere cosa salta fuori? Se non l'avete mai fatto (difficile!) provate e fatemi sapere come va...

via|downloadblog
LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

lunedì 5 luglio 2010

Science of... unemployment

Qualche anno fa alla banale domanda "che università fai?", che poteva capitare in qualsiasi conversazione quotidiana, preso da un certo sconforto nei confronti del futuro (lavorativo), rispondevo (spesso vergognandomi) in maniera colorita e spesso variegata.
La mia facoltà era di volta in volta "Scienze delle merendine", "Scienze dei biscotti" o "Scienze del plumcake". La risposta che però proponevo con più frequenza, sfiorando il pessimismo leopordiano, era "Scienze della Disoccupazione" (o "Science of unemployment" per dirla all'inglese!).
Fin dai primi mesi mi ero reso conto della forte sfiducia che tutto il mondo manifestava nei confronti di ciò che a me sembrava un'indirizzo di grande prospettiva, innovativo ed originale: la comunicazione. (continua...)
Proprio ieri, mi sono trovato di fronte alla tabella che vi propongo, che riporta le statistiche sul tasso di disoccupazione (a 6 mesi dalla laurea) per i neolaureati del Regno Unito, a seconda dell'ambito universitario di provenienza.

E bene si... come potete vedere "gli spettri" di quell'epoca sono riaffiorati in un momento: col 14% di tasso di disoccupazione, i "comunicatori" sono al secondo posto tra gli unemployed.

Mi è tornata alla mente una definizione di Scienze della Comunicazione, che avevo letto su "Nonciclopedia", una sorta di Wikipedia parodistica, di cui riporto un breve estratto...

Dicesi Scienze della Comunicazione un bizzarro corso di studi che dovrebbe in qualche modo aiutare la comprensione delle interazioni sociali, o perlomeno assicurare un minimo di impegno pseudo intellettivo a soggetti che altrimenti dovrebbero essere classificati come nullafacenti. Coloro che studiano questa branca del sapere sono più noti come comunicatori, termine utilizzato dagli stessi studiosi per identificarsi, denotando un positivo senso di autoironia e una preoccupante tendenza a distorcere la realtà. Il livello di difficoltà di questo mirabolante corso di studi viene quasi sempre paragonato alla capacità di seguire una puntata della Ruota della Fortuna.  
Non ci arrabbiamo cari comunicatori, in effetti la situazione per noi non è delle più rosee, anche se personalmente sono convinto che ci sia ancora spazio per la creatività e l'iniziativa personale, specialmente in un momento come questo di crisi generalizzata. Credo proprio che dal Web possano "saltare fuori" enormi opportunità lavorative... quindi non disperiamo.

E poi... se guardiamo bene la classifica, ci sono gli Informatici che, almeno nel Regno Unito, stanno ancora peggio...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

venerdì 2 luglio 2010

Foursquare: vi spiego cosa è

Notizia di ieri: altri 20 milioni di dollari investiti per lo sviluppo di Foursquare. Probabilmente molti di voi non conosceranno il Social Network del momento, anche se negli Usa è già diffusissimo. Proprio in questi giorni ho pubblicato ben due articoli che spiegano che cos'è Foursquare.
Il primo articolo fornisce una panoramica delle funzionalità dell'applicazione e spiega i perchè di una diffusione così improvvisa. Il secondo invece si analizza le potenzialità ed i limiti del servizio in ambito marketing.
Vi invito a leggerli e ad esporre ciò che pensate dello strumento e di questi nuovi network sociali basati sulla geolocalizzazione in tempo reale.

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

Condividi

 
Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.