martedì 31 agosto 2010

Lavorare da casa: analisi di pregi e difetti del telelavoro

Scommetto che per molti sia un sogno. Sono convinto che per tanti resti un'utopia. Bene, nella mia professione (ipoteticamente) non lo è. Anzi rappresenta una valida alternativa al lavoro d'ufficio. Sto parlando del telelavoro, del remote working, insomma del lavorare da casa.

Vorrei analizzare insieme a voi quelli che sono i pregi e i difetti di questa opzione lavorativa, figlia dell'esplosione della tecnologia e dei mezzi informatici. L' "imbeccata" me l'ha fornita una divertente infografica di The Oatmile. D'altronde io stesso, sono alcuni mesi che collaboro con una Web Agency, nonostante sia stato in ufficio al massimo 3 o 4 volte. "Fortunato!" direte... Un momento. Riflettiamo insieme. Poi ognuno tirerà le proprie conclusioni.

Partiamo dai pregi...

  • E' vero che spesso il lavorare da casa è sinonimo di "basta sveglia all'alba". Lo posso confermare: iniziare una giornata senza la costrizione di un risveglio traumatico, rappresenta una bel "più" alla voce qualità di vita.
  • Meno tempo passato in macchina. Altro vantaggio indiscutibile è dato dal fatto che non essendo obbligati a recarsi in ufficio, soprattutto in città caotiche come la mia (Genova...), si trascorre molto meno tempo in automobile, nel insopportabile traffico cittadino, eliminando una delle fonti più grandi di stress (escludendo mogli e fidanzate!) nella nostra quotidianeità.
  • Essere nella tranquillità della propria abitazione ha come risultato la possibilità di lavorare con più serenità, senza essere continuamente interrotto da colleghi, capi, telefonate, campanelli che suonano... insomma da un sacco di fattori che disturbano e rendono meno produttivo il lavoro.
  • Anche a livello alimentare, il telelavoro può avere effetti positivi, poichè, pranzando tra le mura domestiche, si riduce notevolmente l'obbligo di mangiare fuori, magari un panino e magari con solo una mezz'oretta a disposizione. E ciò vi assicuro non è cosa da poco.
  • Ciò che però a mio avviso resta il pregio in assoluto più grande è la flessibilità d'orario, la possibilità di lavorare un pò quando si vuole, con l'unico obiettivo di rispettare scadenze e consegne. In questo modo si può avere più tempo libero, concentrando i propri sforzi produttivi in meno ore lavorative. Insomma la possibilità di fuggire dalle canoniche "8 ore" è davvero ciò che fa la differenza rispetto ad un impiego standard.
Ma come in tutte le medaglie. C'è da tenere in conisderazione anche l'altra faccia. Quindi occhio ai difetti...

  • il degrado dell' "immagine sociale" è sicuramente una possibilità negativa per coloro i quali lavorano da casa. Mi spiego meglio: il fatto di non dover andare in ufficio "in ghingheri", ossia ben vestito, sbarbato e curato può portare ad un "abbassamento della guardia" per quelli che sono caratteri importanti per la socialità di una persona. Inoltre anche a livello fisico si rischia di essere più portati ad abbracciare uno stile di vita più sedentario (anche se questo dipende molto dalla persona).
  • Le distrazioni rappresentano un altro grande problema connesso al telelavoro. In casa, notoriamente, non si è sottoposti a controllo e quindi anche la concentrazione dedicata agli obiettivi professionali "di giornata" può essere messa in difficoltà, per esempio, dai Social Network sempre più presenti (e invadenti...) nelle nostre vite, dalle Email private, spesso cariche di link a video da guardare, di articoli da leggere, che poco o nulla hanno a che vedere col lavoro. Insomma è davvero facile perdersi e trovarsi a fine giornata... senza aver fatto niente di produttivo.
  • La componente più problematica del remote working si riflette nelle relazioni personali, in una duplice maniera: da una parte l'assenza dall'ufficio vi può far perdere tutto il bello dei rapporti di amicizia che spesso si costruiscono anche in ambiente lavorativo. Mi riferisco al ridere e scherzare con i colleghi nelle pause, raccontarsi le vicissitudini dei  viaggi, al ritorno dalle ferie, o anche solo commentare la partita di calcetto della sera prima. Dall'altro lato, chiedete un pò alle vostre mogli, fidanzate o genitori, come si sentirebbero contenti ad avervi in casa per tante belle ore nell'arco della giornata... (sono proprio curioso delle risposte...!).

Ora che vi ho messo dinnanzi ai quelli che sono (a mio parere; anzi se avete altri suggerimenti sulla questione, siete pregati di farli pervenire...) i pregi e i difetti del lavorare da casa, a voi la scelta su ciò che reputate più indicato. Sono consapevole che coloro i quali possono valutare effettivamente questa possibilità rappresentino una minoranza però se avete la possibilità di costruirvi la vostra scelta...

Per quanto mi riguarda, non mi dispiacerebbe per niente poter sviluppare la professione da una spiaggia del Sud o del Centro America! Esagerato? Beh bisogna puntare in alto nella vita...

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lunedì 30 agosto 2010

Infografica: che cosa è e perchè è così utilizzata?

Avrete sicuramente notato che da un pò di tempo a questa parte, mi avvalgo spesso, per meglio identificare i fenomeni che commento, dell'utilizzo di rappresentazioni grafiche, definite in gergo infografiche (da information graphic).

Secondo Wikipedia un'infografica è una

(...) graphic visual representations of information, data or knowledge. These graphics present complex information quickly and clearly, such as in signs, maps, journalism, technical writing, and education. With an information graphic, computer scientists, mathematicians, and statisticians develop and communicate concepts using a single symbol to process information.
Nonostante l'idea di rappresentare dei concetti, con l'utilizzo di descrizioni grafiche non sia assolutamente una novità, l'uso di tali immagini sul Web si è sviluppato soprattutto nell'ultimo biennio (2009-2010), raggiungendo oggigiorno la massima diffusione. Inoltre si sta sviluppando fortemente l'utilizzo di infografiche dinamiche, interattive, che forniscono ancora più informazioni fruibili all'utente (qui un esempio).

BuzzStudy ha proposto una ricerca interessante, in cui si è calcolato l'utilizzo di infografiche all'interno dei post pubblicati nella blogosfera. Interessanti i risultati (clicca sulle immagini per ingrandire).





L'innegabile pregio delle infografiche è quello di raccontare un fenomeno in maniera molto sintetica e impattante. L'utente si trova davanti ad una serie di numeri e dati che favoriscono l'approccio ad un determinato argomento, stimolando la curiosità ad approfondire. Personalmente utilizzo questi "strumenti" per coadiuvare le spiegazioni, per fornire delle informazioni supplementari sul tema affrontato, cercando di mantenere una strategia di blogging all'insegna della completezza.

Cosa ne pensate dell'utilizzo delle infografiche? Le ritenete utili per la comprensione di un fenomeno, o superflue? Le utilizzate nelle vostre pubblicazioni?

fonte immagine titolo: wired.it

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giovedì 26 agosto 2010

Gli acquisti di Google il cannibale...

Google è un cannibale. C'è poco da dire. Da un pò di tempo a questa parte sono diventati quotidiani i suoi acquisti nel supermercato di internet e dell' ICT (una ventina cira nel solo 2010!).

Praticamente quando a Mountain View vogliono tirar fuori un nuovo servizio o migliorarne uno vecchio, si comprano qualche azienda più piccola che ha sviluppato una qualche applicazione che può fare al caso loro. Una sorta di pescecane che si mangia (a suon di milioni di dollari!) a poco a poco, tutti i più gustosi pesciolini del mare internettiano.

E poco importa il settore o il mercato per cui avvengano tutti questi acquisti, sia esso la search, la pubblicità, la geolocalizzazione, il blogging, il Voip, il social...

Oggi vi propongo tre infografiche che raccontano nel dettaglio tutti gli acquisti di Google, fin dalla nascita, con dovizia di particolari (cliccate sulle immagini per ingrandire).

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate del cannibale che ha sempre fame...


Fonti immagini:
http://www.scores.org/graphics/google/
http://humanossinsentido.blogspot.com/2010/08/adquisiciones-de-google-infografia.html
http://gizmodo.com/5371390/google-acquisitions-and-investments-map-shows-how-much-google-likes-buying-stuff

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mercoledì 25 agosto 2010

Inizio della fine... per i blog

Leggo e riporto pari pari...
Trecento dollari. È il prezzo da pagare se abiti a Philandelphia e vuoi continuare a usare il tuo blog. A chiederti la tassa è il municipio, che a quanto pare non sa più cosa inventarsi per batter cassa. La logica esposta dall'Agenzia delle entrate della città americana è questa: se hai un banner pubblicitario sul tuo blog, vuol dire che ricavi denaro, o che almeno potenzialmente speri che accada. Quindi il tuo è un business a tutti gli effetti e devi pagare la licenza in quanto titolare di un'impresa a fini di lucro.(Wired.it)
(...) per quella che è stata definita Business Privilege Licence. Una vera e propria tassa, che i residenti della città statunitense dovrebbero versare se gestori di una qualsivoglia attività for profit. E in questi profitti ricadrebbero persino quei pochi dollari guadagnati attraverso piattaforme come AdSense, da parte di blogger amatoriali(...) (Puntoinformatico.it)
 Dove andremo a finire? L'inizio della fine per i blog? 

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Io, il mio portatile e... un rootkit!

Oggi non ho "postato", oggi non ho studiato, oggi non ho lavorato... E' in giornate come queste che mi rendo conto di quanto sono dipendente (nella mia professione soprattutto) da un computer funzionante che sia connesso ad Internet.

Oggi ho fatto la conoscenza di un nuovo "personaggio" di nome Rootkit che è riuscito a sconvolgermi la giornata, nonostante io non gli avessi fatto nulla, ma proprio nulla. Beh in effetti quando mi sono accorto che la sua presenza sul mio portatile (fino ad allora piuttosto passiva...) si faceva sempre più "ingombrante", fino a fastidiare a dismisura il sistema operativo del computer e a bloccare la connessione alla ragnatela del Web, ho cercato di invitarlo ad andarsene. Prima in maniera gentile, invano. Poi con un pò più di insistenza, invano. Ed infine quasi con disperazione...

Ebbene Rootkit non ne voleva proprio sapere di abbandonare la sua (tanto amata, presumo...) postazione. Ci ho provato in tutti i modi. Chiedendo aiuto agli amici Forum, sempre pieni di buone domande ma non sempre di buone risposte, al caro Avast, troppo timido per risolvere il mio problema. Poi preso da una crisi d'odio (sempre nei confronti del Sig. Rootkit) ho deciso di chiamare a raccolta i suoi peggiori nemici, antagonisti di tante battaglie, Gmer, Avira e Sophos, paladini che non conoscevo ma che si sono precipitati (a furor di popolo) a darmi manforte. La battaglia è stata lunga e incessante. A tratti sembrava vinta. A tratti irrimediabilmente persa. Ed io li, inerme ad attendere il responso...

Quando pareva che si dovesse rinviare la tenzone a causa dell'impraticabilità del campo di battaglia (per via della notte incombente) e del finire della mia pazienza (il portatile è stato più volte in bilico sul davanzale della finestra...) ecco la lieta notizia. La mossa segreta finale (scansione da disco boot con Avira Antivir Rescue System... una sorta di KGB in questo mondo!) sembrerebbe aver non solo stanato il perfido Rootkit che si nascondeva negli angoli più remoti del mio strumento di lavoro, ma perfino costretto alla fuga il tanto simpatico compagno di giornata. Via? Fuori? Sicuro? Naaa, niente è sicuro con quel fetente di Rootkit ma almeno per ora tutto è (o almento sembra) tornato alla normalità...

p.s. Wikipedia definisce il signor Rootkit in questo modo

fonte immagine: http://doc.ubuntu-fr.org/_media/rootkit.gif

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lunedì 23 agosto 2010

Net Neutrality: qualche spiegazione...

La neutralità della rete (net neutrality) è sulla bocca di tutti da almeno un paio di settimane, soprattutto da quando Google e Verizon hanno stipulato una serie di accordi che hanno generato molto dibattito in rete.

Oggi vi voglio proporre un'infografica, creata dal ottimo team di Online MBA, che offre una spiegazione molto dettagliata riguardo a che cosa sia la net neutrality e perchè sia così importante per il futuro del Web.


clicca sull'immagine per ingrandire

Analizziamo insieme l'immagine cercando di sottolineare le informazioni maggiomente interessanti:

  • La "net neutrality" è un principio universale applicato ad Internet, secondo cui tutto il traffico della Rete deve essere trattato secondo canoni di uguaglianza.
  • Ci sono varie posizioni manifestate sul Web riguardo alla neutralità della rete: tutto il traffico totalmente ed inequivocabilmente non discriminato Vs una discriminazione limitata del traffico (con o senza costi aggiuntivi ma garantendo la non esclusività del servizio).
  • I difensori della net neutrality in questo momento sembrano essere: Yahoo!, Microsoft, Amazon, Ebay, Apple mentre coloro che la stanno osteggiando sono le grandi aziende di hardware e di reti di telecomunicazione (per esempio Verizon).
  • La paura è che si possano formare due reti, a due diverse velocità,una veloce ed efficente (ma con la presenza di costi aggiuntivi per clienti "premium") e l'altra contraddstinta da prestazioni ridotte.
  • A favore (a livello legale) del mantenimento dell' "open internet" il fatto che le compagnie di telecomunicazioni non possano filtrare, interrompere o sorvegliare le comunicazioni tra utenti privati. Contro la net neutrality il tanto discusso accordo tra Google e Verizon che ha scatenato tutta la diatriba e ha reso la neutralità della rete argomento più famigliare anche ai meno esperti.


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giovedì 19 agosto 2010

Twitter: follower a zero ma...

Chi ha guardato la sua pagina di Twitter in queste ultime ore si è trovato una bella sorpresina: sotto la voce following e follower due bei zero...

Un bug? Apocalitica fine di Twitter? Addio a tutti i nostri "seguaci"?
Niente di tutto ciò! A quanto pare (fonte Io chatto) è proprio Twitter che ha avviato una manutenzione straordinaria del sito, proprio per cautelarsi da alcuni pericolosi "bachi".

Mentre scrivevo il post, il servizio è stato correttamente riprestinato. Meglio così amici twittatori...
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Friendfeed: tutti i numeri

Forse non tutti conoscete FriendFeed, uno dei Social Network più popolari in Italia, utilizzato soprattutto dalla nicchia degli "abitanti della blogosfera" e, da qualche tempo, acquistato da Facebook (che però lo ha mantenuto "esterno" e pressochè inalterato).

Proprio su questo blog, avevo definito Friendfeed in questi termini:
"Potrebbe essere ben rappresentato da un salotto! In Italia è "abitato" dall' elite della blogosfera: una nicchia di blogger, esperti del web, professionisti della comunicazione (o pseudo tali!), che interagiscono, tra il serio ed il faceto. Non si può negare che i suoi utenti rappresentino una cerchia molto autoreferenziale e difficilmente penetrabile. Lo strumento è da apprezzare in quanto più che un vero social network, è un aggregatore di attività digitali: si collega cioè facilemente a tutti i vari social media e riporta un'aggregato delle web-activity. Spesso inoltre da origine a discussioni molto interessanti, soprattutto in ambito politico, sociale e tecnologico. Però proprio questa sua specificità (e ribadisco la forte autoreferenzialità) lo tiene ben distante dalle masse".
Oggi ho trovato dei numeri interessanti, raccolti in un infografica da Davide Basile (aka Kawakumi), che desidero condividere con voi.


(clicca sull'immagine per ingrandire)


Alcuni spunti interessanti su Friendfeed:
  • 3 milioni sono i visitatori unici; 
  • gli uomini sono in netta maggioranza (circa 80%) rispetto alle donna;
  • non si capisce bene perchè ma è la Turchia (seguita a ruota dall'Italia) il paese in cui viene usato di più;
  • su FriendFeed si chiacchera soprattutto di Comunicazione, in primis Realzioni Pubbliche, Podcasting e Tecnologia.
Io lo utilizzo abbastanza, soprattutto, collegato con blog e Twitter, anche se spesso lo trovo un pò troppo "borghese" (riferito alle alte sfere della cerchia geek italiana). Mi spiego meglio: se non sei del "gruppo", i tuoi interventi non viengono quasi minimamente considerati e l'essere invisibile spesso risulta un pò frustrante.

E voi lo utilizzate? Qualche cosa da dire?

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mercoledì 18 agosto 2010

Hanno ammazzato il Web. Il Web è vivo.

Certo che se volevano confonderci le idee, quelli di Wired, non potevano fare meglio di così. Chris Anderson (si quello della lunga coda...) e soci se ne sono venuti fuori con un roboante quanto paradossale articolo, intitolato "The Web is dead. Long live the Internet". Cioè, scusate... il Web è morto, Internet è vivo... chi ha amazzato chi..? Funerali...? Matrimoni...? Confusione!

In realtà per "Web" intendono le connessioni attraverso i browser.

Menti molto più brillanti della mia sono un pò contrariate e accusano Wired di manipolazione dei dati e markettismo estremo.

Così Luca De Biase:

(...)Nel grafico citato da Anderson e Wolff (pubblicato in un primo momento con la timeline sbagliata e poi corretto) si parla di numeri relativi. E il web appare in diminuzione. Ma usando i numeri assoluti, come fa Rob Beschizza su BoingBoing, si vede che il web sta ancora crescendo moltissimo.
Il traffico web diminuisce in termini relativi perché aumenta il video. Ma il video che viene considerato nel grafico citato da Anderson e Wolff è anche quello di YouTube, che dovrebbe essere considerato probabilmente traffico web, come osserva anche Erick Schonfeld su TechCrunch, dopo aver consultato i dati Cisco dai quali il grafico è tratto(...).
Così Massimo Mantellini:

Molto prima di discutere delle tesi di Chris Anderson (se ne avremo voglia, io per ora, data la natura francamente markettara di tutta l’operazione, ne ho pochissima) sulla morte presunta del web che Wired ha sparato fuori oggi dopo molti rulli di tamburi, forse varrebbe la pena di dare una occhiata al grafico che la rivista americana ha prodotto modellando in maniera piuttosto disinvolta i dati di Cisco sul traffico Internet. Rob Beschizza su Boing Boing spiega bene perchè quel grafico tanto colorato non racconta la verità.
Altri pareri: Giuseppe Granieri, Tiziano Caviglia, Nereo.

Tutto il resto... è noia...

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martedì 17 agosto 2010

La privacy e il "paradosso Foursquare"

E' un pò di tempo che rifletto sulla diffusione dei Social Network basati sulla geolocalizzazione e sul loro rapporto con la privacy. Strumenti come Foursquare, per citare il più "in voga" al momento, mi hanno portato ad una seria riflessione sui motivi della condivisione "selvaggia" dei dati personali sul Web.

Ciò che mi sembra realmente paradossale è che, da un pò di tempo a questa parte, in molti (online e offline, nei "salotti della blogosfera", come nelle discussioni "da bar") si lamentano poichè in Rete sembra venire a mancare ogni sorta di privacy e si ha l'impressione di essere sottoposti in qualche modo ad un controllo sociale. Google e Facebook vengono percepiti come i "demoni": il primo responsabile di raccogliere i dati personali in maniera sospetta, il secondo poichè basato su una serie di impostazioni difficili e fuorvianti...

… Poi gli stessi utenti contribuiscono ad alimentare mode come quella della geolocalizzazione (e dei suoi strumenti, come Foursquare), semplificabile nel motto - ciao io sono qui e faccio questo... - .

E’ proprio questo il paradosso che ho deciso di analizzare: personalmente, visto l’aria che si respira (intolleranza nei confronti di ogni sorta di controllo e immagazzinamento di dati) non avrei mai scommesso una lira su Foursquare ed invece… ce lo ritroviamo lì, ad un anno dalla nascita, con numeri di diffusione spaventosi.

Ho cercato quindi di interpellare (attraverso gli strumenti del Web 2.0, principalmente blog e social network) gli abitanti della blogosfera italiana, sia in quanto esperti del settore, sia poichè Foursquare è ancora, in Italia, uno strumento utilizzato principalmente da questa nicchia "geek", e gli ho sottoposto la mia riflessione.


Devo dire che ho ricevuto molte risposte, fonti di spunti davvero rilevanti. Ho sintetizzato tutta l'inchiesta nella presentazione "La privacy e il paradosso Foursquare" che vi propongo di seguito e che è scaricabile anche sul mio profilo Slideshare.

Se ciò che ho prodotto vi sembra interessante non esitate a diffonderlo in Rete. L'idea è quella di continuare la discussione e di coinvolgere un numero ancora maggiore di utenti (più o meno esperti) ad esprimere la propria opinione in merito. Credo che l'argomento sia estremamente attuale e meriti una riflessione ancora più approfondita.


Colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che hanno prontamente risposto al mio "stimolo" trasformando un dubbio che albergava nella mia mente in una conversazione pubblica.

Per chi volesse approfondire sul tema "Foursquare, Geolocalizzazione e Privacy" ecco un pò di link interessanti:


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domenica 15 agosto 2010

La lettera di Valentino...

Valentino Rossi e Ducati, un matrimonio annunciato da tempo, ora ufficiale. E Valentino ha voluto salutare la sua amata M1 (la Yamaha con cui ha vinto 4 titoli iridati) con una bella lettera, scritta a mano.
In un mondo dominato da internet e tecnologia uno sprazzo di "comunicazione vecchio stampo". D'altronde Valentino è uno che grazie alle sue doti comunicative (oltre naturalmente al talento cristallino) ha conquistato milioni e milioni di tifosi in tutto il mondo. Ecco la lettera...

via|gazzetta.it

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giovedì 12 agosto 2010

Gli elfi e il traduttore di Google

Alzi la mano chi di voi non ha mai usato il traduttore di Google, il celebre Google Translate , strumento ormai di utilizzo quotidiano, davvero utile per districarsi nel difficile mondo delle lingue.
Oggi, attraverso gli amici di downloadblog.it, ho scoperto un video davvero interessante che spiega il funzionamento pratico della famosa applicaizone di Mountain View. Eccolo per voi...


Niente magie, niente elfi
, ma solo l'analisi quotidiana di milioni e milioni di documenti, provenienti da tutto il Web, tradotti in diverse lingue. Attraverso la ricerca statistica di schemi e regole si arriva al risultato finale: una buona traduzione in un battito di ciglia!

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mercoledì 11 agosto 2010

Google fa il Facebook, Facebook fa il Foursquare...

Continua quella che la settimana scorsa avevo definito "corsa ai social armamenti", ossia la campagna di rafforzamento, a base di acquisizioni, da parte di Google e Facebook, il primo sempre più proteso verso il nuovo progetto social "Google Me" ed il secondo in difesa della leadership acquisita e indirizzato verso nuovi orizzonti sociali.

Interessantissime le ultime mosse...

Google
, sempre più attento al Social Game, ha acquisito Jambool, e la sua piattaforma di pagamenti virtuali, "Social Gold". In questo modo va a sfidare, nel campo della moneta virtuale, il colosso di Zuckerberg che attraverso i Crediti Facebook domina il mercato di riferimento.

E Facebook? Non sta di certo a guardare... Strizza prepotentemente l'occhio alla geolocalizzazione, acaparrandosi HotPotato e stringendo accordi con Localeze, imprese che fanno della geolocalizzazione il loro punto di forza. L'entrata di Facebook anche in questo segmento potrebbe sancire definitivamente quale sarà il rivale di Foursquare, vero fenomeno del momento per quanto riguarda i check-in localizzati. Chi sarà? Probabilmente Facebook stesso.

E Facebook eternamente inappagata continua a rinforzare il suo "esercito" non solo a suon di tecnologie comprate, ma anche a colpi di menti brillanti ingaggiate. Come in una sorta di "calciomercato sociale" (concedetemi il grottesco paragone!), il gigante blu ha "preso" per la prossima stagione Rasmus Andersson, uno dei "capoccia" di Spotify, come da lui stesso annunciato nel proprio blog.

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martedì 10 agosto 2010

Il dibattito sulla neutralità della Rete

In questi giorni, nella categoria "internet e tecnologia" dei maggiori portali d'informazione e in quasi tutti i blog dei guru del Web si è acceso un forte dibattito sulla neutralità della rete, la cosiddetta "net neutrality".

Tutto ciò è venuto fuori dopo gli accordi sul "mobile" stipulati da Google, da sempre garante della neutralità, con Verizon (grosso gruppo fornitore di banda larga negli USA) che hanno messo in qualche modo in dubbio proprio questa fondamentale caratteristica di Internet.

Per meglio spiegare la cosa partiamo dalla definizione Wikipediana di Net Neutrality, ossia:

un'espressione che fa riferimento ad un principio di design/uso applicato alle reti residenziali a banda larga che forniscono accesso ad Internet, servizi telefonici e trasmissioni televisive. La definizione esatta varia ma viene ritenuta "neutrale" dalla maggior parte dei sostenitori di questo principio una rete a banda larga che sia priva di restrizioni arbitrarie sui dispositivi connessi e sul modo in cui essi operano. Si può argomentare che praticamente nessuna rete è completamente neutrale, per cui la neutralità rappresenta una condizione ideale verso la quale gli operatori e le reti possono tendere.
In estrema sintesi, la neutralità della rete prevede che tutti i contenuti presenti su Internet siano accessibili dagli utenti senza particolari restrizioni o privilegi da parte di chi gestisce le reti e le connessioni. Per privilegi si potrebbe intendere, gli interessi degli operatori che mirano a tariffe e piani differenziati per aumentare i loro introiti.

Ora questa condizione che sembra (fino ad oggi!) mantenersi per l'internet a banda larga, viene messa in discussione per l'internet attraverso dispositivi mobili. Molto difficile capire quali potrebbero essere i risvolti.

Mi limito a proporvi le opinioni di qualcheduno che, nella blogosfera italiana, ne sa sicuramente più del sottoscritto. Se volete approfondire vi consiglio di "spulciare" attentamente i loro blog.

Massimo Mantellini grida allo scandalo:

Senza troppi giri di parole a Google si dovrebbero vergognare.
Luca de Biase si chiede il perchè del diverso trattamento dei "due internet", cioè perchè fisso e mobile dovrebbero essere trattati  in maniera diversa:

E' chiaro che finora i provider delle reti senza fili hanno fatto più o meno quello che hanno voluto con la questione della neutralità della rete mobile. Ma non è chiaro perché, nello stabilire dei principi, si dovrebbe ammettere che potranno continuare a fare quello che vogliono per sempre. (...) O si vuole dire che wimax e wifi pubblica sono definitivamente condannate? O si vuole dire che l'internet mobile è il territorio nel quale le grandi compagnie possono giocare tutte le loro carte nel controllo dell'innovazione? Insomma, questa distinzione può valere come descrizione della realtà, ma a livello di affermazione di principio non mi sembra che regga.
Massimo Cavazzini va ancora oltre:

(...)a me sembra un segnale fortissimo da parte di Google. La società di Mountain View sta pensando ad una propria rete mobile? Sta preparando il terreno per il futuro? A guidicare dalle posizione prese sulla neutralità, potrebbe non essere un’ipotesi così remota…
Molto interessante a proposito anche l'articolo di oggi del Post che prova ad analizzare i motivi di questa "scelta":

Secondo diversi osservatori, Google avrebbe cambiato idea negli ultimi tempi dopo aver valutato la progressiva espansione delle proprie attività nella telefonia mobile, ambito che stando alla proposta ritiene debba essere trattato diversamente dalle connessioni via cavo. Oltre a offrire un’ampia serie di servizi per i telefoni cellulari, Google sviluppa e distribuisce per gli smartphone il sistema operativo Android, che richiede una buona disponibilità di banda per scaricare le applicazioni, visualizzare le mappe o i video di YouTube. Se il motore di ricerca potesse godere di un canale preferenziale offerto dall’operatore, potrebbe offrire i propri servizi con maggiore rapidità agli utenti traendone numerosi vantaggi, anche sulla concorrenza.
Il dibattito mi sembra di estrema attualità e importanza, anche se sicuramente non facile da comprendere, soprattutto se rapportato alle possibili evoluzioni future del Web. L'importante, a mio avviso, resta monitorare la situazione, rendendosi conto di cosa sta accadendo nelle "alte sfere". Ormai Internet è entrato profondamente a far parte delle nostre vite. Quindi, attenzione...!

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lunedì 9 agosto 2010

Google e il social: una lunga storia...

Negli ultimi giorni ho condiviso con Voi le notizie dell'annunciata fine di Google Wave e della "Corsa agli armamenti Sociali" da parte di Facebook e della stessa Google in prospettiva futura. In ambito Social Network viene annunciata (vedremo se a ragione o a torto!) una prossima rivoluzione che vedrà la scesa in campo prepotente di Mountain View con una nuova applicazione, probabilmente il Google Me di cui tanto si ipotizza.

Tutto questo movimento "social" di Big G mi ha fatto tornare in mente un'immagine pubblicata da Mashable qualche tempo fa che ripercorreva la storia dei tentativi, in chiave sociale, di Google.

Bene oggi vi propongo la suddetta immagine...

Non si può non notare che l'approccio di Google ai social media non sia stato sempre dei più felici. Molti sono i progetti falliti o quantomeno finiti nel dimenticatoio (ultimo fra tutti Wave).
Riusciranno ad imporsi con il nuovo progetto (probabilmente orientato al social gaming) che li porterà a confrontarsi con il mercato e l'utenza di Facebook, social imperatore incontrastato fino ad oggi?

Staremo a vedere...

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sabato 7 agosto 2010

129.864.880 (libri...)

Altro che biblioteca di Alessandria... A Google hanno pensato bene di contare tutti i libri del mondo... Come? Attraverso una super analisi durata 6 anni e supportata anche dai progetti Book Library Project e Books Partner Program. Risultato? 129.864.880 libri...

Qui i dettagli


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venerdì 6 agosto 2010

Corsa ai "social" armamenti...

Mentre Google si butta decisamente sul Social Gaming acquistando (a quanto pare, dopo le chiacchere trapelate riguardo all'acquisto di Zynga, EA Playfish e Playdome) Slide, società fortemente attiva nel settore dei videogiochi online, Facebook si difende acquistando da Friendster un portafolio di brevetti di grande utilità per il mondo dei Social Network.

Se non è una corsa agli armamenti ("social") questa... poco ci manca!
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La mappa del mondo "social"

Le mappe mi hanno sempre affascinato. Sarà perchè fin da bambino le associ alla ricerca di un tesoro. Sarà perchè da sempre viaggiare costituisce una delle mia passioni, e la mappa ne costituisce uno strumento complementare fondamentale. Resta il fatto che le rappresentazioni del mondo mi hanno sempre colpito. Oggi grazie a valoriprimilab (ottimo blog di Stefano Principato), ne ho scovato una davvero interessante: la mappa del mondo "social" (cliccaci sopra per ingrandirla).

Quasi superfluo sottolineare l'estensione delle due "nazioni" Facebook e Google, che dominano i due emisferi.
Da notare l'espansione massiccia di Twitter e soprattutto di Habbo. Ancora più interessante fare un paragone con la mappa social, "Online Communities" 
di XKCD, della primavera 2007.
In tre anni direi che sono cambiate un bel pò di cose... Sottolinerei il ridimensionamento di Myspace opposto alla crescita smisurata del gioiello di Zuckerberg. Altre curiosità: Twitter era troppo piccolo per essere rappresentato, Wikipedia mantiene la stessa estensione, come anche Flickr, Orkut e Friendster (che peraltro ha appena ceduto a Facebook parte della sua tecnologia).

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giovedì 5 agosto 2010

Google: bye bye Wave. Non ne sentiremo la mancanza...

Quando uscì in pompa magna poco più di un anno fa, Google Wave fu accompagnato da giudizi trionfali. Io stesso lo attesi e lo testai con molta curiosità. Dopo pochi mesi si comprese che forse tutto questo entusiamso era esagerato. Già a marzo su queste stesse pagine scrissi:
Google Wave è lo strumento che doveva essere insieme Skype, E-Mail, MSN e che avrebbe contribuito a spegnere i riflettori su Facebook e gli altri Social Network, sconvolgendo per di più la maniera di lavorare collaborativamente all'interno del Web 2.0. Ora non se ne sente quasi più parlare...
A distanza di altri 6 mesi, ecco l'annuncio ufficiale di Google che dichiara in pratica "morta" la sua creatura. Probabilmente alcune delle tecnologie sviluppate in Wave verranno riutilizzate da Google, magari proprio nel tanto atteso progetto sociale "Google Me".
Resta interessante soffermarsi su uno dei pochi flop di Mountain View, flop che peraltro lo rendano un pò più "umano". D'altronde non possono uscire col buco tutte le ciambelle...

Bye bye Wave! Non credo sentiremo la tua mancanza...


Cosa ne pensate?

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mercoledì 4 agosto 2010

Piccole soddisfazioni (da condividere!)

Piccole soddisfazioni... da condividere con i lettori. "Il blog di Paolo Ratto" finisce in prima pagina su Paperblog.


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martedì 3 agosto 2010

Misuriamo Internet.... (da 15 punti di vista)

Internet una delle più grandi rivoluzioni (se non la più grande) della storia moderna ha raggiunto dimensioni stratosferiche. E' talmente grande che è diventato davvero difficile riuscire a misurare con precisione il numero totale di utenti coinvolti o la quantità di dati che circolano. Ci ha provato il team di Online Schools, con una tecnica tanto logica quanto brillante: cercando ossia di scomporre il fenomeno Internet in 15 "punti di vista" che fossero più semplici da analizzare in termini di dati. Il risultato è apprezzabilissimo ed i numeri ottenuti sono davvero incredibili.

Questi alcuni dei risultati più stupefacenti:

  • Numero complessivo di dati su Internet: 5 milioni di terabytes (5 miliardi di Gigabytes);
  • Popolazione Internet: più del 25% della popolazione mondiale, con estremi il 76% nel Nord America, e solo l'8% in Africa;
  • Numero di Email inviate: più di 245 miliardi al giorno;
  • Difficile calcolare se è più utilizzato Internet o la Televisione. Spesso si usano contemporaneamente (quasi il 60% degli Americani!);
  • Tempo trascorso dai "teenager" su Internet: più di 30 ore alla settimana (contro le 4 spese per fare i compiti!);
  • Totale di siti e blog: 234 milioni di siti, 126 milioni di blog;
  • Ogni secondo quasi 30.000 utenti stanno navigando in siti pornografici;
  • Social Network: Twitter 105 milioni di utenti, Facebook 500 milioni, YouTube 20 ore di video prodotte ogni minuto
Di seguito tutti i dati della ricerca, raccolti in un'infografica (clicca sull'immagine per ingrandire).
The History of RickRolling

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lunedì 2 agosto 2010

Twitter: 20 miliardi di cinguettii!

Mentre Facebook ha recentemente festeggiato i 500 milioni di utenti, quello che da più parti viene etichettato come il suo unico attuale rivale (in attesa di Google Me???), Twitter, ha raggiunto lo storico traguardo dei 20 miliardi di Tweets, ossia di mini messaggi da massimo 140 caratteri, pubblicabili sul sito.
Considerando che il popolare sito di microblogging aveva superato i 10 miliardi di cinguettii solamente 5 mesi fa, siamo di fronte ad una fortissima espansione. Una bella risposta a tutti coloro che dubitano (soprattutto in Italia) delle potenzialità del servizio. I dati riguardanti il numero di Tweets, aggiornati in tempo reale, sono disponibili su GigaTweet.
Vi volevo inoltre proporre un'infografica pubblicata da Blog Herald, che fornisce una "marea di dati" su Twitter e propone interessanti paragoni con Facebook.

clicca sull'immagine per ingrandire e scoprire tutti i segreti di Twitter

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Come funziona Internet?

Quasi tutti oggigiorno utilizziamo Internet. Email, Chat, Social Network e Shopping online sono solo alcune delle attività che non esisterebbero senza lo sviluppo del Web. Se ormai abbiamo mediamente una buona familiarità con tutti questi strumenti, è più complicato comprendere come la Rete funzioni.
Il team di onlineschools.org, prova a darci una mano a capire a cosa cosa c'è dietro a Internet, pubblicando un'immagine che ne spiega in maniera semplice il funzionamento vero e proprio. Nell'infografica che vi propongo di seguito sono esplicati tutti i concetti fondamentali che ci permettono di usare il Web sui nostri dispositivi.
Sono trattati in maniera accessbile anche nozioni non facili come il sistema dei protocolli, il funzionamento dei nomi a dominio e degli indirizzi IP, l'instradamento fisico dell'informazione. Il tutto è poi "condito" da una serie di numeri stratosferici che contraddistinguono la rivoluzione internettiana.

Via: OnlineSchools.org

UPDATE: I "CARI AMICI" DI ONLINE SCHOOLS MI CONTINUANO A MANDARE EMAIL COME QUESTA (NONOSTANTE IO ABBIA PROVVEDUTO DIVERSE VOLTA A MODIFICARE L'ANCHOR TEXT DEL LINK CHE PUNTA AL LORO SITO) CHE SECONDO ME VANNO CONTRO ALLO SPIRITO DEL WEB 2.0. D'ORA IN POI NON UTILIZZERO' MAI PIU' LORO CONTENUTI. CHIEDO SCUSA PER IL PRESENTE ARTICOLO CHE RISULTA MONCO MA SONO STATO COSTRETTO A PRENDERE QUESTA DECISIONE. 



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