giovedì 28 aprile 2011

Foursquare e lo strano segreto del Sud Est Asiatico...

Foursquare continua ad andare a gonfie vele e la vasta partecipazione planetaria all'ultimo Foursquare Day (raccontato sapientemente su queste pagine da Cristina Simone) lo conferma.

L'ormai piuttosto celebre applicazione sociale basata sulla geolocalizzazione nasconde un segreto (non terribile, tranquilli!), di cui sono venuto a conoscenza casualmente "spulciando", come al solito, i quattro angoli del Web...


Ed è una curiosità che oggi vi voglio svelare, legata ad una zona particolare del mondo, celebre generalmente per le sciagure ambientali che la tormentano: il Sud Est Asiatico...




Ebbene si, Foursquare è più popolare in Malesia, Indonesia e Tailandia che negli USA! Effettivamente, anche dando un'occhiata alla mappa dei check-in, pubblicata da Crowley e compagni per celebrare gli ottimi risultati del 2010, si intravedeva una "strana luminosità" pervenire da quella zona del globo. Ma se si guarda anche il tasso di crescita, si resta a bocca aperta...



Se ne volete sapere di più sulla diffusione di Foursquare nell'Asia Sud Orientale, se volete analizzare alcune case history di geomarketing relative a quelle zone e se volete approfondire il fenomeno della "mafia" indonesiana dei badge (una sorta di organizzazione pronta a tutto per accaparrarsi tutti i badge messi a disposizione), date un'occhiata a questa eccezionale presentazione di Oliver Woods.


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mercoledì 27 aprile 2011

Monitoraggio del Social Web: una preziosa lista di strumenti!

Non potevo non condividere con voi una preziosa lista di strumenti di monitoraggio del Social Web, pubblicata pochi giorni fa da Oneforty, nell'infografica "All about Social Media monitoring tools"...


Ce n'è davvero per tutti i gusti...

Davvero la panoramica più completa che abbia mai visto delle applicazioni che permettono di analizzare i contenuti delle conversazioni all'interno dei Social Network, e capire se si sta parlando di un determinato argomento (o di una determinata marca!). D'altronde la Web Reputation è sempre più considerata, in ambito personale e professionale e il proliferare di tali strumenti non fa che sottolinearlo.

Pensate che fino a poco tempo fa per sapere ciò che si diceva sul Web di una determinata persona o azienda, bastava cercare il nome su Google...

Ma ciò che mi interessa sapere è soprattutto quali sono gli strumenti di social monitoring che avete già provato e quali quelli che prediligete. Reputate che gli strumenti gratuiti possano essere di aiuto o pensate sia sensato investire in un tool di monitoraggio a pagamento?

Qui l'infografica completa, che presenta molti altri interessantissimi dati.


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venerdì 22 aprile 2011

Internet: per l'ambiente un bene o un male?

Oggi è il Giorno della Terra e girovagando per il Web, non ho potuto fare a meno di soffermarmi su un'infografica, pubblicata da Wordstream, dal titolo molto provocatorio: "The Internet is killing the planet". L'argomento ambientale è stato già trattato dal sottoscritto in alcuni articoli: quando per esempio ho pubblicato su Camminando Scalzi una ricerca approfondita sul legame tra Web Marketing ed inquinamento, oppure quando ho analizzato i pregi e i difetti del lavoro da casa, o ancora quando mi sono dedicato ad un'introduzione sul car pooling, tutti temi più o meno relazionati con l'ecologia.

A questo punto voglio chiamarvi in causa e chiedervi una riflessione sulla vicenda.

Internet costituisce un bene o un male per l'ambiente?

Prima di rispondere, e di sbizzarrirvi con le opinioni, vorrei deste un'occhiata a queste statistiche e all'infografica di cui vi parlavo, che pubblico di seguito...

clicca sull'immagine per ingrandire



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mercoledì 20 aprile 2011

Alla scoperta delle community online: intervista a LabVeg

Il Social Web ha avuto l'indiscusso merito di presentarsi come l'ambiente ideale per l'aggregazione di community, prima "latenti", basate su interessi comuni. Tali gruppi di utenti, grazie alla definizione di uno o più social object (l'oggetto del proprio interesse condiviso), hanno finalmente avuto la possibilità di affermarsi (nel senso sociologico del termine) e di trovare uno spazio definito (sebbene fluido) di condivisione dei propri interessi. Uno spazio contraddistinto da meccanismi tribali di inclusione, esclusione e partecipazione specifici.

Per comprendere meglio le dinamiche delle community online ho deciso di contattare ed intervistare Samantha Alborno, ideatrice e curatrice di LaboratorioVeg, un blog di ricette vegetariane e vegane, coadiuvato da un intero sistema di "social" presenze online e punto di incontro di una numerosa e attivissima community online.


Perchè "scendere in pista" online? Come, quando e perchè sei diventata blogger? 

E’ successo tutto molto rapidamente, quando sono diventata definitivamente vegetariana dopo qualche anno di riflessioni in merito. Ho iniziato a scrivere il mio blog quasi per gioco, per avere un luogo dove annotare le mie ricette e condividerle con altri vegetariani e vegani.

E' vero che spesso si inizia "per gioco", ma, una volta raggunta una certa consapevolezza dello strumento, quale è stato il tuo approccio al mondo della blogosfera?

Sono stata aiutata molto dai miei colleghi (lavoro in una Web Agency) che mi hanno dato alcune nozioni sopratutto sul posizionamento e così ho iniziato, dapprima con molta leggerezza, e poi con più consapevolezza.

Ed in che modo il blog è diventato parte di un progetto più ampio di Social Web?

Avevo voglia di confrontarmi con chi aveva le mie stesse idee e così ho creato la pagina di Facebook, che in seguito ho collegato al mio account Twitter. L’alimentazione è parte della vita sociale di ognuno di noi e spesso un sostegno è utile. Inoltre i contenuti si diffondevano molto rapidamente e il blog aveva sempre più visite. Mi sono subito resa conto che questo tipo di attività erano indispensabili.

Il tuo è un esempio lampante del fatto che il social web sia molto adatto alla creazione di community intorno ad un argomento di nicchia, come il "veganismo". Che ne pensi?

Come dicevo, l’alimentazione è un fattore culturale e sociale: al cibo associamo simbologie, ricordi, emozioni ed è per questo che incontrare altre persone che hanno fatto questa scelta ci dà coraggio. Ci permette di comprendere che “la paura” dell’esclusione è infondata. Una community vegana nasce per darsi sostegno e anche per condividere la gioia di un’alimentazione Cruelty Free che spesso viene erroneamente vista come un qualcosa di limitato.

Come tu stessa hai ammesso, stiamo parlando di una community dai numeri importanti (ed in continua crescita), soprattutto nella pagin di Facebook. Tu che di ricette te ne intendi... Qual'è quella per utilizzare al meglio questo strumento?

Non so se c’è una vera e propria ricetta. Credo che ci siano però alcuni ingredienti fondamentali: la passione e l’amore per quello che si fa, la voglia di interagire e comunicare, la capacità di non essere giudicanti ma di proporre un’alternativa valida e positiva.

Sconfiniamo un pò... Credi che anche settori con meno potenziale a livello di contenuti possano comunque utilizzare in maniera proficua i Social Network?

Non saprei... L’unica cosa della quale sono sicura è che servano delle capacità. Non sarei mai stata in grado di raggiungere certi numeri se non fossi stata aiutata da colleghi capaci e non mi fossi “applicata” seriamente.

Facebook, Youtube, Twitter, Web Radio e Blog: una presenza online molto articolata. Come gestisci questi spazi? Uniformità e coerenza o peculiarità comunicativa in ognuno dei canali a disposizione?

Questa è una bella domanda. Questa mia presenza articolata è molto in linea con la mia persona, purtroppo. Sono un’entusiasta e ogni volta che ho un’idea cerco di metterla in pratica. Il “purtroppo” è riferito al poco tempo a disposizione. Vorrei registrare più video, creare più ricette e più puntate radio ma non è semplice. Credo di avere una comunicazione piuttosto coerente e uniforme e questo perchè amo quello che faccio. Non penso troppo, sperimento.

Dall'online all'offline è un trend del momento: anche tu stai facendo questo passaggio interessante, passando ad eventi "fisici". Come pensi possa essere affrontato in maniera efficace questo passaggio? 

Non so bene cosa succederà a LaboratorioVeg, di sicuro continuerò a muovermi nel web per portare poi nel mondo "ficico" consulenze per ristoranti e locali, magari matrimoni e cucina a domicilio ma sopratutto corsi di cucina. Attualmente sto prendendo parte ad un progetto in cui curo la scelta di produttori biologici a Km 0. Vorrei anche scrivere un libro. Vedi...sono un’entusiasta, non mi fermerei mai!

Tutto quello che c'è da sapere sulle prossime iniziative di Samantha e del suo Laboratorio Veg (c'è il Vegan Fest 2011, con sorpresa radiofonica annessa, alle porte!) lo trovate qui...

Il sito di LabVeg
La pagina Facebook di LabVeg
Il canale YouTube di LabVeg
La Web Radio di LabVeg
LabVeg su Twitter


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martedì 19 aprile 2011

Quattro chiacchere sul Social Web...

"Ti andrebbe di fare un'intervista per il blog di Estrogeni?"

"Perchè no... Proviamoci!"

Ed è così che, da un'idea di Francesco Del Franco, uno dei talenti dell'agenzia di comunicazione romana Estrogeni, è venuta fuori davvero una bella chiaccherata. Un'occasione importante per riflettere sull'argomento Social Web, da un punto di vista "diverso"...

Si è partiti analizzando la frenesia del settore e l'ansia da profeti dei suoi "guru", per poi concentrarsi sul rapporto tra utente, strumenti e tecnologia. Abbiamo rovesciato le teorie di McLuhan, concentrando tutte le attenzioni sul valore dell'utente (altro che medium!), vera rivoluzione dell'Internet moderno. Abbiamo discusso di Google e delle differenze di impostazione sociologica tra gli strumenti di Search e i Social, completando una bella panoramica.

Se questi temi vi interessano, sul blog di Estrogeni potete leggere tutta l'intervista. Vi invito naturalmente a dire la vostra e a sviluppare la conversazione...

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lunedì 18 aprile 2011

#4sqdayITA: quest'anno c'ero anch'io! Il racconto di @cristinasimone

Oggi do spazio a Cristina Simone, che ci racconta com'è andato il Foursquare Day in Italia, celebrato sabato in quel di Bologna. Purtroppo non ho potuto esserci (speriamo la prossima volta...!) ma ringrazio Cristina per aver condiviso con me e con voi la bella giornata, a base di geolocalizzazione, gioco e divertimento (alla faccia di chi ancora distingue il mondo reale da quello digitale!).

Continuano le mie incursioni, oramai a quota 3, nel blog di Paolo, una di quelle tante persone che ho conosciuto in rete e, purtroppo, non ancora di persona! Ci contavo sul #4sqdayITA e poi? ... il suo tweet!


Io, però, al Foursquare Day ci sono stata! E con me altre centinaia di nerd/geek automuniti di smartphone e pronti a fare check-in in ogni angolo di Bologna! E così tra migliaia di tweets, centinaia di check-in e uno swarm badge sbloccato, abbiamo festeggiato il foursquare day italiano!

Ma un passo alla volta. Come sono andata io a Bologna? In car sharing, naturalmente! Da Milano con @Red_Milano, armata di Iphone e Ipad e dopo un paio di check-in lungo il viaggio sono arrivata sotto le Chiappe del Nettuno: e lì impossibile sbagliarsi!  Eh si, perchè dove si vedono più di 50 smanettoni tutti insiemi, sotto una fontana, che leggono QR code?

Così ho preso anch'io il mio bottino: 2 spillette di foursquare, adesivo per scrivere il mio nome, regolamento, percorso, mappa di Bologna e primo indizio per la caccia al tesoro ... e via alla scoperta della città!

Bologna: studi e studenti, questo era il mio percorso. Ad ogni tappa un check-in e un consiglio lasciato da Foursquare Day Italia, che una volta decifrato, portava al luogo successivo e così per 8 volte! I consigli erano degli indizi per proseguire e contenevano delle parole chiave che inserite in google portavano alla tappa succesiva del percorso, insomma una vera e propria caccia al tesoro per Bologna!


La giornata è proseguita poi con l'aperi-cena dei Mayor a cui purtroppo non ho partecipato, causa tutto esaurito quando ho prenotato il mio biglietto! .. Ma tanto non finisce mica qui?
Appuntamento al 2012 per il prossimo #4sqdayITA, in cui i miei obiettivi personali saranno (in ordine sparso):
  • accaparrarmi una T-shirt;
  • partecipare alla cena tra Mayor;
  • non barare con i check-in :);
  • avere un generatore portatile di energia per caricare il mio Iphone;
  • riuscire, nello stesso momento, a rispondere alle innumerevoli mentions su twitter, fare check-in su foursquare, e fare delle foto più decenti;
  • riuscire a conoscere di persona almeno tutti quelli con cui su twitter ci eravamo detti "Che bello, ci conosceremo!"
Non mi resta che dire: ESSERE SOCIAL fa davvero bene all'Italia! ... ed eventi come questo ne sono la prova!

P.S Grazie a tutto il team che ha organizzato alla perfezione il #4sqdayITA!
P.P.S Delle foto carine le trovate qui.

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domenica 17 aprile 2011

Un esame di coscienza...

Partendo da Report e passando per lo "strano (social) caso" Patrizia Pepe, è stata una settimana particolare per la blogosfera. Una settimana in cui nell'italico Social Web si è sentito tutto e il contrario di tutto.

Non sono qui per proporre minestre riscaldate. Se volete approfondire troverete, senza alcuna difficoltà, valanghe di post su entrambe le "querelle".

Ho deciso di non scrivere sulle due questioni: non tanto perchè non avessi una mia posizione (per la cronaca: un minestrone troppo eterogeneo e dall'impostazione non del tutto azzeccata, la trasmissione della Gabanelli; una gestione diciamo troppo "rude" di una crisi comunicativa esagerata, il caso Pepe) ma perchè ho preferito ascoltare. E riflettere.

Una serie di dubbi hanno cominciato ad insinuarsi nella mia mente, facendo vacillare la concezione "rose e fiori" di Web Sociale e scricchiolare posizioni da sempre difese con tenacia.

Poi un commento di Osvaldo Danzi  mi ha gettato definitivamente in una sorta di crisi d'identità da blogger.

Vi invito calorosamente a leggerlo...
Personalmente apprezzo molto questo modo di porre. Ma ho apprezzato anche lo stile “antipatico” ma molto personale dei post precedenti e la voglia di non piegarsi al “social a tutti i costi”.
La social media reputation, o la brand reputation o come tutti questi social esperti la vogliano chiamare ha delle regole, non c’è dubbio. Che alla fine riportano poi, alla cara, vecchia, buona educazione.
– non vi siete inventati nulla, la netiquette esiste dal 1996, almeno! Ma voi eravate troppo impegnati a farvi allattare! —
Spero che questa marcia indietro sia guidata da una reale convinzione e non da un conveniente piegarsi al “popolo dei blog” che in quest’ultima settimana ha dimostrato di essere più arcaico, convenzionale e conservatore delle peggiori lobby (#report). Una corrente che sta sposando a mente piatta (e non a mente aperta), in maniera fin troppo consortile, campagne facili (“il nobel per la pace” – un flop clamoroso! Le modelle anoressiche.. troppo facile! – certo, anche voi.. nel 2011 ancora con ste cazzo di modelle anoressiche, non è che vi vogliate poi così bene!! – il wifi per tutti – e poi tutti continuiamo a pagarlo – e la rete libera.).
Prestigio, egocentrismo e sèguito da branco.
Mi viene da pensare che sia più pericoloso un movimento di nubolosi esperti del web (questotuttoeilsuocontrario), parlatori agli ombelichi, che una modella anoressica..
(Osvaldo Danzi su Inside Patrizia Pepe)
Possibile che Osvaldo abbia ragione?

Noi, il "popolo dei blog" possiamo essere considerata davvero una lobby autoreferenziale, contraddistinta da meccanismi arcaici e conservatori, che cavalca l'onda dell'argomento della settimana, solo per specchiarsi, narcisa e "saputella", nel proprio ruscello?

Urge un esame di coscienza. Possibilmente collettivo.


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mercoledì 13 aprile 2011

Massimo 7, forse 10... (Facebook e ciò che gli resta da vivere!)

"Facebook ha i giorni contati. Ed è un pazzo chi punta sul futuro a lungo termine della geniale intuizione di Mark Zuckerberg, così come degli altri social network. Basti pensare a Myspace, che nel giro di un anno ha perso più del 70% del suo valore e dei suoi contatti".
"E' veramente assurdo che sia durata tutto questo tempo l'invenzione fortunosa di uno studente che si è ritirato dal college. In ogni caso, i social network avranno al massimo 7, forse 10 anni di vita ancora. Poi, com'è nell'ordine delle cose, saranno sostituiti da nuovi media e nuovi linguaggi, probabilmente da un'evoluzione dei personal blog".
(fonte RaiNews24)
Dichiarazione piuttosto impegnativa di Bruce Sterling, intervistato al FilmForum Festival di Gorizia.

Ma d'altronde il Père Lachaise internettiano non poteva restare sgombro per molto...


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martedì 12 aprile 2011

Le Creative Commons spiegate nella maniera più facile!


Le Creative Commons sono la risposta moderna al copyright e rappresentano uno dei fondamenti del Social Web, che deve molto del suo sviluppo al concetto di libera condivisione dei contenuti.

Il sito creativecommons.it le descrive sinteticamente come...
Le licenze Creative Commons offrono sei diverse articolazioni dei diritti d'autore per artisti, giornalisti, docenti, istituzioni e, in genere, creatori che desiderino condividere in maniera ampia"alcuni diritti riservati" le proprie opere secondo il modello"alcuni diritti riservati".

Tutte le licenze contengono 4 parametri fondamentali che determinano la diversa tipoogia di licenza.
  • Attribuzione. Chi condivide un determinato contenuto soggetto a questo parametro deve citare la fonte.
  • No opere derivate. Indica la possibilità di copiare, condividere e utilizzare il contenuto soggetto a questo parametro senza però poterlo assolutamente modificare.
  • Condividi allo stesso modo. Chi condivide un contenuto soggetto a questa licenza, lo deve condividere esattamente allo stesso modo (tutte le licenze comprese) dell'originale.
  • Non uso commerciale. Non sono consentiti usi commerciali dell'opera pubblicata con questa licenza.

L'immagine che vi propongo, creata da Shihaam Donnelly, spiega nella maniera più facile possibile questi 4 meccanismi e la formazione delle conseguenti 6 licenze Creative Commons (clicca sull'immagine per ingrandire):

Ma come faccio ad applicare una Creative Commons ad un contenuto (articolo, immagine, post, blog, ecc.) prodotto?

Facilissimo! Basta andare sul sito http://creativecommons.org/, scegliere la licenza che vogliamo applicare alla nostra "opera", rispondendo a delle semplici domande e successivamente "prelevare" il codice del bottone della licenza (disponibile in varie versioni) da "incollare" all'interno del proprio contenuto.

Per la cronaca, il mio blog è registrato con una licenza Attribuzione-Non opere derivate-Non Commerciale, come potete vedere nel footer.

Spero di esservi stato utile!


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venerdì 8 aprile 2011

Social Network e scuola: qualche numero!

In questi giorni mi sono domandato se il mondo dei social network e quello della didattica potessero coesistere in maniera efficace...

In cerca di opinioni e case history, mi sono rivolto anche al sempre effervescente gruppo degli Indigeni Digitali e devo dire che mi sono stati sottoposti alcuni progetti interessanti, proprio riguardo all'utilizzo delle "reti sociali" in ambito scolastico.


Sul tema vi consiglio pertanto di dare un'occhiata al recente utilizzo di Skype a scuola e all'esperimento ePals. Inoltre vi invito a fornirmi altri casi per confrontarci ulteriormente sull'argomento.

Intanto vi propongo una ricerca del team di CoursHero che, partendo dalla mia stessa domanda, propone un'interessantissima infografica sui numeri effettivi dei Social Network "a scuola", nel panorama statunitense...

Di sicuro interesse i dati relativi all'ambito universitario in cui svettano l'utilizzo di Facebook e YouTube. Qualche tempo fa mi sono occupato delle attività "social" di Harvard, che può benissimo essere additata come l' "Università dei Social Media". Davvero sorprendente!

C'è da dire che negli USA, rispetto all'Europa, la consapevolezza nei confronti dell'utilità dei Social Network è ad un livello notevolmente più elevato. Reputo comunque interessante proporre questo modello come ipotetico precursore di iniziative anche in Italia.

Che cosa ne pensate?


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mercoledì 6 aprile 2011

Social Network e didattica? Niente di impossibile!

Come possono coesistere, ed anzi trarre giovamento l'uno dall'altro, il (noiso) mondo della scuola ed i social media, spesso considerati il regno del fancazzismo più estremo?

Probabilmente con un uso consapevole, volto a migliorare l'appredimento degli allievi, sfruttando le innate qualità interattive e partecipative degli strumenti "social", qualcosa di buono può venire fuori.

Se siete scettici in merito, vi invito a leggere la presentazione di Caterina Policaro (Catepol, per chi bazzica il Web, non ha bisogno di presentazioni), professoressa di scuola superiore, nonchè illustre blogger del panorama nazionale che, in maniera lucida e sintetica, spiega come il connubio tra Social Network e didattica è tutt'altro che impossibile.



Caterina parte dal presupposto che sia impossibile negare il profondo cambiamento dei paradigmi comunicativi ed educativi, in concomitanza con l'evoluzione degli strumenti a disposizione. Strumenti che peraltro si diffondono in misura sempre maggiore tra gli adolescenti, che li maneggiano con eccezionale naturalezza.

Senza lasciarsi andare a facili entusiasmi e pianificando atentamente le strategie di utilizzo, valutando pro e contro, ecco quelle che possono essere indicate come le sfide della formazione...

Condivisione, partecipazione, interazione e collaborazione sono le chiavi; blog, wiki e social network, le armi di questa stimolante sfida.

Che ne dite?


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martedì 5 aprile 2011

Twitter e le Brand Page? Tu chiamala se vuoi... convergenza!

Mashable riporta rumors, secondo cui Twitter starebbe seriamente pensando a introdurre delle brand page, in stile Facebook, per la promozione dei profili aziendali.

In poche parole assisteremo alla distinzione tra utenti e aziende, attualmente non realmente distinguibili, con la conseguenza di dare ufficialità alle presenze online istituzionali dei vari brand.

Sarebbe un passo ulteriore verso ciò che, in numerose discussioni con Fabio Lalli, abbiamo chiamato convergenza dei Social Network. Ossia quella spinta evidente a proporre servizi uniformi, in barba alla diversificazione e alle nicchie...

La questione, secondo me, è profondamente relazionata con la necessità di fare cassa dei colossi Social. Monetizzare attraverso la, più o meno ampia, massa di utenti che li popola non sembra facile e la bacchetta magica del business model perfetto non esiste.

Più facile prendere spunti dagli altri e proporre modelli più omologati e famigliari agli utenti? O proseguire sulla propria strada dell'innovazione, dando importanza al proprio "zoccolo duro" di utenti, affezionato alle funzionalità originarie dell'applicazione?

La domanda è tutt'altro che banale. E la risposta... difficile da dare. Resta il fatto che ciò a cui assistiamo quotidianamente è un'evoluzione continua e frenetica degli strumenti, spesso accompagnata dalla perplessità degli utenti e da un valore aggiunto tutto da decifrare.

Dato per scontato che stiamo formulando ipotesi su un'eventualità e non su una certezza, mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate della "questione convergenza"...



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