martedì 28 giugno 2011

Google è di nuovo "social": ci sorprenderà?

Lanciata uffcialmente la fase "beta" del progetto Google +, il nuovo Social Network firmato Big G. Si sa che quando a Google si muovono, fanno sempre sul serio. Tuttavia i molti insuccessi in "salsa social" ci obbligano ad andare con i piedi di piombo. Non resta che aspettare. Riuscirà Google a sorprenderci?

Intanto vi consiglio questi due articoli che spiegano, in anteprima le caratteristiche che dovrebbero contraddistinguere il nuovo servizio:

A prima vista niente di innovativo, ma con un'azienda di questo calibro nulla si può dare per scontato.

Intanto, per non sapere ne leggere ne scrivere, a Mountain View hanno lanciato www.wdyl.com (what do you love!), una sorta di interfaccia unica con tutti i servizi, attivabili da una ricerca in tipico stile minimal googleiano...

Update: ecco il video ufficiale di Google+...



Update 2: per chi volesse provare la demo del servizio!


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lunedì 27 giugno 2011

Facebook e gli utenti "rinchiusi"...

Probabilmente non ricorderete che qualche tempo fa parlando di Facebook Marketing scrissi...
Dire oggi che Facebook non sia adatto a tutti ha sempre meno senso. A livello demografico gli utilizzatori del Web e quelli di Facebook coincidono. Anzi gli sviluppi dell'ultimo anno hanno portato Facebook a diventare un macro-contenitore chiuso, una sorta di piccolo Web. E il fatto che molti utenti trascorrino la propria "vita internettiana" pressochè esclusivamente dentro a questo contenitore non fa che confermare questa ipotesi.
Ebbene quella che era la sensazione (di non particolarmente difficile individuazione, lo ammetto!) che Facebook cercasse di "rinchiudere gli utenti al proprio interno", offrendogli un'esperienza completa, ora è supportata da dati. Guardare per credere...

fonte: All Things





A questo punto vorrei invitare i detrattori di Facebook e coloro i quali lo considerano sulla via del tramonto ad espormi le loro motivazioni.

A me il gigante blu continua ad apparire in splendida salute, tanto che per molti utenti è diventato adirittura sinonimo di Web.


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mercoledì 22 giugno 2011

Twitter, 1000 followers ed evangelization...

Pochi giorni fa ho tagliato uno "strano" traguardo: i 1000 followers su Twitter. E mi sono convinto che ciò meritasse almeno una riflessione (semiseria) da condividere con tutti voi che sopportate quotidianamente il mio opinare non richiesto su tutto ciò che è Social Web...

Sul popolare social network (e sul fatto che non sia forse più tanto appropriato chiamarlo così!) se ne sono dette di tutti i colori. Oramai l'uccellino che lo rappresenta "campeggia" felice sulla maggior parte dei siti internet e ultimamente non sembra disdegnare neppure le incursioni televisive.

Dal canto mio, posso dire che lo utilizzo molto, soprattutto per la condivisione e la ricerca di informazioni, post e link e per comunicare (nel vero senso della parola!) con quella ragnatela di contatti che da "digitali" diventano sempre più spesso reali e rappresentano una fonte inesaurbile di continuo confronto, dibattito e riflessione. Il tutto in quei 140 caratteri che sembrano pochi ma forse ci hanno costretto a rispolverare la curiosa arte della sintesi: un tweet... un concetto. Semplice.

Eppure Twitter non è semplice per niente. Si fa molta fatica, soprattutto all'inizio, a capirlo, ad utilizzarlo a renderlo utile. Poi si supera una certa soglia di consapevolezza e magicamente... voilà... un "come ho fatto a non capirlo prima!" folgora le menti.

E cominci ad usarlo freneticamente: eventi, corsi e seminari twittati in diretta, i propri contenuti commentati a centinaia di chilometri di distanza e così via diventi mago di tweet, retweet, mention e hashtag.

E un giorno arrivi a 1000 followers e ti dicono che, nel tuo piccolo, sei un "evangelist"... E tutto ciò ti fa sorridere perchè in fondo in fondo il petto un pò ti si gonfia ma ti ricordi anche di quando ti hanno detto che il numero di followers è una metrica quantitativa e che è la qualità che poi conta..

E poi scopri che la tua fidanzata illustratrice, che peraltro non ama particolarmente lo strumento ("non ci credo che leggi tutti gli articoli che segnali!")  e che probabilmente un account su Twitter non se lo aprirà mai, ti ha fatto un disegno, una sorta di regalo, lo apri e...


... back to reality!

p.s. siccome la mademoiselle è assai astuta (d'altronde il coltello dalla parte del manico ce l'hanno notoriamente Loro), sull'illustrazione ha messo anche le Creative Commons...
Liberi tutti di condividere ed utilizzare!


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lunedì 20 giugno 2011

Geolocal Marketing: presente e futuro in 4 risposte!

Oggi voglio rendervi partecipi di una richiesta fattami da Geraldina Scarascia, esperta di Geolocalizzazione e Social Web, che sta conducendo una tesi in marketing internazionale proprio sui Location Based Service.

Dopo aver dato il mio supporto al sondaggio sulla penetrazione delle tecnologie geolocalizzanti, che vi ho proposto qualche settimana fa , ho risposto con grande piacere ad una serie di domande che Geraldina mi ha proposto sul tema, che mi hanno stimolato alcune riflessioni che ho deciso di condividere con voi.

Di seguito riporto le 4 domande (e le 4 risposte che ho dato) invitandovi caldamente ad esprimere la vostra opinione in merito al presente e futuro del Geolocal Marketing...


1. Premesso che i social media hanno ormai un ruolo ben preciso nella strategia di marketing e nella costruzione delle relazioni azienda-clienti, in che modo i servizi basati sulla geolocalizzazione potrebbero avere un loro peso specifico in questo contesto e nel prossimo futuro?


Sicuramente la geolocalizzazione si basa su due elementi di base che possono assumere connotati  importantissimi per le aziende, in relazione soprattutto al rapporto con i propri clienti: la mobilità e il concetto di segnalazione volontaria della presenza geografica in un luogo fisico.
Ciò predispone per l'azienda un ambiente di utenti sempre raggiungibili e quindi sempre potenzialmente interessati a reagire agli stimoli sociali proposti dal brand. Non è poi da trascurare il fatto che tutte queste preziose informazioni possano essere applicate per far evolvere le strategie di Customer Relationship Management nella direzione dei bisogni reali dei clienti. In questo senso la Local Search assume una nuova importanza e il confine sempre più assotigliato tra vita reale e vita digitale può giovare in maniera definitiva ai business locali, che in precedenza potevano avere difficoltà ad aprirsi al Marketing Sociale con efficacia, non disponendo di risorse (budget e personale) all'altezza dei grandi marchi.


2. In che modo le aziende dovrebbero ripensare la loro strategia, per sfruttare al meglio le opportunità offerte da questi nuovi canali? Quali sono gli obiettivi che un brand, e in particolare un brand globale, può perseguire con il loro utilizzo?


Al momento è inutile negare che i check-in, soprattutto in Italia, siano pochi. Mi trovo spesso a dibattere nella blogosfera di LBS e a domandarmi se la geolocalizzazione non sia una sorta di hype percepito in maniera molto piu e vidente di quelle che sono le sue reali potenzialità. Io stesso non sono un grande utilizzatore di questa "tecnologia" nonostante la studi e ne intuisca le grandi possibilità. Credo che al momento attuale l'integrazione di strategie geolocal abbia principalmente una funzione di branding con possibilità da "earned media".
Mi spiego meglio: tutte le iniziative riuscite fatte fino ad oggi lo sono state per il "polverone" che hanno suscitato e quindi per la pubblicità gratuita che hanno portato a chi le ha organizzate piuttosto che per obiettivi di crm o sell out, che potrebbero decollare in un futuro prossimo.
Per il momento l'economia del check-in è ben distante da quella del like, anche in relazione ai luoghi fisici (come dimostrato dai dati su Fb Places pubblicati da Social Bakers, nei giorni scorsi).


3  Pensi che la diffusione di massa di smartphone e altri device mobili, che si prevede avvenire nei prossimi anni, possa influire sull’importanza strategica di questi canali/strumenti? in che misura?


Sicuramente la diffusione di massa degli smartphone rappresenta una "conditio sine qua non"
per il consoldarsi di strategie di geolocal marketing
. Il fatto che un utente possa geolocalizzarsi lo rende "vulnerabile" alle iniziative aziendali. Molto influiranno anche le tariffe dell'internet mobile, l'usabilità dei device e delle piattaforme (pensate a 4sq rispetto a gowalla!). Il resto la faranno la cultura, la formazione e l'educazione nell'abitare questi ambienti.


4. Quali caratteristiche dovrebbe avere, sulla base della tua esperienza, l’applicazione o il servizio capace di distinguersi efficacemente dagli altri e affermarsi come strumento di location based marketing globale? 


Questa è una domanda molto difficile. Credo si andrà verso la verticalizzazione definitiva dei servizi, delle applicazioni e delle piattaforme. Credo che ogni nicchia, a seconda delle abitudini ed attitudini di utilizzo dei LBS si potrà ritagliare il proprio spazio in un panorama che diventerà sempre più variegato. I compulsivi del "gaming" troveranno pane per i loro denti (non a questo è dovuto anche il successo di Foursquare?), così come chi andrà alla ricerca dell'ultimo Deal (occhio in questo senso a Groupon Now e Google Offers). D'altronde la direzione è già segnata: basti pensare a Instagram che sfrutta le potenzialità fotografiche dei nuovi device o FoodSpotting che unisce alle foto anche la passione culinaria degli utenti.


Ringrazio Geraldina per la sagacia delle domande e per avermi chiamato in causa, in qualità di esperto sul tema, in attesa magari di scrivere un bel libro a quattro mani!


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giovedì 16 giugno 2011

Tumblr: i segreti di un successo mondiale!

La notizia del giorno è che Wordpress non è più la piattaforma di blogging più usata al mondo. Il miracolo è riuscito a Tumblr che secondo le stime avrebbe raggiunto quasi quota 21 milioni di blog, superando proprio il più celebre dei rivali.

Premetto che non sono un utilizzatore della piattaforma che però guardo da qualche tempo con un certo interesse. Mi ero già fatto un'idea personale sul perchè di questi risultati strabilianti, ma ho deciso di chiedere direttamente ad un utilizzatore (il mitico Melkio, anche amico e collega!), davvero entusiasta dello strumento, di svelarmi  i segreti di questo successo mondiale.

D'altronde chi più di un utente entusiasta me li poteva rivelare... Ed io li condivido con voi...

  1. Tumblr è un ibrido tra una piattaforma di (micro)blogging ed un social network: ti permette di seguire facilmente i blogger che leggi (classico meccanismo di "follow")e di condividere e rilanciare in maniera molto immediata qualsiasi contenuto della community (testo, video, audio, immagini...).

  2. Tumblr ha un'impostazione grafica molto curata: ti mette a disposizione una miriade di temi dalla design accattivante, ma facilmente modificabili per chi "mastica" un minimo di html. Il design di fatto rappresenta il suo marchio di fabbrica ed è per questo che ha attratto molti creativi.

  3. Tumblr si integra alla perfezione con gli altri Social Network: in maniera automatica ti permette di collegare il blog a tutti gli altri account social (ottimo anche per i social plug-in!). Ci guadagna la propagazione dei contenuti.

  4. Tumblr ha una community effervescente: tantissimi sono i blog e di conseguenza i blogger che partecipano alla creazione di nuovi template e strumenti. Sono predisposti anche riconoscimenti per gli utenti più creativi.

  5. Tumblr ha una versione mobile ottima: provare per credere, i blog della piattaforma si possono consultare senza problemi da dispositivi portatili.

  6. Tumblr è semplice, usabile versatile ed elastico: questo il grande "più" dello strumento.


Come sapete, se mi seguite da qualche tempo, non sono il tipo di utente che è solito innamorarsi degli strumenti che utilizza. Non amo particolarmente quella tendenza da Don Chisciotte abbastanza tipica del nostro settore. Però devo ammettere che Tumblr mi sta proprio incuriosendo.

Ora chiedo a voi di dirmi che cosa ne pensate. Lo conoscete? Lo usate? Può essere eventualmente utilizzato anche in ambito aziendale?

Attendo le vostre riflessioni...


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mercoledì 15 giugno 2011

Pubblicità su Twitter: quanto costano promoted tweets e trends?

Qualche tempo fa vi ho proposto un articolo (con infografica annessa) sull'evoluzione del modello di advertising proposto nel corso del tempo da Twitter. Ebbene la pubblicità su Twitter mi ha sempre incuriosito e spesso mi sono chiesto quale fosse il costo di promoted tweets, trends e topics.

Facile immaginare si trattasse di un investimento molto cospicuo (non fosse altro che per il form di richiesta attivazione campagna non è neppure contemplata una spesa inferiore ai 5000 dollari al mese...) ma non sapevo fino a dove potesse spingersi esattamente questa cifra.

Ed ecco che ieri, grazie al blog di Max Cavazzini, sono venuto a conoscenza di alcuni dati salienti sul tema, su cui mi piacerebbe riflettere insieme a voi...

Si parla di ben 120.000 dollari al giorno per le "tendenze sponsorizzate" (che sarebbero quadruplicate di prezzo nel corso di un anno)! Discorso apparentemente diverso per i promoted tweets, sui cui lo stesso team di Twitter si esprime in questo modo:

I Tweet Sponsorizzati sono offerti sulla base di Cost-per-Engagement (CPE) per cui paghi solo quando un utente risponde, retwitta, clicca o aggiunge il Tweet Sponsorizzato ai suoi preferiti. Le visualizzazioni dei retweet generate da altri utenti sono gratis e possono aumentare di molto l'efficacia della tua campagna.
Per il momento la pubblicità su Twitter resta di fatto appannaggio dei big brand, e viene gestita attraverso accordi "personali" tra le aziende e il Social Network (tutt'altre modalità rispetto all'automatizzazione di Google Adwords e Facebook Ads).

Eppure c'è chi è pronto a scommettere sia in arrivo una proposta di advertsing per piccole e media aziende che potrebbe far lievitare il tesoretto di Twitter, consacrando ad un business model di stampo pubblicitario. 

Che cosa ne pensate? Avete risorse o case history relative ai costi e ai ricavi della pubblicità su Twitter? Proponetele e discutiamone insieme!

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martedì 14 giugno 2011

Giovani ricche donne asiatiche sposate...

Questo il profilo dell'utente medio di Groupon, a febbraio 2011, negli USA...


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lunedì 13 giugno 2011

Il segreto della Web Reputation aziendale?

Negli ultimi giorni mi è capitato di diffondere all'interno delle mie presenze online (Twitter e pagina Facebook, per chi volesse seguirmi) un'ottima infografica, creata da Enrico Bisetto (del team di Sestyle), che si concentra sui principali step di una strategia di personal branding di successo.

Ho analizzato con molta attenzione l'immagine ed ho trovato fin da subito che i passi strategici identificati potessero "calzare a pennello" non solo per un' "operazione" di branding personale ma anche per la Web Reputation di carattere aziendale.

Ecco l'infografica che vi invito ad esaminare con molta attenzione...


A mio parere si può tranquillamente "sostituire il corporate al personal" (senza quasi cambiare una virgola di tutto il resto) per ottenere un prezioso vademecum sulla Web Reputation aziendale.

E se il segreto per utilizzare con efficacia le tecnologie sociali, per iniziative di visibilità del marchio, fosse proprio quello di "trattare" l'azienda, in tutto e per tutto, come una persona?

Dite la vostra e discutiamone insieme...


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domenica 12 giugno 2011

Geolocalizzati che ti sorprendo! [case history]

Eccezionale iniziativa di KLM, compagnia aerea olandese, che ha deciso di sorprendere i propri clienti che si geolocalizzavano in attesa di prendere il proprio volo, con piccoli gesti di gentilezza.

E se i Social Media sono, ormai quasi universalmente, considerati un ottimo strumento di Customer Relationship Management, la case history KLM dimostra che si può andare oltre, offrendo ai propri clienti un'esperienza indimenticabile.

Vorrei sottolineare, passo per passo, la maestria dell'iniziativa che raccoglie in se tutti gli "ingredienti" più importanti di un Social Media Marketing di qualità:
  • sono partiti dal presupposto che gli aeroporti sono statisticamente i luoghi in cui ci si geolocalizza con maggiore frequenza (sia su Foursquare sia su Facebook Places);
  • hanno cercato di captare i propri clienti più "attivi" sui social (tweets e check-in), con un'ottima strategia di ascolto;
  • hanno consultato i profili (pubblici) degli utenti, per carpire le motivazioni dei viaggi, dimostrando di voler conoscere i propri clienti;
  • li hanno sorpresi trovandoli in aeroporto e regalando loro piccoli oggetti utili ai fini dei propri singoli viaggi;
  • hanno continuato a monitorare le persone coinvolte anche nei giorni seguenti il viaggio.

Ecco il video che testimonia l'esperimento assolutamente riuscito...

 

Davvero una case history da fissarsi bene in mente e da far riemergere ogni qual volta sorgano dubbi sul ROI derivato da iniziative di Marketing Sociale...

Che ne dite?

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sabato 11 giugno 2011

La risposta alla domanda che tutte le aziende si fanno...

Un video creato da Oracle che ho scovato sul sempre ottimo blog di Leonardo Bellini cerca di dare una risposta alla domanda che tutte le aziende si fanno da qualche tempo a questa parte...

Qual'è il ROI del Social Media Marketing e come lo si può calcolare?


La risposta è da ricercare sicuramente in due fattori:
  • le aziende che vogliono fare social media marketing devono comprendere che non lo si può approcciare con la mentalità che hanno utilizzato fino ad oggi per qualsiasi altra attività di marketing;

  • se calcolato con le metriche tradizionali esclusivamente "quantitative" il ROI del social media marketing risulta difficile da dimostrare. Nuove metriche "qualitative" sono adatte per rendere espliciti i reali vantaggi del suo utilizzo.



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martedì 7 giugno 2011

In Italia Places fa rima con... discoteca!

Curiosa "scoperta" di Vincenzo Cosenza, che spulciando i dati dei check-in italiani su Facebook Places (dati messi a disposizione da Social Bakers), si è si è reso conto che in Italia i luoghi dove ci si geolocalizza con più "piacere", associati a pagine Facebook, sono le discoteche!


Che i PR della "movida" abbiano capito, prima degli esperti di marketing delle aziende, le potenzialità della geolocalizzazione associata al socialweb?


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A Firenze venerdì si parla di Geomarketing!

Voglio segnalare, non solo agli addetti ai lavori ma anche a chi si interessa del tema geolocalizzazione poichè ha capito quali possano essere i reali vantaggi in chiave business, un'interessantissimo seminario dal titolo "Socialmedia e Geolocal per creare awareness e attirare consumatori instore", che si terrà venerdì 10 giugno a Firenze.

Sapete (soprattutto chi mi segue da tempo) che le possibilità sorte dal connubio geolocalizzazione - social web sono al centro dei miei interessi professionali, oltre che accademici (sto scrivendo una tesi e probabilmente un libro proprio sull'argomento!). Pertanto non potevo mancare a questa discussione che vedrà protagonisti esperti del calibro di Giorgio Soffiato di MarketingArena e Michela Simoncini di Comunica Te Stesso.


Fatemi sapere chi parteciperà all'evento!

Iscrizioni ed Informazioni


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mercoledì 1 giugno 2011

Francia: Twitter e Facebook non si possono citare alla TV!

Nonostante la parvenza di bufala da pesce d'Aprile (per istinto ho controllato il calendario appena letta la news...) sembra tutto vero!

In Francia il CSA (Conseil Supèrieur de l’Audiovisuel), autorità garante della libera concorrenza nel settore radiotelevisivo ha proibito alle TV e radio di citare Facebook e Twitter nei loro programmi, per invitare gli utenti a visitare qualsiasi pagina online all'interno dei Social Network...

Le due piattaforme sono state di fatto equiparate a prodotti qualunque e non sono pertanto sfuggite alla legge che controlla le "pubblicità clandestine".

Deve essere sfuggito a cotanti luminari la funzione dei Social Network nell'ambito dell'informazione e della diffusione dei contenuti...

Sbalorditivo! Che ne dite?

QUI il comunicato di CSA


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Con Storify ti racconto il seminario con Charlene Li!

E' un pò che avevo in mente di provare Storify, un'interessantissimo strumento di Social Curation, che permette di raccontare una storia aggregando in una pagina pubblicabile (con possibilità di embedding!) "pezzi" di contenuti (post, foto, video, tweet, ecc.) "estrpolati" dai maggiori Social Network.

Ebbene il seminario a cui ho partecipato oggi a Milano, in cui ho avuto l'onore di conoscere Charlene Li, mi ha fornito la giusta occasione!

Guardate il risultato e ditemi che cosa ne pensate... (della serie... due piccioni con una fava!)

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