venerdì 30 settembre 2011

(Social) Semanticamente... evidente!

Si sta parlando tantissimo del "nuovo Facebook" e dell'importanza sempre maggiore dell'Open Graph

Ciò che però non leggo/sento è che dietro al "Grafo Blu" ci sia una chiara idea di Web Semantico. Io non sono un guru della programmazione (anzi molti tecnicismi informatici mi risultano indigesti) eppure dando un'occhiata alle due immagini che vi propongo nelle prossime righe, qualche considerazione mi sorge spontanea...


Questa è una cosiddetta "tripla" di RDF, l'applicazione alla base del Web Semantico. Per dirla in termini tecnici...
L'unità base per rappresentare un'informazione in RDF è lo statement. Uno statement è una tripla del tipo Soggetto – Predicato – Oggetto, dove il soggetto è una risorsa, il predicato è una proprietà e l'oggetto è un valore. (via Wikipedia)
In termini meno tecnici sarebbe l'unità di base di ciò che permette la possibilità di scambio di informazioni tra programmi per computer, tramite una rappresentazione che anche questi ultimi siano in grado di utilizzare e, in un certo modo, di comprendere.

Ma andiamo oltre...


Questa è la rappresentazione di un nodo del nuovo grafo di Facebook, con l'evidente superamento del "like", l'unica "action" che era prevista fino ad ora e che con le nuove app rappresenterà solo una delle infinite possibilità di interazione di un "user" con un "object".

Siamo dinnanzi al primo vero tentativo di massificazione del Web Semantico? Possibile che sia proprio Facebook che, "zitto zitto", si faccia portatore di una tale evoluzione partendo da "presupposti" sociali (dal basso) e solo parzialmente imposti dall'alto, caratteristica delle ontologie semantiche.

Sono queste le basi per il Social Semantic Web?

Restando in tema Social-Semantic, vi voglio parlare di una ricerca partecipativa che conduco a "tempo perso" insieme a due compari (da vecchio esame universitario è sfociata in una pagina Facebook dedicata, con tanto di aggiornamenti e interazioni e un sito che ripristineremo al più presto). Mi piacerebbe coinvolgere chi fosse interessato all'argomento non solo ad intervenire in questo spazio, ma a candidarsi ad amministratore della pagina per aiutarci a non far morire un punto di raccolta collaborativo di idee.

Discutiamone nei commenti...


fonte immagine in alto: experiencematters.criticalmass.com



LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

mercoledì 28 settembre 2011

Sfogo di San Antonio...

Facebook non diventerà a pagamento. Nè domani nè (al 99,999999 %) mai!

Lo dicono in ordine sparso: il buon senso, fonti più auterevoli di questa, il suo business model, gli introiti del primo semestre 2011 e Facebook stesso.

Quando l'utente medio capirà che il modello del "tutto gratis" è una delle "genialate" più grandi mai inventate dall'uomo (soprattutto perchè di gratuito non c'è un bel niente!), la consapevolezza di tutto il settore internettiano aumenterà esponenzialmente e tutte queste leggende metropolitane cesseranno magicamente di esistere.

Bene... ora se condividete questo bello sfogo di San Antonio con tutti gli amici che avete al mondo (continenti extra-europei soprattutto) l'etichetta che avete sulla cassetta della posta diventerà color oro. E a quel punto riceverete via posta 1 centesimo per ogni amico di Facebook che avete. Ma attenzione lo dovete fare entro 66 secondi o al posto del classico "din-don" del vostro campanello vi troverete per sempre la melodia di "Anima Mia" dei Cugini di Campagna...

Buona fortuna...


LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

martedì 27 settembre 2011

Un logo per il tuo blog: l'iniziativa di LogoPro


Ogni giorno o quasi, blogger come il sottoscritto ricevono segnalazioni di eventi, campagne pubblicitarie e nascita di start-up: e spesso è difficile dare a tutti il contentino della citazione. Poi però ci sono iniziative interessanti, ben studiate e soprattutto coinvolgenti che si meritano ben più di una semplice citazione.

Quella messa in piedi da LogoPro mi sembra entri a pieno titolo nella seconda categoria.

Grazie al sempre attento Giorgio Soffiato di Marketing Arena, ho avuto il piacere di conoscere questa azienda specializzata proprio nella creazione di loghi, che ha deciso con astuzia di coinvolegere una serie di blogger (tra cui il sottoscritto) per offrire la realizzazione di uno stemma per il proprio blog.

Davvero interessante il sistema di ideazione "a step" che prevede il coinvolgimento diretto dell'utente tramite un questionario che faccia emergere la reale essenza di ciò che che effettivamente si vuole far trasparire nel logo. Completata questa fase "conoscitiva", i ragazzi di LogoPro mi hanno proposto varie opzioni e bozze grafiche diverse, sempre corredate da interessanti spiegazioni sulle scelte effettuate. Alla fine dopo una serie di discussioni (nonostante il tutto si sia effettuato a distanza ho sempre avuto l'impressione di essere seguito da vicino) siamo arrivati insieme alla definizione del logo finale, che rappresenterà non solo questo blog ma tutta l'attività professionale di consulente e formatore specializzato nel social web.

Non mi resta che fare i complimenti a LogoPro sia per la professionalità dimostrata sia per la lungimiranza dell'iniziativa di social media marketing di coinvolgimento dei blogger, ed augurargli "cento e più di questi loghi".

E invece tornando a noi, che cosa ne dite? Allora vi piace il mio nuovo logo (solo la prima di una serie di novità che non voglio svelare)? 


LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

lunedì 26 settembre 2011

Padella Vs brace

Davvero paradossale la diatriba che si è accesa tra Groupon, il più importante dei siti di couponing online e l'ordine dei medici italiani. Argomento di disputa le cosiddette prestazioni sanitarie low-cost, in offerta sul portale.

Imperdibile (fa quasi sorridere) l'altisonante "scambio di pareri"...

Così i medici si sono espressi riguardo a Groupon...

Promuove l'acquisto di prestazioni mediche e odontoiatriche a tariffe irrisorie, indiscutibilmente inferiori ai costi di produzione. Quindi è ingannevole perché non consente il controllo del rispetto della promessa e suscita allarme, non essendo sostenibile un'offerta a costo inferiore agli stessi fattori di produzione (da Corriere.it)
Così ha risposto ufficialmente Groupon...
E’ bene ricordare che, contrariamente all’Ordine dei Medici che tenta di difendere una categoria, limitando al suo interno la libera concorrenza dei suoi iscritti, Groupon veicola un messaggio innovativo e rivoluzionario, facendosi portatore dei diritti dei consumatori che sono liberi di informarsi, scegliere e decidere – a fronte di proposte chiare e trasparenti – dove rivolgersi per usufruire di servizi sanitari (da Corriere.it)

Che cosa ne pensate della vicenda?

Perchè i medici si sono scagliati contro il sito di offerte? D'altronde nessuno li ha obbligati a proporre degli sconti agli utenti... Sono forse in cerca di pubblicità? E dal canto suo non sta forse esagerando anche il caro Groupon che con pratiche commerciali spesso al limite si è talvolta rivelato, per le aziende che lo hanno utilizzato, uno strumento a doppio taglio?

Discutiamone...

E se vi sono sfuggiti gli articoli del blog su Groupon, date un'occhiata alla lista:

Groupon: un modello di business che funziona
Groupon: perchè non lo uso [guest post]
La prima legge del (in)successo di Groupon...
Groupon Now: mobile + geolocalizzazione = "killer app"?
Quel misterioso "trucco per aggirare Groupon"
Giovani ricche donne asiatiche sposate...


LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

domenica 25 settembre 2011

Questione di versatilità...

Per la serie "professioni del Web", c'è chi ha cercato di "fotografare" con un'infografica il mestiere del social media strategist, ovvero quella figura che si occupa proprio delle strategie di gestione, comunicazione e promozione strategica del brand nel social web.

Dando un'occhiata ai numeri, mi sembra indiscutibile che il segreto stia nella versatilità...


D'altronde quando devi passare dal networking all'analisi, dalla formazione delle risorse umane alla gestione di budget, dalla creazione di campagne al monitoraggio... un certo eclettismo si deve aggiungere un'indubbia preparazione e ad un costante aggiornamento.

A proposito, se avete bisogno di qualcosa di simile, fate un fischio... :-)

fonte immagine in alto: prudentino.blogspot.com


LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

venerdì 23 settembre 2011

Facebook Revolution: riflessioni e spunti

La frenesia che ha sempre contraddistinto i cambiamenti di Facebook, negli ultimi giorni si è addirittura amplificata fino al culmine massimo raggiunto con gli annunci del F8 di ieri.

Ebbene di vera rivoluzione si può parlare visto che sono state ampiamente modificate le dinamiche di base della piattaforma e profondamente ritoccati i profili, che poi sono ciò che interessa l'utente medio.

Visto che la produzione scritta sull'argomento è già molto ampia (a fine post trovate i link agli articoli, a mio parere, più significativi) mi limiterò a proporvi una serie di spunti personali e a chiedervi di riflettere insieme a me.

  • il nuovo Open Graph mi sembra il tentativo fino ad oggi più "di massa" di avvicinarsi ad una parvenza di Web Semantico ("social-semantico" per dirla meglio). Ed io che ho sempre pensato che sarebbe stato Google a volgarizzare questo aspetto così interessante e ancora incompleto del Web...
  • la miriade di discussioni, post, status e quant'altro di addetti ai lavori e non dimostra l'importanza incredibile che Facebook riveste nella vita di tutti noi. Banale? Forse si, ma merita di essere sottolineato.
  •  la paradossale equazione "Facebook = Web" è sempre più vera. Le nuove Social App e la multimedialità senza precedenti della piattaforma la rende un perfetto sistema chiuso e completo.
  • non si può negare. Zuckerberg ed il suo team sono bravi. Quando li credi in difficoltà loro stanno già progettando una nuova rivoluzione. Impressionanti a tal punto da essere sempre un passo davanti a tutti. Si può criticare Facebook finchè si vuole eppure...
  • Facebook non ha mai avuto una padronanza del real-time tipica di altri Social Network (Twitter su tutti). Ebbene in un colpo solo ora potrebbero diventare padroni del presente e del passato degli utenti. L'idea della Timeline, il nuovo profilo, non sarà innovativa ma sicuramente d'impatto e di probabile successo.
  • il concetto di condivisione, punto cardine del cosiddetto Web 2.0 raggiunge con Facebook la sua estremizzazione più incredibile. La "massificazione dello sharing" è totale, trasversale, e supera ogni possibile barriera spazio-temporale.
  • riguardo ai "competitor" posso dire che Google Plus ha davanti a sè un gap impossibile da colmare. Il progetto non è male, ma io fossi stato in Google mi sarei buttato in altre cose (mi ritorna in mente il mio pallino "semantico"). Si può addirittura arrivare a sostenere che il bersaglio di Facebook si stia spostando verso Apple. D'altronde tutta questa enfasi verso le App non può certo passare inosservata...
  • a livello aziendale, è ancora presto per valutare l'impatto incredibile che la Facebook revolution possa avere. Si è parlato poco delle pagine anche se l'evoluzione, anche di questo aspetto, è costante. Se fossi in voi terrei d'occhio le Social App e i loro sviluppi. E soprattutto mi munirei di un bravo sviluppatore e di qualcuno che lo possa indirizzare strategicamente (se volete io sono qui!) . Le possibilità sono infinite.

Se volete approfondire sui cambiamenti, ecco che cosa vi consiglio di leggere:

http://www.vincos.it/2011/09/22/facebook-tutte-le-novita-da-f8/
http://www.iltriso.it/2011-09-23-quella-cosa-li-che-tutti-chiamano-social-network.html
http://wearesocial.it/blog/2011/09/conferenza-f8-da-san-francisco-le-ultime-evoluzioni-di-facebook/
http://www.socialmediamarketing.it/facebook-timeline
http://www.fanpage.it/facebook-come-attivare-il-nuovo-profilo-e-prime-impressioni/
http://blog.estrogeni.net/riflessioni/ricordiamo-per-voi

Ed ora "a voi la palla". Che cosa mi dite di questa Facebook Revolution?


LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

giovedì 22 settembre 2011

Peggio di... Yahoo!

Dev'essere una sorta di "sindrome da Yahoo!" quella che attanaglia Bing, il motore di ricerca di Microsoft. Nonostante nel corso degli anni, a Microsoft, abbiano pensato (abbastanza strategicamente, direi) ad allearsi con Yahoo! stesso e addirittura con Facebook, il piatto continua a "piangere"...


Secondo CNN, il conto del principale competitor di Google nella Search sarebbe pesantemente "in rosso": Bing avrebbe registrato un passivo di oltre 5 miliardi di dollari, dal 2009 ad oggi; passivo che continuerebbe ad aumentare di circa 800 milioni a trimestre!

Nonostante la "scalata a Google" non stia registrando risultati per nulla negativi, il prezzo di questa sfida si sta facendo sentire per le casse di Microsoft.

Che ne dite? Il gioco varrà la candela?




LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

mercoledì 21 settembre 2011

Sei personaggi in cerca di... un blog

Sei personaggi in cerca d'autore è il dramma più famoso di Luigi Pirandello. E soprattutto è considerata la prima opera della trilogia del meta-teatro, ossia quelle opere che parlano del teatro stesso, usando artifici teatrali di rappresentazione (nel caso specifico i personaggi che cominciano il loro iter, in mezzo alla folla e lo sviluppano sul palco alla ricerca di un autore che voglia mettere in scena la loro storia).

Ma tutti i media moderni sembrano inclini a questa tendenza all'autoreferenzialità: chi non ricorda per esempio "The Truman show", il capolavoro di Peter Weir nel quale ci si sofferma (estemizzando al massimo) sulla natura stessa della televisione nel suo sviluppo più sorprendente (e paradossale) dell'epoca: i reality shows.

Ebbene il Web non risulta immune da questa tendenza a parlare di se stesso, ed alcune statistiche, scovate in questi giorni, che si focalizzano su blog, bloggers e fenomeni ad essi associati ce ne forniscono la dimostrazione...
Impressiona il numero di blog dedicati all'argomento "Technology/Internet Marketing", circa 1 su 7, ai quali se andiamo ad aggiungere quelli "personali", ma di argomento internettiano (questo che state leggendo ne è la prova!), il numero potrebbe essere anche più cospicuo.

Staccatissimi altri temi che reputavo molto più diffusi come il "travel" (3%) o le "news" (solo 2%).

A quanto pare, il più "meta" dei media è proprio il Web. Ad occhio (vi prego di correggermi se sbaglio), non credo che nell'intero panorama teatrale o televisivo si possano annoverare delle percentuali così elevevate di opere con argomento autoreferenziale.

Mi piacerebbe discutere con voi dei motivi. Che cosa ne pensate?


fonte immagine in alto: enricomariasalerno.it




LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

lunedì 19 settembre 2011

Il partito di Jack Sparrow...

A parte gli scherzi, mi sembra degno di nota il risultato del Piraten Partei, il "partito dei pirati", che nelle elezioni regionali tedesche ha racimolato quasi il 9% dei voti nell'area berlinese.

Il partito si oppone allo smantellamento dei diritti civili in telefonia ed Internet, in particolare la data retention presente anche in Italia, la censura di Internet (cosiddetta Zugangserschwerungsgesetz), monopoli artificiali e varie misure di sorveglianza dei cittadini.
Il partito è favorevole ad una maggiore trasparenza dell' apparato politico, al diritto civile ad un trattamento dei dati personali sicuro e controllabile, ad una riforma dei diritti d'autore, dell'educazione, dei brevetti genetici ed informatici e della società per i diritti di riproduzione meccanica e l'esibizione musicale.
In particolare il partito propone di implementare il sistema politico in open source e di provvedere a delle API per permettere ad ispezionare e controllare l'efficienza del governo con mezzi informatici alla mano dei cittadini. (Via Wikipedia)


LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

venerdì 16 settembre 2011

Scapoli e ammogliati...

Così, tra il serio ed il faceto come ogni tanto mi capita, volevo condividere con voi questa infografica dal titolo traducibile in "come Facebook incide su di te e le tue relazioni".

Tra le varie curiosità emerge il fatto che 7 utenti su 10, tra le varie informazioni che regalano a Mr Zuckerberg, inseriscono anche la "situazione sentimentale...

Date un'occhiata e ditemi quali altri dati curiosi individuate (cliccate sull'immagine per ingrandire)...



Fonte immagine in alto: vivienna.it




LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

giovedì 15 settembre 2011

Volare con... Google?

Prendo spesso l'aereo. Chi mi conosce sa quanto mi piaccia viaggiare e (strano ma vero!) ormai la maniera più economica per farlo è spesso proprio l'aereo.

E ogni tanto nei meandri dei motori di ricerca per voli riesco a fare dei "mezzi miracoli". Ricordo, per esempio due estati fa, che per viaggiare in giro per l'Europa (Italia-Danimarca-Spagna) riuscii nell'impresa di acquistare 5 voli ad un prezzo complessivo di meno di 100€...

Ora tutto ciò potrebbe risultare ancora più semplice dato che Google ha deciso di entrare (anche...) in questo segmento. A breve i nostri voli (già si può fare negli USA) potremmo prenotarli direttamente dal motore di ricerca sempre più universale...


Che ne dite? Userete Google (anche...) per prenotare i vostri voli?
E fino ad ora quale servizio avete utilizzato? Io, quasi sempre SkyScanner, che permette una bella ricerca se volete puntare al risparmio. Discutiamone nei commenti...


LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

martedì 13 settembre 2011

Siamo fatti così...

Siamo fatti così, o almeno è così che ci dipinge, in uno dei suoi ultimi post il buon Vincenzo Cosenza. Sto parlando dei blogger, anzi dei blog, anzi della blogosfera italiana.

Di questo sterminato universo, composto da molti più blog rispetto ai circa 2000 analizzati da Vincos (tra cui proprio questo che state leggendo) si può dire tutto e il contrario di tutto...

Il sottoscritto è stato spesso molto (auto)critico con alcune "strane" tendenze da finti paladini di non si sa che cosa, piuttosto che con alcuni atteggiamenti da lobby autoreferenziale, che di tanto in tanto emergono.

Eppure non si può negare che questo stesso universo sia fortemente permeato da due qualità che lo rendono degno di nota: fermento e talento.

Dimenticavo. Per chi se lo stesse chidedendo...

blogosfera (o, raramente[senza fonte], blogsfera) è un neologismo (calco dell'inglese blogosphere o blogsphere) che indica, nell'ambito di internet, l'insieme dei blog. I blog (o diari in rete) sono fortemente interconnessi: i bloggers (o blogghisti o blogonauti) leggono blog altrui, li linkano (creano dei collegamenti), e li citano nei propri post (messaggi). A causa di ciò i blog fra loro interconnessi hanno sviluppato una propria cultura. Si può notare una certa assonanza con il termine biosfera.


LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

lunedì 12 settembre 2011

Groupon: perchè non lo uso [guest post]

Parlo spesso di Groupon con l'obiettivo di scandagliare le dinamiche che lo hanno reso così popolare, focalizzandomi soprattutto sulle possibilità di sviluppo (o fallimento!) futuro. Oggi ho il piacere di condividere con tutti voi un post scritto per questo blog da Stefania Boleso, esperta professionista del settore marketing e comunicazione, che ci racconta la sua personale esperienza con il sito "principe del couponing".

Tutto nasce dalla lettura di un post relativo a Groupon su questo blog. Da lì uno scambio di e-mail con Paolo e la richiesta di scrivere un guest post...

Premessa: non sono una consumatrice qualsiasi. O, meglio, lo sono, ma oltre ad essere esigente per natura, lavoro nell’ambito del marketing e della comunicazione da quasi 15 anni. Quindi il mio occhio è particolarmente allenato e critico.

Ho provato Groupon quasi per caso, spinta dalla mia curiosità per tutto ciò che è nuovo (come ogni buon markettaro che si rispetti…) e devo dire che sono rimasta solo parzialmente soddisfatta.

E’ vero che hai la possibilità di provare cose che altrimenti non acquisteresti mai, perché un conto è spendere 30 euro per un bene ed un altro è spendere per lo stesso servizio 5 volte tanto…

Quindi per favorire il cosiddetto “trial” sulla carta è perfetto. Garantisce all’esercizio commerciale di farsi pubblicità e reclutare nuovi consumatori. Ma per trasformare il “conversion rate” in ”retention rate” occorre poi essere all’altezza. Altrimenti per il consumatore sarà solo un mordi e fuggi.

In altre parole, non è così automatico che i cosiddetti "affiliati" riescano ad incrementare il business: se il prodotto/servizio è buono, con grande probabilità il consumatore riacquisterà. Altrimenti non c'è Groupon o pubblicità che tenga...

Vi porto il mio esempio: ho acquistato un trattamento viso (sono pur sempre una donna…) che mi ha lasciata alquanto insoddisfatta, quindi sicuramente non tornerò mai in quel centro estetico.

E in questo caso Groupon non ha colpe: non può conoscere in anticipo la qualità dei servizi offerti, limitandosi a mettere in contatto offerta e domanda, a condizioni molto vantaggiose per quest’ultima.

Ma non basta. Per sopravvivere nel lungo periodo Groupon deve puntare tutto sulla qualità del servizio di intermediazione. E qui ho notato alcune crepe…

Il mio secondo acquisto è stato un pacchetto di tre massaggi, comprati a metà maggio, impossibile da prenotare fino ad oggi, perché il numero da contattare è sempre stato occupato (siamo quasi a metà settembre). Sicuramente in tanti abbiamo fatto lo stesso acquisto, però quattro mesi senza riuscire a
parlare con nessuno mi sembra decisamente eccessivo. So che il problema è del centro estetico, ma nella mia mente è Groupon a proporre un prodotto scadente, un centro estetico che non è neppure in grado di gestire un numero elevato di telefonate!

E allora ho chiesto indietro i soldi, prima via mail e poi telefonicamente. E, nonostante la velocità del web, l’assenza di code fisiche e tutti gli altri bei vantaggi che la rete garantisce, ho dovuto passare tre giorni a mandare e rimandare mail senza ottenere risposta, a cercare di parlare con qualcuno al numero verde dove
immancabilmente cadeva la linea prima che un operatore mi potesse assistere o senza che nessuno mi richiamasse nonostante i messaggi lasciati.

Finalmente dovrei aver risolto tutto, avere i soldi riaccreditati con la carta di credito e, credo, aver chiuso con Groupon. Non fa per me.

L'articolo è stato scritto per "Il blog di Paolo Ratto" da Stefania Boleso, ex direttore marketing di Red Bull, attualmente consulente e docente in ambito marketing e comunicazione. Stefania scrive su Subvertising, magazine online di marketing non convenzionale ed ha un blog dedicato alle tematiche feminili e alle questioni di genere, anche in ambito pubblicitario.


LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

venerdì 9 settembre 2011

Come generare traffico ad un sito [schema]

Condivido molto l'incipit all'articolo odierno di Davide Pozzi, aka Tagliaerbe...
Fino a quando non cambierà la logica secondo cui “più pagine fa il sito, più si guadagna con la pubblicità”, è chiaro che i webmaster cercheranno in tutti i modi di aumentare le pageview.
E' impossibile dimenticarsi che uno degli obiettivi principali (se non il principale!) di tutte le strategie di Web Marketing sia quello di generare traffico ad un sito internet.

Che sia per questioni di branding, di ecommerce o di pubblicità, e sebbene il panorama si sia complicato con l'esplosione dell'epoca dei social network e la diffusione dell'internet mobile, aumentare il numero dei visitatori alle proprie pagine è fondamentale per essere competitivi sul Web...

Eppure non esiste una formula magica per riuscire in questa sfida: il successo passa per un impegno quotidiano trasversale ed integrato che non può prescindere da un'accurata pianificazione dominata dall'equlibrio e dal buon senso (considerando risorse ed obiettivi).

Immaginate il traffico ad un sito internet come un muro da costruire, mattone per mattone. Ogni mattone corrisponde ad un'attività che può farvi avvicinare all'obiettivo, ma che da solo vale poco.

Ma quali sono questi mattoni?

Io ho provato a raccoglierli tutti (o quasi!) in questo schema:

Se vi piace sentitevi liberi di condividerlo. E non mancate di farmi sapere che cosa ne pensate!


LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

mercoledì 7 settembre 2011

Geolocalizzazione social: quel 4% che... è rimasto invariato!

A novembre 2010, commentando una ricerca di Pew scrissi...
Secondo le statistiche, solo il 4% di tutta la popolazione statunitense online utilizza (anche saltuariamente) "location-based service". Solo l' 1% in maniera assidua.
Secondo me questa percentuale è destinata a crescere, probabilmente in maniera vertiginosa, nei prossimi mesi. Il motivo? Facebook Places + Facebook Deals...
Ebbene a distanza di 10 mesi, una nuova ricerca di Pew dimostra che (almento per il momento) le mie previsioni erano sbagliate: per quanto riguarda la geolocalizzazione social (strumenti come Foursquare e Gowalla) la percentuale di utenti è rimasta invariata... al "solito" 4%.


Ma per quale motivo i miei pronostici non si sono avverati? Ecco una lista che dovrebbe farci interrogare sulle reali possibilità del geolocal marketing:
  • Deals non solo non ha "sfondato" ma è stato ridimensionato; il gran connubio che avevo immaginato con Facebook Places non ha prodotto molti risultati.
  • Le dinamiche basate sul gaming non attirano che una piccola fetta degli utenti;
  • Lo stesso Foursquare, unica applicazione che continua ad evolversi, è alla ricerca di un'identità definitiva che lo consacri globalmente;
  •  Le motivazioni di "tracciamento", egocentrismo, ostentazione, socialità, gioco e sconti non sembrano bastare per giustificare il check-in degli utenti.

Mi aiutate a compilare la lista e a comprendere quali siano le reali possibilità dei social network basati sulla geolocalizzazione?



LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

martedì 6 settembre 2011

Social Network e traffico (chi più chi meno...)

I social network generano traffico ai siti web. Su questo assioma c'è poco da discutere.

Ma quanto traffico? E soprattutto quale "piattaforma sociale" ne genera di più?

Interessantissimi i dati pubblicati da Net Market Share proprio riguardo alla specifica questione...

clicca sull'immagine per ingrandire


Non voglio far altro che riportare dati oggettivi e lasciare a voi ogni commento, anche perchè mi sembra che i numeri lascino poco spazio alla fantasia:
  • Facebook genera il triplo del traffico di YouTube, 11 volte quello di Twitter, 15 volte quello di LinkedIn e oltre 250 volte quello di Google +!
  • Facebook rappresenta il social network della fidelizzazione (quasi 3 pagine viste ogni visita, tasso di nuovi visitatori più basso corrispondente ad un bounce rate abbastanza basso).
  • YouTube è la piattaforma che porta il traffico più qualificato (quasi 3 pagine viste ogni visita, alto tasso di nuovi visitatori e bassissimo bounce rate).
Tralascio i dati su Google + perchè, a mio parere, il social project made in Mountain View, è ancora troppo giovane per essere giudicato.

E voi che ne dite di questi dati? Siete sorpresi oppure ve li aspettavate?

Per valutare altri dati estremamente interessanti vi invito a consultare il sito di Net Market Share.


Fonte immagine in alto: http://www.flickr.com/photos/tronics



LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

lunedì 5 settembre 2011

Facebook: età degli utenti in Italia

Sicuramente per alcuni di voi sarà banale, ma dal momento che una delle domande più ricorrenti dei clienti (professionisti o aziende), a cui propongo una strategia di social marketing che preveda l'utilizzo (anche) di Facebook, è "ma non è uno strumento usato solo dai ragazzini?", ho deciso di sottolineare con un bel post quale sia, al momento, la situazione relativa all'età degli utenti di Facebook in Italia.

Un articolo pubblicato proprio oggi da Vincenzo Cosenza mi "viene incontro" nel mostrarvi come stanno effettivamente le cose...


Tralasciando la decrescita minima che ha interessato lo strumento nell'ultimo mese, mi preme sottolineare il numero approssimativo (la fonte è la piattaforma pubblicitaria, che può anche non essere precisa al 100%) di utenti divisi per fasce di età.

Sapevate che la fascia 36-45 è più numerosa di quella dei "teenagers"?

Per maggiori informazioni ed ulteriori dati e statistiche vi invito a consultare direttamente l'Osservatorio Facebook di Vincos.


LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

sabato 3 settembre 2011

Quel misterioso "trucco per aggirare Groupon"...

A volte il Web (inteso come "sommatoria" delle azioni online di utenti e aziende) mi sorprende.

In questi giorni, come talvolta accade, mi sono occupato di Groupon, in quanto lo considero un fenomeno da tenere costantemente monitorato per la sua rilevanza nella vita quotidiana (online e offline) degli utenti.

Nella canonica ricerca che precede la pubblicazione di ogni contenuto, mi sono imbattutto in una serie di articoli (che a dirla tutta prendevano spunto praticamente tutti da un post pubblicato su Net1News) in cui si indicava un fatidico "trucco per aggirare Groupon", un metodo per "risparmiare il doppio".

Nonostante la pochezza del trucco in questione, anche piuttosto banale per chi conosce il modello di business di Groupon, non la devono aver presa benissimo nel più illustre dei siti di couponing online, dato che è scattato un celerissimo intervento di rimozione degli articoli relativi all'argomento.

E così non solo su Net1News, ma anche Leggo.it, Youreporter.it e Vip.it che avevano "rilanciato" la notizia, il misterioso trucco è sparito...

Le tracce di tutto ciò però restano inconfutabilemente sia su Google (provate a cercare "trucco risparmiare groupon" per esempio)...


... sia nell'accesa discussione sviluppatasi nella pagina Facebook di Leggo...


Sottolineando che non sta a me giudicare la regolarità o meno degli articoli, e di conseguenza la "giusta causa" o meno di chi ne ha richiesto la rimozione (che nel caso di contenuti diffamatori è più che sacrosanta), mi è sembrata comuque una vicenda degna di nota, su cui riflettere insieme.

Noto peraltro che nonostante il massiccio intervento di rimozione, il classico stile italico "me ne infischio di citare le fonti e copio spudoratamente l'articolo nel mio sito, blog, forum..." stia facendo in modo che il misterioso trucco compaia ancora qua e la nel Web, "ripreso" da ulteriori pagine "minori"...

Che ve ne pare di tutta la vicenda?


fonte immagine iniziale: www.flickr.com/photos/pabloh


LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

venerdì 2 settembre 2011

La prima legge del (in)successo di Groupon...

La consapevolezza di consumatori e aziende è inversamente proporzionale alle possibilità che il successo di Groupon continui.

Oppure, se volete...

Le possibilità che il successo di Groupon continui sono direttamente proporzionali al protrarsi dell'inconsapevolezza di consumatori e aziende.

C'è già chi si sta ingegnando per "porre rimedio"...

E mi sa tanto che non finisce qui...


UPDATE del 3/09, ore 11.00: tutti gli articoli fino a ieri reperibili online (Net1News, Leggo.it, Youreporter.it e Vip.it) sulla sorta di "trucco" per aggirare Groupon (che poi non è che ci voglia un ingegnere nucleare per capirlo!) sono stati rimossi.


LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

giovedì 1 settembre 2011

Una bella domanda...

Proprio una bella domanda quella a cui cerca di rispondere, senza disdegnare l'ironia, Guy Kawasaky con il suo "Social-Network Decision Tree"...

A parte gli scherzi, decidere quale social network utilizzare, che sia per divertimento o per lavoro, non è una scelta facile visto il variegato panorama del settore...

A livello personale (informarvi, connettervi agli amici o semplicemente divertirvi) vi consiglio di sbizzarrirvi fino a quando non trovate quello che state cercando: e non vi preoccupate se Twitter vi sembra inutile o la dinamica da check-in vi risulta ostica se non addirittura fastidiosa. Passate oltre, d'altronde il mondo è bello perchè è vario!

Per quanto riguarda il vostro business invece vi toccherà approfondire alcune variabili non trascurabili, in primis obiettivi, target e budget a disposizione, prima di valutare se e come buttarvi a capofitto nel "magico mondo del social media marketing"...

Se siete proprio tanto curiosi, finchè non mettete a punto una bella strategia (o non trovate qualcuno che lo faccia per voi...) vi posso invitare a leggere qualche riga che ho scritto non molto tempo fa...

fonte immagine iniziale: anatomiadiuninvestitore.blogspot.com


LEGGI TUTTO L'ARTICOLO E COMMENTA

Condividi

 
Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.