lunedì 19 novembre 2012

La Social Tv tra Ratings e Sentiment [guest post]

Sicuramente il tema Social TV è uno dei più caldi del momento ed anche in questo spazio si è discusso della strana "rinascita" della televisione grazie a dinamiche sorte sui social network, cercando di approfondire alcune delle tanto discusse pratiche da "doppio schermo".

Oggi ho deciso di approfondire la questione grazie all'intervento di Acrossnowhere, professionista del Web Marketing con cui ho spesso discusso sull'argomento, che ha scritto un interessantissimo guest post soffermandosi su concetti chiave come rating e sentiment e facendo emergere diversi spunti di riflessione sul fenomeno.

Nell'episodio pilota di Dawson's Creek, Joey diceva a Dawson:”Le cose cambiano, evolvono”.

In questo momento è sempre più evidente quanto avesse ragione Joey Potter*. Anche la televisione si sta evolvendo.

L'argomento Social Tv mi sta particolarmente a cuore, perché sono un'appassionata di serie televisive americane e controllare i numeri dei ratings e dello share è ormai un lavoro. Il sistema di rilevamento ascolti americano si chiama Nielsen Ratings ed è molto simile al nostro Auditel.

Ma facciamo un passo indietro.

Negli Stati Uniti, come in Italia, gli ascolti vengono determinati da famiglie campione, definite famiglie Nielsen. I dati che vengono trasmessi dal monitoraggio sono il numero di spettatori effettivi e il rating, che tiene conto dei telespettatori di età compresa tra i 18 e i 49 anni. Per i pubblicitari la fascia tra 18/49 è quella più importante, quindi uno show può essere cancellato anche se ha milioni di telespettatori, ma un rating basso.

Ma le cose cambiano, si evolvono.

Il sistema di rilevamento Nielsen è nato negli anni 20 ed era stato creato per la Radio. Negli anni 50 è stato adattato per la televisione e da allora questo sistema è rimasto più o meno lo stesso. Senza ombra di dubbio il Nielsen Ratings meriterebbe la pensione.

Negli anni 90, la NBC era la televisione che tutti guardavano: ogni settimana E.R. e Friends sfioravano soglie di 20 milioni di spettatori. Adesso la NBC naviga in cattive acque e l'unico telefilm che è riuscito a raggiungere i fasti di E.R. e Friends è NCSI della CBS, ma in generale gli ascolti hanno subito un calo e anche i telefilm più popolari non superano mai i 15 milioni di spettatori. Il motivo di questa diminuzione sta in una parola: streaming. E parlo di un tipo di streaming completamente legale.

Servizi come Hulu e Netflix permettono, con un abbonamento mensile del costo di 10 dollari (circa), di poter guardare centinaia di telefilm e di film quando si vuole e come si vuole (sul computer, sul tablet, sul cellulare, sulla televisione se questa ha una connessione ad internet).

Se Hulu e Netflix sono certamente i più conosciuti e utilizzati, bisogna ricordare che anche Amazon e Apple offrono dei servizi di streaming: niente servizi di abbonamento in questo caso, ma si può tranquillamente comprare e scaricare ciò che ci interessa di volta in volta.

Gli stessi network televisivi spesso mettono a disposizione le puntate dei loro show in streaming sul web e, all'inizio della nuova stagione televisiva, che va da Settembre a Maggio, erano moltissimi i telefilm che si potevano trovare in anteprima in streaming. Il canale più attivo in questo senso è “The Cw”, il canale che appartiene alla CBS e che è nato dall'unione della UPS e della WB. Guarda caso i telefilm della CW sono rivolti ad un pubblico formato per lo più di adolescenti.

Per recuperare i telespettatori persi nel mare dello streaming, i network hanno deciso di incoraggiare i fan a commentare in diretta e Twitter si è scoperto perfetto per lo scopo. Ogni programma televisivo ha un hashtag specifico che spesso appare in sovrimpressione durante la messa in onda. Il Live-Tweeting è particolarmente apprezzato durante i programmi in diretta, perché permette ai telespettatori di essere partecipanti.

I fan hanno il sentiment.

Gli ascolti si abbassano per colpa dello streaming, ma grazie ai social media c'è un altro dato importante che possiamo rilevare: il sentiment.

Il sentiment è fondamentale per due motivi:

  1. Possiamo sapere SUBITO cosa pensano i telespettatori e quindi regolarci di conseguenza;
  2. Un fan appassionato, che commenta con positività una puntata, è il miglior assets che una serie televisiva potrà avere, perché fa della pubblicità che non si può comprare, ma che sui social media è ormai indispensabile: la peer-raccomandation.

Essere attivi sui social network ormai è obbligatorio. Non solo tutti i maggiori network sono ovunque, da Facebook a Pinterest, ma lo sono anche i writers, i producers e gli attori e spesso, queste persone, interagiscono con i loro fan, creando un rapporto più speciale e un sentiment ancora più positivo.

Bisogna ricordare che i fan esistono da decenni e che sono sempre stati attivi. Si può dire che tutto è cominciato nel 1966, l'anno di inizio di Star Trek e che ci sono state, in passato, vere e proprie azioni di guerrilla marketing organizzate dagli stessi fan. Ma i social media hanno un peso del tutto nuovo.

Web-Series.

Ma quando si parla di Social TV si deve pensare a qualcosa di più ampio di sentiment e live-tweeting.

La Social TV per definizione è quella delle Web-Series. Immagino che tutti conosciate l'italianissima “Freaks”: ecco, se potete farmi un riassunto, perché io non l'ho vista.

Tra le varie web-series che ho avuto il piacere di guardare, ne cito due:“Anyone but me” e “Awkward Black Girl”.

"Anyone but me" è del 2008 ed è una delle prime web-series che ha avuto veramente successo e basta dare un'occhiata al sito ufficiale per rendersene conto: ci sono citazioni di recensioni entusiastiche, tutti i premi vinti dalla serie e ci sono diverse celebrità tra i fan, tra cui Zachary Quinto. La serie, oltre ad essere in libera visione su Youtube, è anche in streaming su Hulu e si può acquistare il cofanetto dvd con tutte le tre stagioni su Amazon.

"Awkward Black Girl" è una serie creata da Issa Rae che ne è anche la protagonista: la serie è basata sulla stessa vita di Issa che è una ragazza nera decisamente goffa. Inizialmente doveva essere solo qualche episodio, ma poi ha avuto successo inaspettato e Issa Rae ha chiesto ai suoi fans un aiuto monetario per continuare: le donazioni sono arrivate e Awkward Black Girl continua.

Queste due serie hanno qualcosa in comune. Issa Rea ha dichiarato, durante un'intervista televisiva, che ha creato Awkward Black Girl perché non si sentiva rappresentata dalla televisione generalista: non ci sono ragazze nere goffe come me in televisione, ha detto. Anyone but me è la storia di due ragazze che si amano e la cosa non scandalizza nessuno. Il web ha il potere di farci conoscere delle storie che non avrebbero mai trovato spazio in televisione. Il web celebra la diversità. E' forse la parte più bella della Social TV.

*Per inciso: Joey Potter ha detto una cosa furba in sei stagioni di telefilm

Acrossnowhere, che alcuni si ostinano a chiamare Elisa, si definisce una factotum del web-marketing e sarebbe perduta senza il suo dizionario di sinonimi e contrari. Essere nerd per lei non è uno stile di vita, ma una vera e propria vocazione. La sua arma preferita nei duelli è il sarcasmo.
Cercando AcrossNowhere su Google la potete trovare un po' ovunque, persino su Google Plus, ma lei preferisce rivelarsi sul suo blog www.acrossnowhere.net e su twitter dove risponde a @acrossnowhere

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