giovedì 29 marzo 2012

Google Places più Adwords? Si, no, forse... [guest post]

google places + adwords
Oggi è ospite del blog Anna Maria Toldo, giornalista e copywriter, con cui ho avuto il piacere di discutere negli ultimi giorni sulla possibile interazione diretta tra Google Places e Google Adwords, con l'obiettivo di rendere più semplice la vita promozionale delle piccole imprese locali.

Vediamo che cosa è emerso dall'approfondimento di Anna Maria...


Promozione a piccolo budget? E' la domanda di tutti...

Per chi possiede una piccola attività a carattere locale Google Adwords è sicuramente d'aiuto, così come Foursquare.

Le ricerche geolocalizzate, specialmente da dispositivo mobile, sono sempre più frequenti: provate a pensare quante volte avete cercato on-line un ristorante, un hotel, un negozio nella vostra città oppure nella meta delle vostre vacanze.

Ecco quindi che un annuncio in prima pagina su Google, mirato e low-cost, può fare la differenza!
Di annunci ne esistono di diversi tipi, ma io e Paolo ci siamo chiesti:  

conviene (e se sì, quando) linkare l'annuncio ad una scheda di Google Places?

Effettivamente in questo modo l'utente è molto agevolato, nel senso che da una query ottiene un bel link che rimanda direttamente alla scheda con tanto di mappa e numero di telefono. Fin qui tutto bene, se non fosse per le recensioni... nella scheda infatti chiunque può aggiungere il proprio commento e, si sa, un giudizio può essere sia positivo che negativo. Il rischio è quindi pagare un annuncio che rimanda l'utente ad una scheda che può includere giudizi poco lusinghieri (magari fake e scritti da un concorrente).

Conclusione: se dovete pagare per un annuncio, meglio far atterrare l'utente su una landing page ben fatta che includa, se è questo il vostro interesse, le indicazioni per farvi trovare.

Ma con questo non voglio demolire Google Places! È comunque un'opportunità interessante che può aiutarvi ad avere maggiore visibilità, ma mi raccomando, una volta creata la scheda tenetela monitorata! Volete un esempio delle brutte sorprese che potreste avere? Eccone uno perfetto: gustatevi (oltre alle recensioni fake) il commento “qualità NON da 4 stelle”!

P.S. Ringrazio Paolo per questo guest post e Stefano Bortuzzo per le preziose chicche nate dal suo corso di Google AdWords che mi hanno ispirato!


Anna Maria Toldo è...
Agente 008 con licenza di... scrivere. La mia professione è giornalismo, copywriting, digital pr. Guardo ancora il web 2.0 con gli occhi di una bambina, tra il curioso e il meravigliato, ma spero presto di crescere e diventare grande anche in questo!




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martedì 27 marzo 2012

Grazie, prego, scusi... (forse) tornerò!

g+ e i ringraziamenti
La strategia di "affiliazione", più o meno coatta, di utenti Google alla piattaforma G+, non deve portare grandi risultati, dal momento che a Big G, con l'obiettivo di incoraggiare l'interazione tra membri del social network sembra stiano testando la "funzione ringraziamento"

Se trovi un'informazione grazie al "consiglio" di un contatto presente nelle tue cerchie, vieni invitato da Google a ringraziarlo pubblicamente con un click.

Riusciranno ad aumentare il desolante dato della permanenza media sul sito con la tecnica del Grazie, prego, scusi... tornerà?


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lunedì 26 marzo 2012

Un blog da 110 e lode

geosocial apps
Geolocalizzazione e Web sociale: il caso Foursquare.

Una ricerca che parla di Social Web, costruita nel Social Web, con gli strumenti del Social Web.

Il risultato non poteva essere diverso.

tesi su foursquare
Grazie a tutti quelli che (più o meno consapevolmente) hanno partecipato con commenti, riflessioni, discussioni e (anche) critiche, attraverso questo (e altri) blog, la pagina Facebook e Twitter (tutti citati uno per uno nelle pagine della tesi).

Il Social Web è anche questo.

ps: se vi interessa l'argomento, vi consiglio di partire da QUI.


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sabato 24 marzo 2012

A scanso di equivoci...

A Pinterest devono essersi finalmente resi conto che la malcelata idea di riservarsi la possibilità di vendere i contenuti dei propri utenti non li avrebbe portati lontano. Alleluia.
Our original Terms stated that by posting content to Pinterest you grant Pinterest the right for to sell your content. Selling content was never our intention and we removed this from our updated Terms.



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Weeats, un social network molto appetitoso [guest post]

weeats social network
Oggi fanno il loro esordio sulle pagine di questo blog, i ragazzi di Volta Marketing (tra i più attivi nelle mie presenze social!) che sono rimasti colpiti da un social network un pò diverso, in linea con una delle tendenze più in voga del momento: la verticalizzazione social sulla cucina.
Apriamo il dibattito...


Girando per la rete abbiamo trovato un sito molto interessante per buongustai, cuochi e aspiranti tali.

Si chiama Weeats ed è un social network ideale, appunto, per gli amanti della buona cucina che desiderano creare, condividere e provare sempre nuove pietanze scoprendo nuove compagnie.

Si può partecipare a cene organizzate da altri utenti od organizzarle dando un valore al proprio menu in crediti riconvertibili in denaro (1 euro = 1 credito, sistema sfruttato molto anche in altri siti).

Gli ingredienti per un sito di successo ci sono tutti: iscrizione e funzionamento sono molto semplici e il tutto è condito da dinamiche social di condivisione di foto, commenti e feedback (le classiche stelline) che esprimono un giudizio non solo sulla qualità della cucina ma anche sui commensali!

Che dire? L’idea sembra ottima ma forse dovrà fare i conti con delle problematiche sociali: è diffusa la percezione che una cena fatta in casa costi molto meno di una al ristorante, quindi i prezzi (in crediti) proposti sul sito non saranno forse troppo alti?

E poi, gli Italiani sono veramente pronti a far entrare uno sconosciuto in casa? Molti siti di successo di scambio casa rispondono positivamente allo stesso interrogativo!

Voi che ne pensate?


Questo articolo è scritto da Volta Marketing & Comunicazione, gruppo di giovani consulenti di Marketing, specializzati in Web Marketing, Social Media Marketing e Gestione del Crm. Volta è presente su Facebook,Twitter e Pinterest dove si confronta con i propri utenti e gli esperti del settore.


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venerdì 23 marzo 2012

Quello dell'Hadopi...

sarkozy internet
Credo che le aspre parole di Nicolas Sarkozy, dopo la spaventosa tragedia di Tolosa, con tanto di accenno a ripercussioni penali per chi consulta in maniera abituale "alcuni siti", meritino una riflessione.

“Toute personne qui consultera de manière habituelle des sites Internet, qui font l’apologie du terrorisme ou qui appellent à la haine et à la violence, sera punie pénalement”.
Non che (la riflessione) sia facile.


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mercoledì 21 marzo 2012

Social engagement, formule e sorrisi...

Secondo Social Bakers (non proprio gli ultimi arrivati in fatto di Social Media Analysis) il tasso di social engagement su Facebook e Twitter si può calcolare attraverso due semplicissime formule...


A me lo cosa fa un pò sorridere.

Voi che dite?


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martedì 20 marzo 2012

Social Web in USA: ascoltando un blogger americano...

Giovedì ho annunciato la mia assenza dal Web per qualche giorno, giusto per il tempo di una rapida scappatella a Strasburgo, città che mi ha regalato 6 mesi di vita piena di emozioni e alcune piacevoli "conseguenze", tra cui una sfilza di amici sparsi per i quattro angoli del mondo, una bella padronanza dell'idioma transalpino e (non ditelo a nessuno!) una compagna.

Ebbene sono stato fuori dal Web per oltre due giorni (non è questa la notizia!) ma non sono riuscito a staccarmi completamente dalla mia passione/professione che è riaffiorata con prepotenza quando, durante il viaggio di ritorno nei pressi di Lucerna, ho caricato in macchina (mai sentito parlare di Car Pooling?) Cristopher, un blogger americano sbarcato in Europa da un paio di settimane con l'idea di passare un periodo di viaggio e "lavoro e distanza" nel vecchio continente.

Non potevo perdere l'occasione di riflettere, per alcune ore (il tempo del viaggio tra Lucerna e Milano in auto!), insieme ad un coetaneo a "stelle e strisce" che vive di web e poter quindi raccogliere informazioni dirette sul Social Web negli USA, mercato sicuramente diverso ma spesso precursore del nostro.

Di seguito riporto in maniera sparsa e sintetica ciò che è emerso nella nostra conversazione e che maggiormente mi ha colpito:
  • Foursquare negli USA va alla grande. Quasi tutte le attività locali propongono Special di ogni tipo per fidelizzare i clienti. L'affluenza al check-in è molto ampia e, secondo Cris, motivata più dagli sconti che da altre dinamiche (gaming, narcisismo, incotrare gli amici, ecc.).
    (Per la cronaca, quando gli ho spiegato che da noi c'è chi negli special regala la maglietta con sopra un pollo... ha riso di gusto!)
  • Groupon rulez! Il mio ospite mi ha spiegato che, nonostante tutto, Groupon continua ad andare a gonfie vele negli USA. Anche li la politica commerciale è molto aggressiva ma le aziende sembrano aver sviluppato maggiore consapevolezza anche dei difettti di questo tipo di strategia. Insomma, sebbene non fidelizzi più di tanto il cliente, fa comodo soprattutto avere una database rinfrescato da potenziali clienti. Mi ha poi confessato che invece Groupon Now non sta funzionando e se ne sente parlare poco. Anche lui, come il sottoscritto era convinto sfondasse e invece... nada.
  • Pinterest come il prezzemolo. Altro discorso che abbiamo affrontato è stato quello legato alla diffusione di Pinterest. Non solo tutti ne parlano, ma anche negli USA sembra proprio che tutti lo usino e lo stile della piattaforma (inteso come layout), secondo Cris, sta invadendo la maggior parte dei siti statunitensi.
  • Facebook? Altro che calo. Alla mia domanda riguardo ad un calo nell'utilizzo di Facebook nella fascia di età degli universitari (qualcosa che avevo letto da qualche parte, ma non ricordo esattamente dove) mi ha risposto con molta convinzione che il gigante blu è in grande salutee ben lontano dall'essere minimamente in calo.
  • E Google (Plus)? Vi dico la verità: in più di due ore di chiaccherata su Web (e in particolare ambito social) non è mai venuto fuori il nome di Google, figuriamoci di G+, neppure minimamente considerato da Christopher che invece, per esempio, ha fatto un breve accenno alle potenzialità in chiave digital PR di Twitter. Un caso?

    Che ne dite?


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    mercoledì 14 marzo 2012

    La democrazia di Groupon...

    Davvero pochi gli strumenti che hanno il potere di mettere d'accordo tra loro categorie professionali e lobby da sempre molto "difficili".

    Ebbene, Groupon ci riesce sempre alla grande.

    E dopo dentisti, medici, avvocati e architetti... è il turno dei giornalisti.


    Più democratico di così...




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    martedì 13 marzo 2012

    Twitter si compra Posterous!

    Lo abbiamo visto fare per tanti anni a Google. Da qualche tempo a questa parte lo stiamo vedendo fare anche a Facebook. Ma un colpo del genere, il "social network cinguettante" non l'aveva forse mai messo a segno.

    Twitter si è appena comprato Posterous, o quantomeno, il suo team e il suo know how.

    Come annunciano sia a Twitter, sia a Posterous, la popolarissima piattaforma di easy blogging (al contrario di Gowalla, a cui Facebook ha appena staccato la spina...) continuerà a sopravvivere.


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    lunedì 12 marzo 2012

    Costo della pubblicità su Facebook per settore

    Sappiamo tutti che entro breve la pubblicità su Facebook si evolverà in nuove forme, anche se (a quanto pare) i cosiddetti marketplace ads, gli annunci a cui siamo abituati, attivabili direttamente da tutti gli utenti (basta una carta di credito e un cellulare!) , resteranno al loro posto (spalla destra).

    Sul costo della pubblicità su Facebook, settore per settore (e anche sul paragone con i costi di Adwords!), mi sono già soffermato in precedenza.

    Oggi vi riporto nuovi dati, tratti da eMarketer che sembrano testimoniare un evolversi delle dinamiche pubblicitarie all'interno della piattaforma.


    Interessante incrociare il CPC (costo per click medio) con il CTR (tasso di click sull'annuncio in media) e ricavarne ulteriori dati...

    Che ne dite? Avete esperienze dirette che possono confermare o smentire le statistiche?



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    giovedì 8 marzo 2012

    Una timeline Fanta...stica

    Ho valutato la nascita delle nuove pagine Facebook per aziende come una tappa di innalzamento del livello del mercato "social".

    Ho cercato poi di mostrare quali siano le possibilità, in termini di storytelling, per quei brand che utilizzeranno consapevolmente la timeline.

    Credo che, per chiudere il cerchio, non ci sia niente di meglio di un esempio pratico di chi già sta provando a proporre qualcosa di molto elaborato, che vada oltre alla "semplice" memoria storica dell'azienda. Qualcosa di... "fantastico".

    Sto parlando della nuova pagina Facebook di Fanta, in cui l'idea dello storytelling legato alle tappe storiche della celebre bevanda si lega alla creazione e presentazione di una serie di nuove mascotte da cercare, trovare e "riportare alla luce", proprio all'interno della timeline. Non mancano evidenti richiami a dinamiche di gaming, in una caccia al tesoro temporale a colpi di like, con tanto di indizi ed immagini ad effetto.

    Consiglio poi a tutti coloro che vogliono approfondire le prospettive di non perdere la presentazione di Ogilvy (che propongo qui di seguito) e che riporta tutti gli spunti salienti su questa importante rivoluzione nella maniera di creare engagement per le aziende.



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    lunedì 5 marzo 2012

    Facebook Timeline e storytelling al passato

    Si è discusso a lungo delle nuove pagine Facebook, soprattutto in relazione ai vistosi cambiamenti grafici e alla impronosticabile rivoluzione nelle dinamiche di engagement (in questo senso la sparizione della welcome tab è una "bella botta").

    Oggi però voglio soffermarmi sulla possibilità delle timeline ("diario" in Italia) di raccontare eventi correlati temporalmente al passato, opzione che potrebbe avere dei riflessi molto importanti sulle modalita di creazione e distribuzione dello storytelling, strategia chiave nella ricerca della viralità e nel processo di fidelizzazione tra utente e marca.

    Timeline Vs Wall (ovvero diario contro bacheca).
    In molti avranno notato che la timeline (già il nome dice molto) rispetto al wall mantiene sempre in bella vista il riferimento temporale (anno e mese sempre visibili sulla destra!). Ciò, associato alla possibilità di dare differenti priorità ai contenuti postati, consente alle marche di dare dei punti di riferimento precisi ai navigatori che altrimenti si perderebbero nel flusso dei contenuti pubblicati, condivisi e commentati. Interessante notare che la possibilità di fornire una "memoria storica" alla pagina rappresenta praticamente un'esclusiva di Facebook (correggetemi se sbaglio!) tra i social network di massa. Pensate solo alla difficoltà di reperire vecchi tweet o alla continua "cascata" di immagini che si trova dinnanzi l'utente avanzato di Pinterest.

    Il passato, la culla dello storytelling.
    E se la possibilità di inserire contenuti anche prima della propria iscrizione a Facebook, con l'obiettivo di completare il proprio diario, ha fatto storcere il naso ai più quando è stata introdotta nei profili personali, la stessa opzione per le pagine aziendali rischia di diventare un'eccezionale fonte di storytelling. Che cosa c'è di più gradevole nell'immaginario collettivo delle persone (fin da bambini... ma d'altronde sul paragone tra bambino e cliente potremmo scrivere libri e libri di sociologia spicciola!) di racconti su eventi del passato? Se si fornisce poi al racconto la possibilità di intrecciarsi saldamente alla storia reale (o fantastica, perchè no!) della marca, eventi e contenuti del passato possono essere "riciclati" e riacquistare valore fino a diventare la base per iniziative del presente e del futuro.

    C'è chi è già avanti.
    Lo stimolo a scrivere questo post me l'hanno dato quelli che posso considerare i precursori di questo tipo di iniziative (che scommetto non tarderanno a massificarsi!). Date un'occhiata all'elaboratissima operazione della pagina del New York Times che ha compilato la propria timeline, tappa per tappa, anno per anno, fin dal 1851 anno di nascita del giornale. Oppure provate ad analizzare la pagina di Citroen Italia, che con un analogo intervento ha fissato indelebilmente nel suo diario tutta la storia della celebre casa automobilistica francese. E naturalmente poteva mancare il "re della comunicazione social" Mr Obama, che ha trasformato la sua pagina in una sorta di curriculum dettagliato di tutta la sua vita (in questo senso mi vengono in mente varie opportunità di personal branding...!)

    Facebook ci ha preso di nuovo?
    E se alla fine Zuckerberg e soci ci avessero azzeccato di nuovo? Il dubbio che la timeline non sia per niente uno strumento freddo, anacronostico e un pò limitativo per le community, come mi era parso all'inizio, si sta insinuando tra i miei pensieri. Ed il fatto che il diario sia forse applicabile in maniera più incisiva a pagine aziendali piuttosto che personali non fa altro che farmi ulteriormente riflettere sulla genialità del gigante blu e di chi lo sta facendo evolvere (e non è la prima volta).

    Voi che dite?


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    giovedì 1 marzo 2012

    Nuove Pagine Facebook: la fine del "fai da te"?

    Da ieri non si parla d'altro. Quasi tutta la blogosfera mondiale (e l'Italia non è da meno) è totalmente focalizzata su qualsiasi tipo di analisi delle nuove pagine Facebook.

    Non voglio dilungarmi sulle funzionalità della "timeline per brand" già raccontate in largo e in lungo da colleghi ben più illustri del sottoscritto, quanto invece soffermarmi su alcune riflessioni che le nuove pagine (unite agli altre novità che hanno "condito" la fin troppo frizzante giornata di ieri) mi hanno suscitato.

    Ho voluto testare con mano (qui il risultato!) prima di esprimermi direttamente, ma la sensazione maggiore che sto provando, in queste ultime ore, è che probabilmente siamo giunti al capolinea del così tanto diffuso (e dequalificante, permettetemelo!) "fai da te" su Facebook.

    Perchè dico questo? Provate e seguirmi e... vediamo se alla fine dell'articolo condividerete i miei sentori...

    La componente grafica della pagina assume maggiore importanza. Il "bannerone" (cover in gergo facebookiano) che sovrasta ogni pagina, unita alle icone delle varie app/tab, al logo e alle pagine delle singole tab che si sono allargate (di circa 300 pixel) rendono indispensabile una (almeno!) buona competenza nei confronti dell'editing di immagini. Il fatto che nella cover non si possa spingere "commercialmente" e la sparizione della welcome page costringeranno probabilmente le aziende ad affidarsi a professionisti della grafica. Insomma... senza (ma anche con...) advertising te la giochi con il banner. E quindi lo devi curare nel dettaglio. 

    Le applicazioni sono sempre più importanti... Largo ai Developers. Con la sparizione delle welcome page ed il maggiore spazio fisico assegnato alle singole pagine tab, le applicazioni diventano ancora più importanti. Se già da gennaio, l'unico limite sembrava essere la fantasia... Ora la fantasia ha confini ancora più grandi. E se gli sviluppatori in Facebook stavano già bene... figuriamoci ora.

    Community manager o architetti dell'informazione? La timeline per i brand impone una riflessione anche sulla gestione delle community ma soprattutto sui contenuti da offrire alle community. Le possibilità di sottolineare alcune informazioni a discapito di altre all'interno del flusso temporale (in varie modalità!) impone la creazione di una strategia di disposizione dei contenuti oltre che di redazione degli stessi. Da non sottovalutare poi anche la componente di "manutenzione dell'informazione" e di attenzione all'utente dal momento che la funzionalità dei messaggi privati verso le pagine aumenta sensibilimente anche la (potenziale perchè è una funzione disattivabile) mole di lavoro di customer support

    A questo triangolo (almeno ideale, d'altronde conosciamo l'esistenza e l'importanza di figure "ibride" soprattutto in un mercato ancora poco maturo come quello italiano) composto da grafico, sviluppatore e community manager sembra mancare tuttavia una guida strategica.

    Teniamo presente che la sparizione della welcome page (che reputo sempre più strategica, man mano che avanzo nell'analisi!) e le restrizioni commerciali che investono la cover, costringeranno i brand ad insistere in misura ancora maggiore sulla piattaforma di advertising, unica soluzione per far atterrare gli utenti direttamente su landing page (app tab) dedicate ed aumentare pertanto le conversioni.

    In questo senso anche il profondo rinnovamento (ancora non chiaro al 100%) che interesserà a breve Facebook Ads e Sponsored Stories (con una riduzione della solita strategia da banner display e un deciso spostamento verso il social advertising "mimetico") costringerà ad affidarsi a professionisti anche per quanto riguarda la pubblicità, oltre che per la supervisione del progetto e il coordinamento delle risorse umane, materiali e temporali.

    Insomma mi sembra che la vita per "quelli che si arrangiano" si faccia davvero difficile per ottenere risultati interessanti lato business. Ciò mi stimola una duplice e (bipolare se volete) conclusione:

    Vedo in maniera positiva che l'asticella dell'utilizzo professionale di Facebook si alzi costringendo le aziende ad affidarsi a veri professionisti del settore, innalzando la consapevolezza di un mercato ancora troppo facilmente assimilabile al far west. Tuttavia mi pongo alcuni interrogativi sulle possibilità delle piccole aziende nei confronti delle risorse (in termini economici e di personale) per poter gestire iniziative che diventano sempre più complesse. Non vorrei che questa specializzazione scoraggiasse i "piccoli" dall'investire per lasciarci un Facebook troppo simile alla televisione e quindi invaso totalmente ed esclusivamente da grandi brand. Credo che su questo ci sarà da riflettere.

    Non mi stupirei inoltre se nelle prossime settimane venissero fuori nuove proposte sulla modalità di gestione delle presenze social, che oggi, a seconda delle web agency, dei professionisti e delle aziende coinvolte, prevede diverse possibilità che vanno dall'esternalizzazione del servizio, alla cogestione più o meno seguita direttamente fino all'internalizzazione totale dopo un periodo di formazione. E anche qui ci sarà da riflettere.


    Se avete voglia di condividere la vostra opinione mi piacerebbe discutere di queste problematiche insieme...


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