giovedì 31 maggio 2012

Pagine Facebook: ad ognuno il suo ruolo!

Stamattina mente "smanettavo" su una delle pagine Facebook che gestisco a livello strategico...


Si, proprio quello che vedete. Facebook ha (finalmente mi viene da dire) introdotto dei diversi livelli di amministrazione per la gestione delle pagine.

La piramide dei ruoli, vistosamente gerarchica, è così composta:

Manager. Can manage admin roles, send messages and create posts as the Page, create ads, and view insights.

Content Creator. Can edit the Page, send messages and create posts as the Page, create ads, and view insights.

Moderator. Can respond to and delete comments on the Page, send messages as the Page, create ads, and view insights.

Advertiser. Can create ads and view insights.

Insight Analyst. Can view insights.


Un bel passo avanti verso una gestione altamente professionale delle pagine, che si avvicinano sempre di più (almeno a livello di potenzialità) a veri e propri portali web anche nella "conduzione" del contenuto e nella diversificazione dei ruoli dei professionisti coinvolti.

Che ne dite?


Update: ne stiamo discutendo anche qui.



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mercoledì 30 maggio 2012

Social Web: la consapevolezza aumenta (fidatevi!)

Il fatto di essere invitato a tenere un seminario sul Social Web nel quadro di un progetto "istituzionale" (creato dalla felice accoppiata locale camera di commercio più consorzio universitario), non può che rendermi felice.

Il fatto di avere l'opportunità di farlo in un piccolo centro di una regione spesso tacciata di "analfabetismo digitale" mi rende ancora più orgoglioso.

Forse i sentori personali di qualche tempo fa sull'aumento della consapevolezza nei confronti del web sociale non erano poi così infondati....

E poi la Sardegna è sempre la Sardegna.


ps: per chi fosse nei paraggi, appuntamento a venerdì, ore 9.30 a Oristano.




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martedì 29 maggio 2012

Twitter e le dinamiche di following

"Perché si segue un utente su Twitter?"

Questa è probabilmente una di quelle domande chiave che, se avete avuto a che fare con il "social network cinguettante", magari a livello più o meno "professionale", vi siete posti (o che forse avreste dovuto?!?)...

Per sviscerare nella maniera più limpida ed efficace possibile quali siano effettivamente le dinamiche che incidano maggiormente nella scelta degli utenti da seguire su Twitter ho deciso di rivolgermi direttamente alla community di lettori di questo blog (attraverso la pagina facebook dedicata), invitandoli a rispondermi ad una semplice domanda:

Dando un singolo valore ad ogni opzione da 1 a 5, quanto contano per voi, nel seguire un utente su Twitter, le seguenti "voci":

A. I suoi "numeri" (follower/following)

B. La BIO

C. L'immagine del profilo

D. I primi tweet che si possono leggere.



Molto interessanti i risultati di questo post-sondaggio (nessun valore statistico, è giusto ribadirlo!) da cui è emersa questa scala di valori medi (grazie a Michaela Matichecchia per l'aiuto nei calcoli!):

A. i numeri: 2,7
B. la BIO: 4,5
C. l'immagine del profilo: 2
D. i primi tweet: 4,2

Quasi tutti quelli che hanno dato il loro parere (24 con il sottoscritto!) hanno assegnato grandissima importanza ai 140 caratteri della BIO e ai primi tweet che si possono facilmente curiosare. Direi che le due scelte sono fortemente collegate e dipendono dalle peculiarità della piattaforma che concede all'utente una presentazione sempre molto visibile e soprattutto sintetica. Rispetto alle "info" di Facebook (sia pagina sia profilo) la lunghezza e la posizione ne favoriscono sicuramente la consultazione. Purtroppo (o per fortuna) però spesso la presentazione non basta, ed ecco li emergere l'importanza dei "primi tweet". Insomma su Twitter si è soprattutto quello che si pubblica oltre a quello che si dichiara di essere. E questo è sicuramente un plus.

Conta più la sostanza che l'apparenza: se Facebook si contraddistingue ormai per la predominanza delle immagini (la nuova timeline ne è l'esempio più lampante) che, secondo le statistiche, portano il maggior numero di interazioni, su Twitter il contenuto riveste un'importanza primaria, nettamente maggiore non solo degli "allegati" multimediali ai post, ma anche delle stesse immagini di profilo (da evitare comunque l'uovo!) e addirittura (e questo è meno banale) dei "numeri" dell'utente, rappresentati dal rapporto follower/following e dal numero di cinguettii effettuati. Niente male, sopratutto in ottica "consapevolezza verso metriche qualitative"...

E non è tutto. Doveroso porre l'attenzione su altri due parametri che sono emersi dalla discussione e che non erano stati inclusi nelle possibili scelte: l'indirizzo internet (non obbligatorio ma sempre consigliabile!) aggiunto al profilo per consentire un immediato approfondimento e il "da chi è seguito", che indica chiaramente l'importanza della fiducia tra le variabili della scelta.

E voi che ne dite? C'è altro da aggiungere?


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mercoledì 23 maggio 2012

Cosa devi sapere sugli "influenzer" (3)

Giunge al terzo episodio la nostra Social Web Comics Series dedicata allo strano (e spesso incompreso) mondo degli #influenzers.

Dopo esserci concentrati sulla bizzarra maniera di presentarsi a vicenda e dopo aver insistito sulle evidenti manie di onnipresenza (o forse dovrei dire onninfluenza!), ecco che oggi ci possiamo focalizzare, grazie alla nostra stimatissima disegnatrice di fiducia, su una delle fissazioni che stanno mettendo più a dura prova gli "influenzers"...


Non siete convinti? Fatevi un giretto su Instagram o se proprio volete esagerare su... Foodspotting!

Al prossimo mercoledì... e tenente d'occhio anche Pinterest che la vostra Social Web Comics Series di fiducia è anche li!


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martedì 22 maggio 2012

E poi il maestro mette tutti a tacere...

Si è discusso di nuovo, tanto e forse anche troppo di un classicissimo del social media marketing: l'acquisto di fans/followers con conseguente taroccamento dei numeri delle "pagine sociali" di chi farebbe uso di tal pratica.

Anche qui se n'è già parlato, soprattutto in tre occasioni:

Credo che la vicenda possa essere tranquillamente chiusa, anche a questo giro senza scalpore, ma con tantissima saggezza prestando molta (ma molta!) attenzione alle parole del maestro GB Artieri:
I social network non sono la televisione. Ci sembra così evidente quando contrapponiamo orizzontalità a verticalità, partecipazione a pubblico, il dire all’ascoltare. Eppure quando pensiamo a misurarne l’efficacia od il successo cadiamo nella mitologia della quantità. La stessa che ha segnato il nostro sguardo sul successo dei media di massa lungo il novecento. Ci chiediamo qual è l’audience di una pagina Facebook, chi sono i lettori di un profilo Twitter, gli spettatori di un video su YouTube. O meglio: ce lo chiediamo per misurare poi l’efficacia di una pagina su Facebook di un brand misurandone i like o di una celebrity che è tale perché ha su Twitter molti follower e così via... 

Mi chiedo quando riusciremo finalmente a liberare la mente dalle dinamiche quantitative figlie del triangolo pubblicitario (televisivo) "impression - profilazione - interruzione".

D'altronde...
l’operazione che prima di tutto dobbiamo fare è culturale: capire il valore qualitativo della quantità e trovare modi efficaci di analizzarlo e raccontarlo. 
G.B. Artieri da "I social network non sono la televisione"

Io sottoscrivo. E voi?


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lunedì 21 maggio 2012

Alleluia (sub iudice)

Sembra che finalmente a Facebook abbiano capito l'importanza  di colmare una delle più grandi lacune della piattaforma utilizzata in mobilità (soprattutto da chi fa il "nostro" mestiere): la gestione delle fanpage.

"Alleluia!", esclamerà chiunque di voi (il sottoscritto si!) abbia mai tentato di amministrare pagine "aziendali" direttamente da smartphone. Purtroppo però questo facebook pages manager non solo non è ancora disponibile dalle nostre parti, ma non c'è ombra del corrispettivo per Android...

In attesa di capire se gioiranno solo i "supporter della mela", mi limito ad invitare Zuckerberg &co a dare, se possibile, una rinfrescatina alla app mobile ufficiale dal momento che tende a bloccarsi una volta su due che viene usata.

E' forse giunto il momento di mettere in pratica quanto "imparato" a suon di miliardi di dollari?


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venerdì 18 maggio 2012

(Social) Punti di vista...

D'accordo, tutti lo abbiamo letto, riletto e compreso...

General Motors ha deciso (più o meno ufficialmente) di eliminare completamente l'investimento in pubblicità su Facebook (che nel 2011 si aggirava sui 10 milioni di dollari), perché le campagne di social advertising impostate strategicamente all'interno della piattaforma non hanno portato risultati.



A molti però (parlo sopratuttto di giornalisti in cerca di titoloni pre quotazione in borsa di Facebook) è sfuggita la pronta e molto diretta risposta (questa si, ufficiale!) di Ford, che ha invece dichiarato di credere (e non poco) nella pubblicità all'interno di Facebook, tanto da aumentare gli investimenti.


(Social) Punti di vista, insomma...


fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/mohanraj/830470/


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giovedì 17 maggio 2012

Social Media: ripartiamo dall' ABC... [intervista]

Oggi è stata pubblicata, sull'ottimo blog Nowmedia, un'intervista, in cui Riccardo Scarascia, il "padrone di casa", ha cercato di sviscerare in maniera simpatica e sintetica (rigorosi i 140 caratteri a risposta!) le mie opinioni riguardo a internet, al social web e ai vari social network, in una sintesi davvero ben calibrata tra "lato personale e lato professionale".

Qui ho deciso di condividere solo queste poche battute, in cui mi sono divertito a delineare i 4 social network più conosciuti al mondo...


Ringrazio Riccardo per la disponibilità dimostrata e perché rimane uno dei primi blogger che ho conosciuto "face to face" (uno IAB di qualche annetto fa!) e con cui continuo a restare in contatto con enorme piacere.



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mercoledì 16 maggio 2012

Cosa devi sapere sugli "influenzer" (2)

Dopo il bel esordio di mercoledì scorso, ecco il secondo episodio della saga a fumetti dedicata agli "influenzer" del social web...

Se nella prima illustrazione ci si focalizzava sulle particolari dinamiche di presentazione tra due influenzer... ecco che oggi la "nostra" Lucile Zahnd si è concentrata sull' always on, ovvero l'essere sempre online, concetto che invade la vita di ogni buon influenzer (e purtroppo di chi lo/la circonda!)!

Ricordatevi la regola numero 2: "per un influenzer ogni momento è buono per influenzare!"

clicca sull'immagine per ingradirla


Buon divertimento e... a mercoledì prossimo!


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martedì 15 maggio 2012

Cosa sa un social media marketer?

Martina Ercoli, in un recente guest post sul Tagliablog utilizza queste esatte parole per descrivere le competenze professionali che dovrebbe avere un social media marketer...

1. il social media marketer ha ottime capacità di scrittura, padroneggiando registri linguistici differenti e tutti in modo impeccabile, in questo modo potrà comunicare a target differenti e a tutti in modo efficace. È, a tutti gli effetti, un copywriter; 
2. ha una cultura generale molto vasta sia umanistica che economica che gli permette di interfacciarsi con diversi tipi di interlocutori in modo adeguato, scegliendo toni e contenuti proficui per il successo della comunicazione; 
3. ha una conoscenza del web approfondita, ne conosce i meccanismi, le dinamiche e l’estrema flessibilità, per questo è continuamente aggiornato sulle ultime novità e le strategie di engagement sui social network; 
4. ha una buona conoscenza dei più comuni software informatici, ma anche una conoscenza discreta del linguaggio html; 
5. ha un’ottima conoscenza del marketing tradizionale.

Dal momento che il social media marketer è ormai abbastanza connotato dal punto di vista del "che cosa fa", ma meno da quello del "che cosa sa", mi è sembrato interessante riproporre questa lista ben definita di quelle che potrebbero essere le effettive specifiche della professione.

Forse è giunta l'ora di dare un po' di sostanza ai roboanti titoloni di cui ci si fregia su LinkedIn?

Mi piacerebbe aprire il dibattito sulla "questione competenze" e sapere che cosa ne pensate.


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sabato 12 maggio 2012

Come non usare Twitter

A chi ancora pensa che Twitter sia uno strumento di spamming, dove mettere in pratica strategie più o meno evidenti di "marketing della preghiera" ...


... consiglio di ripartire dall'inizio.

Defollowato/a.



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giovedì 10 maggio 2012

LinkedIn, nani, pagliacci e ballerine

Se vi siete fatti ultimamente un giro su LinkedIn, avrete quasi sicuramente notato l'incredibile proliferare di titoli professionali alquanto bizzarri, di cui si fregiano gli utenti iscritti.

Forse però non vi siete goduti appieno la fantasia di qualche iscritto e di qualche blogger che si è dedicato alla ricerca dei 10 mestieri più strampalati...

Dando un'occhiata alla lista direi che la missione può dirsi assolutamente compiuta:
Digital Overlord
Creator of Happiness
Retail Jedi
Wizard of Light Bulb Moments
Dream Alchemist
Chief Chatter
Change Magician
Accounting Ninja
Chief Biscuit Dunker
Direct Mail Demi-God

E io che convivo ancora con l'incubo di spiegare a mia madre che faccio il social media specialist...


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mercoledì 9 maggio 2012

Cosa devi sapere sugli "influenzer"...

Se pensavate che la nuova cover "fumettata" della pagina Facebook di questo blog fosse solo un episodio casuale, forse vi dovreste ricredere...

Come preannunciato su Facebook, parte oggi una nuova rubrica settimanale (andrà "in onda" ogni mercoledì, per qualche settimana!), che vedrà la bella e brava (sono spudoratamente di parte!) illustratrice transalpina Lucile Zahnd confrontarsi con il mondo degli influencersattraverso una serie di "acrobazie illustrative".

Ma chi sono questi influenzer (per dirla in maniera un pò più scenografica!)???

Sono i blogger ed i professionisti che, per passione e per lavoro, vivono in maniera più assidua la blogosfera dominando i più svariati social network e "influenzando orde e orde" di fan, followers, pinners e... chi più ne ha più ne metta... (concedetemi l'esagerazione!)

L'idea, concepita a 4 occhi, ma (sia chiaro!) messa in pratica da una sola mano (non la mia!) ha lo scopo, leggero e sempre nobile, di sdrammatizzare e prendere un po' in giro quelli che come il sottoscritto "vivono di social web", proprio quelli che hanno un'evidente dipendenza da Twitter o da Instagram o da qualche altro social network... (le vostre compagne o i vostri compagni vedrete che saranno d'accordissimo!)

D'altronde converrete probabilmente con me che sia giusto sottolineare come questo settore non sia fatto di guru, maghi e santoni ma (qualche volta!) di professionisti con grande passione verso il proprio lavoro e costante dedizione all'aggiornamento (che "qui" se ti fermi un attimo, sei già indietro!)...

Ma... bando alle ciance e godetevi la prima cosa che dovete sapere sugli #influenzer (e soprattutto fatelo vedere a fidanzati e fidanzate!)

clicca sull'immagine per ingrandirla!

A mercoledì prossimo!

ps: il termine "influenzer" lo abbiamo preso in prestito per qualche settimana dal blog della "social prezzemolina" Cristina Simone!


UPDATE: la serie si è ritagliata un suo spazio dedicato su Pinterest. Guarda tutti gli episodi a questo link http://pinterest.com/paoloratto/cosa-devi-sapere-sugli-influenzer/


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martedì 8 maggio 2012

Jobberone: analisi di un'iniziativa di "blogger engagement"

Se siete in qualche modo coinvolti con il settore della Web Communication in Italia, probabilmente nel weekend appena trascorso vi sarete imbattuti, più o meno consapevolmente nella presentazione di Jobberone (la produzione di contenuto dall'evento è stata elevatissima soprattutto su strumenti come Twitter e Instagram!).

Il social network tutto italiano (rigorosamente bresciano!) si pone l'ambiziosissimo proposito di diventare un punto di riferimento nell'incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro, soprattutto per categorie professionali non direttamente coinvolte con il web (e nel posizionamento sta la grande differenza dal più celebre dei competitor, il gigante LinkedIn).

Dal momento che, fior fior di professionisti quali Tommaso Sorchiotti, Donato Carriero, Andrea Contino e Riccardo Bigi hanno già ampiamente sviscerato funzionamento, obiettivi e particolarità della piattaforma (e anche della nuova app) non voglio tediarvi ulteriormente ed essere ridondante.

Mi voglio invece limitare a qualche considerazione sulla strategia di lancio del progetto, che ha previsto il coinvolgimento di un bel numero (una ventina) tra blogger e professionisti italiani del settore.

Perché poteva non funzionare?

Perché poteva non essere la prima volta che un'azienda decideva di coinvolgere direttamente la blogosfera a scopo promozionale, utilizzando la cara vecchia formula del...

diversivo dell'evento + bombardamento di informazioni unidirezionali + preghiera di scriverci sopra qualche riga


... sempre soggetta a critiche e rovesci della medaglia.


Perché gli invitati costituivano un aggregato abbastanza poco prevedibile e non è così automatico che se offri una notte gratuita in albergo ad un blogger sei sicuro che scriverà di te (soprattutto se la tua piattaforma e il tuo approccio si dimostrano una schifezza!).

Perché il ritorno sull'investimento di un'iniziativa di questo tipo poteva non valere un dispendio di risorse tali da permettere agli invitati (+ accompagnatori!) di condurre una due giorni "senza esclusione di colpi" dal punto di vista delle qualità del servizio delle strutture e delle possibilità ricreative.


Perché ha funzionato?

Perché gli invitati sono stati messi completamente a loro agio con un'attenzione quasi maniacale per il dettaglio, senza mai essere minimamente "aggrediti" dal team della startup, sempre presente, mai invadente e per nulla assillato dal dover approfittare del momento per farsi pubblicità (a tal punto che un interessante alone di mistero ha circondato le prime fasi dell'evento!

Perché la comunicazione non è mai stata uniderezionale e il team di Jobberone non solo ha avuto il merito di invitare "menti brillanti", ma soprattutto di starle ad ascoltarle (cosa davvero poco scontata), dimostrandosi disposto a mettersi in gioco e invitando tutti i presenti a fare lo stesso. In questo senso, la sessione di brainstorming a gruppi (ampiamente documentato negli articoli proposti in precedenza) è stato un vero colpo di genio anche in chiave promozione futura.


Perché la scelta specifica (molto ben curata direi) degli invitati ha (non credo per caso) mescolato professionisti che già si conoscevano personalmente con altri che hanno finalmente avuto la possibilità di "dare un volto ed una voce" a contatti e-pistolari solo professionali

Perché gli accompagnatori degli invitati (i cosiddetti "+1", per utilizzare un simpatico acronimo caro a Domitilla Ferrari), hanno dato un tocco di eterogeneità ad un ambiente altrimenti troppo "monotematico", arricchendo le discussioni e fornendo un contributo decisivo nelle dinamiche di gruppo.

Perché i fondatori e finanziatori della start-up (Patrick e Oliver Mayr, per la cronaca) sono operanti nel settore turistico da tre generazioni e sicuramente non hanno nulla da imparare sul come si trattano gli ospiti. Il fatto che abbiano utilizzato naturalmente le proprie strutture (Grand Hotel Fasano, su tutte) con grande trasparenza gli ha permesso di "unire due piccioni con una fava": recensioni positive e autorevoli per l'ottima qualità dell'hotel (e quasi tutti conosciamo lo spauracchio Tripadvisor per il settore!) e costo "ridotto" per l'evento.

E Jobberone?

Prima dell'evento avevo manifestato alcune perplessità, riguardanti soprattutto l'ipotetico business model, il valore aggiunto rispetto ai competitor, e le criticità legate alla situazione italiana.

Per quanto riguarda il business, il modello di annunci di domanda e offerta professionale totalmente gratuita con previsioni di guadagno (solo) dalla pubblicità, attraverso una profilazione estremamente capillare su segmenti difficilmente raggiungibili da altre forme di advertising online (soprattutto B2B piccole e medie imprese) non mi convince del tutto.

Tuttavia è giusto dire che la solidità dei fondatori ed il fatto che la start-up non sia contraddistinta da un opprimente bisogno di guadagnare a tutti i costi fin da subito, potrebbero costituire un valore aggiunto nel consentirne uno sviluppo a lungo termine.

Altro punto che mi premeva valutare  riguardava il valore aggiunto rispetto alle tante piattaforme più o meno analoghe in circolazione. Da questo punto di vista Jobberone sembra poter ritagliarsi il suo spazio in un segmento "nuovo" del mercato del lavoro, figlio della situazione economica attuale: quello del secondo lavoro, del lavoro stagionale, del lavoro della massacritica, agli antipodi della community dirigenziale che domina LinkedIn.



E qui le criticità stanno nel grado di consapevolezza di questo target specifico nei confronti delle possibilità del Web e nelle capacità del social network di proporre delle modalità di costruzione di una community pronta ad interagire con meccanismi di mutua assistenza in un settore difficile, ben lontano dall'enterteinment del "like".


Trovo poi interessante che ci sia oggi in Italia (e qui veniamo alla terza criticità), chi si approccia al mondo dell'innovazione in maniera costruttiva, investendo capitali con obiettivi ambiziosi a lungo termine. Diciamo che non sarà più l'epoca dei "miracoli in garage" ma si tratta comunque di una strada che (onesta opinione personale) andrebbe percorsa con più assiduità e convinzione dall'imprenditoria nazionale. Ma qui mi fermo perché non ho le competenze per andare oltre.



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lunedì 7 maggio 2012

Chi corre e chi... insegue

Mentre a Google, in preda a quell'affanno tipico di chi insegue, continuano ad incappare in errori strategici piuttosto grossolani non sentendosi evidentemente a proprio agio con le dinamiche democratizzanti del social web (dopo le strategie di iscrizione massiccia coatta e interazione forzata, ecco arrivare l'imposizione del "+1" al rating dei video di YouTube che ha suscitato non poche polemiche)...

... A Facebook, dove potrebbero essere in ansia per la costruzione di un motore di ricerca, invece continuano a potenziare con astuzia l'Open Graph rendendo ancora più incredibile la lista delle possibilità legate a timeline e applicazioni.
Ora Facebook ha introdotto una nuova funzionalità che permette di interagire con queste applicazioni direttamente dal news feed, senza uscire da Facebook stesso: gli Action Links permettono agli sviluppatori di inserire dei link personalizzati che richiamino una determinata azione, permettendo alle persone di interagire subito con ciò che viene condiviso, a prescindere che il contenuto si trovi nel news feed, nella Timeline di una pagina o di un profilo, o nel ticker – grazie al frictionless sharing. via Luca Della Dora
Chi corre e chi... insegue. Appunto.


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venerdì 4 maggio 2012

Un weekend con Jobberone...

Domani e domenica (5-6 maggio) sarò ospite del team di Jobberone nella pittoresca cornice di Gardone Riviera (BS), per la presentazione ufficiale del social network, tutto rigorosamente made in Italy, che si propone come innovatore dell'incontro tra domanda e offerta lavorativa.

Credo che sia estremamente interessante capire come intendono differenziarsi dal resto delle molteplici piattaforme di questo tipo e valutarne il posizionamento sul mercato (che sembra essere diverso dalle piattaforme di outsourcing valutate in precedenza sul blog).

Può essere molto stimolante anche valutare le problematiche che una start-up italiana, legata completamente al (Social) Web, si sta trovando ad affrontare nella burrascosa situazione nostrana.

Altro motivo di interesse personale riguarderà sicuramente il business model del social network anche per capire se può rappresentare in qualche modo una novità rispetto ai paradigmi ormai consolidati che vanno raramente al di là di pubblicità, affiliazione e servizi premium.

Si preannuncia una due giorni interessante, anche per la presenza di professionisti del settore di grande spessore e per la splendida location sulle sponde del Lago di Garda.

Se avete qualche domanda, dubbio o perplessità o volete sapere qualche cosa di specifico riguardo al progetto, scrivetelo nei commenti e non mancherò di chiedere direttamente al team di Jobberone.

Se poi siete nei paraggi e volete farvi una chiaccherata con il sottoscritto, benvolentieri!

UPDATE: ho appena scoperto che "saranno della partita" (tra gli altri) anche Cristina Simone (più volte ospite di questo blog!), Simone CinelliLuca Della Dora, Nadia Plasti e Stefano Leotta. Finalmente riuscirò a dare un volto e una voce a persone con cui intrattengo un rapporto quotidiano basato sul confronto (cosa che solo pochi giorni fa mi sono ripromesso di fare!). Diciamo che la cosa si fa molto molto interessante!


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giovedì 3 maggio 2012

Calcolare il social media marketing...

Qualcheduno di voi conoscerà la mia idiosincrasia nei confronti delle formule matematiche applicate al social media marketing (sul calcolo del valore economico di un fan poi non transigo!).

Oggi però, partito con l'idea di cestinare l'ennesima infografica sul tema capitatami "tra le mani", mi sono invece dovuto fermare a riflettere dinnanzi alla metodica applicazione del team di Social Media Today...


Credo che l'interessante lavoro svolto per "quantificare metriche qualitative" meriti almeno una discussione.

Voi che ne dite?



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mercoledì 2 maggio 2012

Lo SPAM invade Twitter?

Prendetela per una sensazione personale, priva di conferme statistiche, e basata solo sull'esperienza quotidiana da utente di Twitter, arricchita da soventi incursioni nella blogosfera mondiale a caccia di conferme.

Credo che nelle ultime settimane lo SPAM stia letteralmente invadendo Twitter!

Per dirla tutta, credo si tratti di account violati (a totale insaputa dei "proprietari") per inviare messaggi pubblici e privati di questo tipo...


Probabilmente una strategia analoga viene utilizzata anche per impossessarsi degli account e "costringerli" seguirne altri, con l'obiettivo di gonfiare i numeri (ricordate le dinamiche di acquisto followers al chilo?)

Quando Twitter se ne accorge (o qualcuno lo segnala), sospende l'account per evitare il proliferarsi di questa tipologia di "infezioni".

Il problema comincia ad essere abbastanza "sentito" (soprattutto quando ad essere attaccati sono account di Vips) ed a Twitter hanno preparato una forte offensiva legale contro gli spammer.

Tuttavia per il momento non sembrano percepibili milgioramenti. E a risentirne chiaramente è la user experience, ancora più in crisi se si tratta di aziende che muovono sul social network "cinguettante" i primi difficili passi...

Che cosa fare per "dare una mano"? Difficile dirlo...

Dalla Francia, giungono alcuni piccoli suggerimenti votati al "buon senso":
  • Changer de mot de passe chaque 3 mois voire 6 mois
  • Eviter l’utilisation d’un même mot de passe pour votre messagerie principale, vos comptes en ligne, etc
  • Faire appel aux majuscules, chiffres et caractères spéciaux dans la composition du mot de passe
  • En cas de soupçon de problèmes, révoquer les droits d’accès des applications tiers connectés au compte Twitter
  • Eviter de cliquer sur les liens présents dans des DM dont vous ne connaissez pas l’expéditeur
  • S’assurer que la connexion se fait en HTTPS
  • Bloquer et signaler en spam les comptes à risque
  • S’assurer d’avoir les dernières mises à jour de l’antivirus local
Che ne dite? Anche voi avete notato l'aumento spaventoso di SPAM sulla piattaforma? Avete qualche esperienza diretta da raccontare? Confrontiamoci nei commenti...



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